Elenco dei premiati all'XI Edizione 2025 del Premio Letterario Nazionale “Andrea Torresano”
Sezione A – Narrativa a tema libero
Finalisti:
– 1º Posto vincitore assoluto Narrativa a tema libero: Giorgio Montanari con Cronaca dell’amore perduto (opera vincitrice che verrà pubblicata con regolare contratto editoriale);
– 2º Posto Narrativa a tema libero: Alessandra Casati con Il giuramento del cavaliere;
– 3º Posto Narrativa a tema libero: Ruggero Dittadi con Libri nascosti e verità sfuggenti;
Sezione B – Narrativa gialla
Finalisti:
– 1º Posto vincitore assoluto Narrativa gialla: Antonio Ventura con Il condominio di Via dei Giudei (opera vincitrice che verrà pubblicata con regolare contratto editoriale);
– 2º Posto Narrativa gialla: Marco Minicangeli con D’amore e morte – una storia hardboiled;
– 3º Posto Narrativa gialla: Ginevra De Luca con Onde di vetro;
Sezione C – Poesia (in memoria del poeta Augusto Bolther)
Finalisti:
– 1º Posto vincitore assoluto Poesia: Gabriella Paola Zurli con Abbecedario poetico (opera vincitrice che verrà pubblicata con regolare contratto editoriale);
– 2º Posto Poesia: Laura Coghi con Alberi d’uomo;
– 3º Posto ex aequo Poesia: Marcella Boccia con Nel ventre delle stelle;
– 3º Posto ex aequo Poesia: Silvia Ferbri con Camminando nei giorni;
La cerimonia di premiazione si terrà sabato 29 novembre 2025 alle ore 17.30 in Sala dei Dieci, all’interno del Municipio di Asola (MN) di Piazza XX Settembre
Tutti i partecipanti al Premio sono invitati a presenziare. Ricordiamo che ai tre finalisti di ogni Sezione verrà consegnato un Diploma e che l’opera vincitrice assoluta di ciascuna sezione (al 1 classificato nella Sezione A – Narrativa a tema libero, al 1 classificato nella Sezione B – Narrativa gialla e al 1 classificato nella Sezione C – Poesia) verrà pubblicata da Gilgamesh Edizioni e distribuita sul territorio nazionale.
Inoltre, ai vincitori assoluti di ogni Sezione (al 1 classificato nella Sezione A – Narrativa a tema libero, al 1 classificato nella Sezione B – Narrativa gialla e al 1 classificato nella Sezione C – Poesia) spetteranno 150,00 euro in denaro (al netto della ritenuta d’acconto prevista per legge), donati dall’Amministrazione comunale di Asola (MN).
Le motivazioni che verranno lette durante la cerimonia e, in seguito, pubblicate anche sul sito della casa editrice, nella Sezione dei risultati del Premio, sono state scritte esclusivamente per i tre finalisti di ciascuna Sezione e non per tutti i partecipanti, come da regolamento.
Motivazioni scritte dalla giuria per le opere finaliste all'XI Edizione 2025 del Premio Letterario Nazionale "Andrea Torresano" di Gilgamesh Edizioni
Sezione A – Narrativa a tema libero
Finalisti:
– 1º Posto, vincitore assoluto Narrativa a tema libero: Giorgio Montanari con Cronaca dell’amore perduto (opera vincitrice che verrà pubblicata);
Motivazione
Non è solo quello di accendere il riflettore su una figura inghiottita dal buio. Il merito di Giorgio Montanari consiste nel restituire la moglie di Salgari con vividezza e sapidità: lo stile tragicomico impiegato rende Cronaca dell’amore perduto un testo che riflette ancor più i pensieri che le azioni, o gli umori che sovrintendono ai gesti. I personaggi che ruotano intorno alla protagonista, alle sue ambizioni e alle sue delusioni, sono opportunamente deformati dalla visuale di lei, così come l’ambiente d’epoca. In definitiva, sono decisive le parole – ossia una scrittura che ospita la lingua colloquiale con inserti vernacolari – per esprimere la nostalgia ironica verso un mondo scomparso e l’amarezza di una vita prosciugata dalla follia.
