Versi freschi e lievi

di Santo Atanasio

12.00

Santo Atanasio

Versi freschi e lievi

ISBN 978-88-6867-733-6, pp. 96, prezzo di copertina  12,00, Collana ISHTAR

 

I testi, la cui cifra poetica si può cogliere nella “freschezza”, nella “leggerezza”, nella “icasticità” degli stessi, sono raggruppati in sette sezioni tematiche.

 

Santo Atanasio nasce a Castelbuono (PA) il 21 aprile 1953. Si laurea in Ingegneria Nucleare a Palermo. Dopo una parentesi di cinque anni d’insegna­mento a Legnano (MI), è prima professore ordinario di Elettronica a Termini Imerese (PA), poi di Elettrotecnica ed Elettronica a Cerda (PA). È pensionato dal 1° settembre 2019. Vive nel suo ridente borgo natale.

E’presente nelle antologie: Poeti a Castelbuono (1938‑1983), a cura di R. Di Liberti, Castelbuono, Tip. «Le Madonie»,1983; Poeti nel Parco delle Madonie, a cura di Pietro Attinasi, Geraci Siculo (PA), Edizioni Arianna, 2005; Il segreto delle fragole, a cura di Anna Toscano e Ivano Malcotti, Faloppio (CO), LietoColle, 2005; Ascuta lu cantu, a cura di Alfonso Lo Cascio, Termini Imerese, Rivista Espero/ISSPE, 2009.

Una larga scelta di suoi componimenti figura nella pubblicazione collettanea Silenzi d’acquario, edita nel gennaio ’91 da Edizioni «Le Madonie», Castelbuono.

Il suo primo libro di versi: Monodici Canti, con una lettera di Mario Luzi, Forlì, Forum/Quinta Generazione, 1987.

Raccolte successive: Opali, Castelbuono, Edizioni «Le Madonie», 1994; Trilogia di miti greci, Castelbuono, ediz. d’autore f.c., 1995; Suae reliquiae, ibid., 1995; A voce a voce, Barrafranca (EN), Editrice Bose Giesse, 1997; La semina del sole, ibid., 1998; Poesie per amore di tempo perduto e d’infinito (1970-1995), che riunisce i precedenti sei libretti con la sola accessione della poesia Rosso esclamato, Castelbuono, Edizioni del Periodico «Le Madonie», 1999; Amore in versi del settimo cielo, ibid., 2002; Fulgori e brine in seno, Faloppio (CO), LietoColle, 2004; In laudem patris, ibid., 2005.

Le sue opere più recenti: Rime speranza fiore del deserto, Geraci Siculo (PA), Edizioni Arianna, 2007; Lampeggiamenti, fremiti, sorrisi del sogno e del vero, ibid., 2017; Frammenti di un sogno d’estate e altri versi, Asola (MN), Gilgamesh Edizioni, 2020; Versi di un anno (in grigio e in verde), ibid., 2021; Cento poesie nuove e varie, ibid., 2022.

5 recensioni per Versi freschi e lievi

  1. Valutato 5 su 5

    Prof. ssa Franca Di Vagno

    “Versi freschi e lievi” di Santo Atanasio: il canto delle emozioni.
    Nota di lettura di Franca Di Vagno

    Leggendo la silloge “Versi freschi e lievi” del poeta Santo Atanasio, si respira aria di antica saggezza: la saggezza di chi ha saputo sedimentare e custodire dentro di sè, con tenace gelosia, l’incanto dei sogni e delle illusioni giovanili e il disincanto delle amarezze e delle delusioni. Sentimenti che si fondono in un nodo inestricabile con i volti amici, con il sole e la pioggia, il vento e la quiete, il cielo e il mare, i colori e i profumi della Sicilia. Il poeta testardo tenta di scalfire quel nodo, fino a quando frammenti e schegge si staccano, si liberano e lui, felice, li riconosce, li riporta alla luce e li restituisce alla vita in un canto “fresco e lieve”.
    Particolarmente suggestivi sono i versi delle ultime due sezioni; in essi si ricapitolano tutti i temi della poetica dell’autore Santo Atanasio, perché sono un’unica, commossa dichiarazione d’amore alla su donna, ai suoi affetti più cari, all’Amore, alla sua città, ai suoi monti, alla sua Sicilia.
    Il saggio poeta sa che la sua casa è là, il suo posto è là, tra gli affetti più sinceri, caldi, appassionanti ed eterni: tra le “cose” belle che danno un senso vero alla vita.