– 2º Posto Narrativa a tema libero: Alessandra Casati con Il giuramento del cavaliere
Motivazione
Rammenta quanto abbia radici lontane il ‘fantasy’: con “Il giuramento del cavaliere”, Alessandra Casati attualizza l’epica romanza mantenendone tuttavia i caratteri originari. Giostre, duelli, battaglie si alternano a momenti di cameratismo, ove si oscilla fra complicità e ripicche, spirito di competizione o inimicizie; non senza l’amore proibito, con le conseguenze del tradimento, degli inganni, dei sensi di colpa. Sul piano della forma, risultano efficaci le scelte linguistiche che, anche grazie al recupero dell’onomastica bretone, conferiscono una pàtina antiquaria alle avventure narrate e insieme le rendono appetibili alla fruizione odierna.
– 3º Posto Narrativa a tema libero: Ruggero Dittadi con Libri nascosti e verità sfuggenti.
Motivazione
Sulle tracce di un antichissimo trattato di cosmologia, il romanzo rimbalza nello spazio e nel tempo, acquisendo le peculiarità del ‘mistery’ ma ancorando le vicende alla razionalità e alla storia. Il mosaico che ne risulta ottiene perciò credibilità; del resto, tessere immaginarie si intersecano con altre molto realistiche, né mancano gli scrupoli linguistici, tanto da adeguare lo stile scrittorio alle diverse epoche. Una più accentuata coloritura emotiva dei personaggi avrebbe probabilmente sciolto meglio la frammentarietà del costrutto; tuttavia, gli esiti avvincono il lettore paziente, coinvolgendolo in questa ennesima ricerca del manoscritto perduto.
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Sezione B – Narrativa gialla
Finalisti:
– 1º Posto, vincitore assoluto Narrativa gialla: Antonio Ventura con Il condominio di via dei Giudei (opera vincitrice che verrà pubblicata);
Motivazione
Una giovane donna acquista a un prezzo inspiegabilmente irrisorio un appartamento antico in un misterioso condominio di via dei Giudei a Bologna, popolato da enigmatici inquilini vincolati da norme statutarie alla trasmissione ereditaria del loro immobile. Se si accetta preliminarmente la “sospensione dell’incredulità” (come in qualche giallo della Vargas) e ci si scorda di certe atmosfere alla Polanski, questo thriller esoterico – in cui un’entità soprannaturale, violando una porta del palazzo, aspira a vendicarsi di un torto subito secoli prima – si fa apprezzare per stile accurato, scelte lessicali appropriate, descrizioni puntuali e dialoghi realistici. E se alcuni prelievi dalla storia della Bologna medievale, sfiorando l’erudizione, tolgono a tratti fluidità alla narrazione, d’altro canto la potenza espressiva di molte scene horror e la gestione graduale della suspense appaiono di indubbia qualità.
– 2º Posto Narrativa gialla: Marco Minicangeli con D’amore e morte – una storia hardboiled;
Motivazione
Secco, conciso, ritmato per sequenze e fotogrammi. In effetti, D’amore e morte di Marco Minicangeli è un omaggio al giallo d’azione americano, memore delle sue declinazioni cinematografiche. Dunque, la prima persona con cui si narra e si agisce usa un linguaggio venato di umorismo nero, con battute taglienti e irredimibile disillusione. Il congegno funziona al punto da precipitare il lettore nel gorgo degli eventi, in una caduta vertiginosa che non lascia scampo. Tutto d’un fiato.
– 3º Posto Narrativa gialla: Ginevra De Luca con Onde di vetro.
Motivazione
Pare arduo, oggi, variare ancora il tema narrativo del serial killer, tanto caro al cinema e alla letteratura, ma questo romanzo ci riesce, con un plot in cui Arianna Valente, ex violoncellista ora vicequestore, affetta da sinestesia – contaminazione dei sensi nella percezione di suoni e colori – viene sfidata da un misterioso Maestro, che inizia a uccidere con una spirale di vetro affilatissimo e lascia accanto ai cadaveri un cilindro di cera contenente una microscheda sonora con pochi secondi di un canto gregoriano e di un’“onda di vetro”. Molto più thriller che mystery, questo giallo si raccomanda per l’originalità della trama, la peculiarità della protagonista femminile e la competenza tecnica di molte pagine (sull’arte della lavorazione del vetro, sulla musica sperimentale o sulle percezioni sinestetiche), ma lo stile narrativo non sostiene a sufficienza la tensione della suspense, e spesso si allontana dall’essenzialità espressiva propria del thriller a favore di esiti un po’ troppo verbosi, compiaciuti o ipertecnici.