  2. Valutato 5 su 5

    Prof. Angelo Ciolino

    Santo Atanasio, “Versi freschi e lievi”

    Versi, quelli del mio amico poeta, che tornano sempre sulla parola – scrigno di valori, essenze e sentimenti; che danno voce e respiro creativo all’anima umana. Umanità che in ogni affanno, sofferenza, dramma, decadenza, lutto sa cogliere nella bellezza e nella fresca vitalità della natura la primavera che illumina l’autunno. La levità e musicalità della parola dà armonia alle relazioni, agli affetti perfino ai fenomeni terrei della natura e della società.
    Poesia: grazie.
    Angelo Ciolino

  3. Valutato 5 su 5

    Prof.ssa Lina Arrigo

    “Versi freschi e lievi” di Santo Atanasio: un diario di viaggio attraverso l’essenza dell’anima
    di Lina Arrigo

    E’ difficile che la parola scritta, e in particolar modo i versi riescano a racchiudere, riassumere o evocare i sentimenti dispersi e complessi dell’essere, sino a tesserne impalpabili lodi, frammiste a intenti etici e rimpianti. E’ la difficile funzione stessa della poesia, complessa, ma che è propria del poeta. Funzione alla quale Santo Atanasio, poeta finissimo, e cesellatore del verso, adempie in modo perfetto nella sua raccolta di poesie “Versi freschi e lievi”. Non è una raccolta di versi sparsi, ma un diario di viaggio attraverso l’essenza dell’anima umana, un’ode alla complessità dei nostri sentimenti.
    Le poesie sono raggruppate in sette sezioni tematiche. Vele spiegate, spinte da un vento che soffia dal rimpianto nostalgico di un tempo che fu all’introspezione intimistica, alle suggestioni evocate da fatti di cronaca, vissute ed espresse con profondo senso civico.
    Si apre con la sezione “I. Versi in memoria”, ove l’autore con maestria poetica, dipinge immagini vivide che si riflettono nella profondità dell’anima, consentendo al lettore di esplorare, attraverso pennellate di intimità personale, emozioni universali. Nei versi, le parole, sempre ricercate, raffinate, si intrecciano come fili di luce, ed illuminano gli angoli più profondi ― talvolta anche oscuri della mente del lettore. Ogni verso è come una finestra aperta sull’anima dell’autore, scrutando dalla quale il lettore è delicatamente indotto a guardare parimenti dentro sé stesso e scoprire nuove profondità di significato e bellezza.
    L’autore ricorda la madre nella poesia “Gli occhi di mia madre”. Dipinge un ritratto dell’amore materno: gli occhi bruni, metafora di costante amore e protezione; gli occhi celesti evocano un senso di purezza e divinità; il profumo del pane e delle preghiere costituiscono un elemento quasi mistico di calore e conforto: la madre è non solo espressione di amore terreno, è anche spiritualità pura e nutrimento dell’anima.
    “Profughi-naufragio” è una poesia potente, che affronta con compassione il tema di cronaca del naufragio di un barcone carico di “cristi dalla pelle scura”, “vera ecatombe di vite umane”. Il poeta rende quasi palpabile l’orrore e l’ingiustizia, spingendoci a riflettere sull’importanza di rispondere ‘cum-pathos’ e impegno alle tragedie che affliggono il mondo.
    L’amore molesto e criminale trova spazio nella poesia “A Giulia” ― dedicata a Giulia Cecchettin, barbaramente assassinata da chi diceva di amarla ―, poesia che, con metafore delicate come “pensieri-fiori”, “pensieri-abbracci”, “pensieri-preci”, diventa simbolo di lotta contro l’amore “mendace” e si candida a rimanere sempre fonte d’ispirazione per combattere il male attraverso un ricordo perenne.
    Nella sezione “III. Nerore”, il poeta con sgomento condivide con il lettore la sua visione cupa della storia umana, enfatizzando la presenza pervasiva di odio e guerra nel corso della storia; c’è però, nello stesso tempo, un desiderio profondo di pace e speranza per la fine del conflitto in Ucraina nella poesia “Venga la pace”. Utilizzando immagini luminose come il sole che risplende e la gioia che rifiorisce ci trasmette la speranza di un futuro migliore, auspicato con brindisi di “calici di amore”. Questa visione ottimistica viene però stemperata dai versi di “Utopia”, nei quali la disillusione riguardo alla “diplomazia”, “la pace universale” come “altezza irraggiungibile”, evocano una sensazione di impotenza nel raggiungere un accordo duraturo e universale tra le nazioni; tema amaro che viene riproposto, con incredulità e sconcerto, in “Incomprensibilmente”, tragica riflessione lirica sulla continua violazione della dignità umana e sulla violenza “insensata” che continua ad essere perpetrata dagli esseri umani sugli esseri umani. E’ un grido di dolore, che richiama l’urgenza di porre fine alle “atrocità” e la necessità di un cambiamento positivo e radicale per l’affermazione della pace e della giustizia in tutto il mondo.
    Questa tensione sociale e civile, questo orrore per la guerra e della guerra e per la violenza si addolcisce in “IV. Frammenti di preghiera”, un vero inno al pensiero di San Francesco d’Assisi, riconosciuto per la sua umiltà e la sua dedizione alla pace; preghiera alla speranza per un mondo migliore, linfa che lenisce e dà conforto, chiudendosi con un appello al Santo “poverello”, affinchè sia “strumento di pace ― del Signore”.
    La settima sezione, “VII. Mia linfa vitale”, è invece intrisa di suggestioni ed emozioni nostalgiche legate ai luoghi natii che diventano luoghi dell’anima. Castelbuono, borgo dove il nostro poeta è nato, viene dipinto con i colori delicati di un acquarello poetico: luogo magico, affascinante che “cattura i cinque sensi” e trasforma i pensieri in libertà. Diviene così, nella trasposizione poetica di Santo Atanasio, una fonte di nutrimento: “cibo per la mia fame, / acqua per la mia sete”. E’ un rifugio sicuro e accogliente “se tristezza o gelo è il mio profondo”, fonte arcaica e materna di spiritualità.
    Al tema delle origini culturali si ricollega anche “Mattina, cielo isolano”: in essa cattura magistralmente l’atmosfera incantata della Sicilia, attraverso una serie d’immagini vivide e suggestive. La descrizione del cielo “puro” e luminoso evoca una sensazione di leggerezza, mentre “pensieri lievi” e “odorosi” creano un’atmosfera di dolcezza e rimandano a un senso di rinascita e rigenerazione, restituendoci, come in una scultura a tutto tondo, piena, corposa, l’essenza della magia della Sicilia. E la bellezza della nostra terra è l’oggetto della lirica “La neve è scesa…”, dove, con la celebrazione della semplicità e della bellezza della natura, e con ardite similitudini tra ”guizzi di stupore” e “gran festa negli occhi”, viene aggiunto un elemento di nostalgia e contemplazione. La neve diventa così non solo un fenomeno naturale, ma anche un catalizzatore di emozioni e pensieri, che risveglia ricordi e sentimenti sepolti nella nostra interiorità. E potrei continuare a citare gli altri componimenti, tutti preziosi, che dipanano trame di emozioni, suggestioni e stati d’animo.
    La raccolta è dunque un viaggio che cattura l’essenza dell’esperienza umana in modo universale ed intimo allo stesso tempo. Incanta ed ispira, è testimonianza, ora dolorosa ora nostalgica, dell’uomo del nostro tempo. E’, ancora meglio, una testimonianza del potere della parola nel comunicare l’ineffabile e nel connettere le anime umane attraverso il tempo e lo spazio. Una raccolta che merita di essere letta, riletta e assaporata ripetutamente, perchè ogni volta rivela magicamente nuove sfumature di significato ed emozioni. E’ un piccolo tesoro da custodire, una fonte d’ispirazione per chiunque cerchi bellezza e poesia nella vita quotidiana.

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    Santo Atanasio, “Versi freschi e lievi”, Gilgamesh Edizioni, Asola (MN), 2024.