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Sezione C – Poesia
Finalisti:
– 1º Posto vincitore assoluto Poesia: Gabriella Paola Zurli con Abbecedario poetico (opera vincitrice che verrà pubblicata);
Motivazione
In questa raccolta di poesie, l’autrice disegna con voce limpida e sincera il proprio cammino esistenziale, intrecciando memoria, natura e sentimento in un canto che unisce il quotidiano all’eterno.
Femminile, matura, consapevole – la parola poetica diventa qui custode del tempo, rito di gratitudine e fedeltà verso le radici: l’infanzia, la casa dei nonni, la città amata, il mare che accompagna stagioni e ricordi. Riesce a trasformare il personale in universale, la malinconia in tenerezza, la preghiera in canto laico di speranza.
È una poesia che non urla, ma ascolta. Ascolta il vento che sibila tra i rami, il colore che muta in autunno, il battito del cuore che ama e comprende. In essa vive una costante tensione fra il dolore e la grazia, fra ciò che il tempo sottrae e ciò che la poesia restituisce.
In questi versi, la nostalgia non è resa ma consapevolezza; la fede non è dogma ma ricerca; la memoria non è museo, ma presenza viva che ancora nutre il presente. Quando l’autrice scrive «Ho bruciato i miei sogni nel camino», non sta parlando di resa ma di rinascita: della forza che rimane dopo la perdita, del coraggio di continuare a credere nel bello. Una parola che non cerca l’effetto, ma l’essenza.
È un libro che si muove con passo quieto, ma dal cuore ardente. Dalle “viole” di fine inverno ai “girasoli” provenzali, dalla bambina che raccoglie vetri di mare alla madre migrante che incrocia le mani sul ventre, ogni immagine si fa simbolo universale di fragilità e resistenza. Ogni verso è un gesto che custodisce.
Nel suo insieme, questa raccolta è un viaggio nel cuore delle cose, dove ogni frammento diventa preghiera e testimonianza.
– 2º Posto Poesia: Laura Coghi con Alberi d’uomo;
Motivazione
Il registro poetico scelto da Laura Coghi nel suo Alberi d’uomo è molto variegato; e ciò fin dalla struttura formale dove si alternano pezzi sintetici con una versificazione breve e scalata, comunque frammentata, a pezzi che hanno, soprattutto per quanto riguarda gli ultimi, il respiro di veri e propri poemetti. La ricchezza delle strutture si collega a un’ispirazione quanto mai diversificata nel rapporto sempre movimentato della poetessa con la natura: da testi intimi o giocati sulla linea delle corrispondenze personali, a rievocazioni memoriali, da composizioni di viaggio, fino a prove squisitamente e appassionatamente civili: il tutto in un’ottica di forte antagonismo nelle relazioni, ma anche di grande e coraggiosa disponibilità verso di esse.
– 3º Posto ex aequo Poesia: Marcella Boccia con Un ventre delle stelle.
Motivazione
La prova poetica del libro di Marcella Boccia, nel suo Un ventre delle stelle, presenta una particolare singolarità: se il corpo della scrittura è ben solido e costruito su un ampio periodare, la sua ispirazione si condensa, invece, in una dimensione dell’assenza, del silenzio, delle ombre, delle sensazioni indefinite e inquietanti. Ne nasce un contrasto che conferisce ai suoi versi una pronuncia incisiva e quasi drammatica, in una sorta di deragliamento di tutti i sensi; ma da quell’abisso emerge caparbia la voce della poesia che dà significato alla nostra condizione umana e la riscatta dal nonsenso, proiettandola verso le stelle.
3º Posto ex aequo Poesia: Silvia Ferbri con Camminando nei giorni.
Motivazione
L’adesione al verso libero è totale. Nella silloge Camminando nei giorni, Silvia Ferbri si mantiene distante dal gioco della rima, dalla misura metrica predisposta, dall’interpunzione ordinaria. Di conseguenza, pare che ogni frase, ogni sintagma, ogni parola si isoli, pulsi di energia propria, scavi un solco in attesa del seme. Affioramento è il senso, o immersione abissale; e le pause, le sospensioni, gli a-capo lasciano il tempo di riflettere su ciò che è scritto, ancor più su ciò che scritto non è. Come, appunto, si dice in una lirica: “Vocaboli esauriti / Sino al prossimo inciampo”.