  4. Valutato 5 su 5

    Prof.ssa Rosalba Gallà

    QUANDO IL SOLE ESCE DI SCENA E SI LEVA IL VENTO
    Recensione di Rosalba Gallà alla silloge poetica “Versi freschi e lievi” di Santo Atanasio.
    *****
    Non sono ancora trascorsi due anni dalla pubblicazione della raccolta “Cento poesie nuove e varie” e il poeta castelbuonese Santo Atanasio ritorna a farci assaporare una nuova silloge, “Versi freschi e lievi”, che si colloca sulla scia tematica e formale della precedente, come una sorta di prosecuzione del racconto in versi della sua dimensione interiore in una precisa fase della vita, in cui la condizione anagrafica spinge inevitabilmente a fare i conti con il tempo che trascorre e, soprattutto, con quello che è già trascorso. “Il tempo, grande scultore”, scriveva Marguerite Yourcenar, e il tempo scolpisce anche attraverso la poesia, creando schegge temporali in cui vengono fissati stati d’animo, sentimenti, memorie, attimi, stratificazioni interiori che palpitano ancora, dando senso al presente e forgiando prospettive future.
    “Versi freschi e lievi”, dunque, ma venati di una malinconia che però non ama crogiolarsi in se stessa, ma spinge verso la ricerca di nuove sicurezze e di riconquistata serenità. Il sole, grande protagonista dell’intera raccolta, durante la pioggia esce di scena “dietro di sé lasciando / una scia di rimpianto / e di silenzio grigio”: c’è una perfetta corrispondenza tra il tempo della natura e il tempo interiore del poeta, nell’alternarsi delle stagioni e nella ciclica trasformazione degli alberi e delle condizioni ambientali. Immerso nel suo contesto madonita, Santo Atanasio porta nelle profondità del suo essere ogni goccia di pioggia, ogni soffio di vento, ogni raggio di sole, ogni petalo, ogni foglia, che diventano occasione per viaggiare dentro di sé e per creare piccole sculture di versi, cesellati con finezza, scheggiati con raffinatezza come solo la durata del tempo interiore e le stagioni dell’anima sanno fare.
    Autunno e primavera, inverno e estate si alternano nell’animo poetico di Atanasio, richiamandosi reciprocamente: nei “rami scabri, ruggine e grigiastri” di dicembre, il poeta vede già “la febbre / di verde, di profumi e fiori nuovi, / di altri canti giulivi, di un bel sole”, proiettandosi fiducioso verso la successiva primavera, avvertita già nelle vibrazioni dell’anima. Nel suo presente c’è una tensione continua tra un ripiegarsi verso il passato e un dispiegarsi verso il futuro: c’è “un’armonia di memorie oro e rosa” con la possibilità di rivivere “il tempo delle fiabe” e la prospettiva che il cielo si riapra e si adorni “di palpiti di sole”: così “tutte le foglie e i petali grondanti / ecco! sospirano di un gran sollievo”. Sono movimenti circolari dell’animo umano, son labirinti interiori in cui il tempo, con le sue sculture, perde la dimensione della linearità e si incurva su stesso, in un eterno ritorno che fa rivivere il passato e fa presagire il futuro. La vita si proietta oltre quella terrena e vola, in certi momenti, verso la trascendenza, con quel profondo sentimento religioso che è proprio del nostro poeta. “Passano gli anni, passa la tua storia / e cadi, o vita, neve silenziosa”: immagine di eccezionale delicatezza che sfiora il tema del senso della vita e della morte, una vita che l’umanità conduce “tra fiori e sole e vento e fulmini” dove il polisindeto, con il suo ritmo insistente, evoca tutte le gioie e tutti i travagli dell’esistere. La vita cade, ma “il morire ti asseta di altra vita”. È intenso, in diverse poesie di questa raccolta, il sentimento di perdita: l’uomo assiste a un lento venir meno, a “foglie ocra di un noce frondoso” che “si staccano dai rami / ad aliti di vento”: “Similmente” (è il titolo della poesia da cui sono tratti questi versi) “andranno via tutte le nostre cose / belle e gloriose, / che c’erano una volta / e che nella memoria sono rose / che sfoglierà altro vento”. C’è la consapevolezza, che a volte supera la malinconia per approdare a un’amara tristezza, che la domenica della vita, la gioventù alla maniera leopardiana, sia irrimediabilmente perduta, ma rimane sempre presente l’antitesi tra “la greve vecchiaia” e “il primaverile sentire”; la sintesi di tutto questo patrimonio di sentimenti contrastanti è evocata nella breve e intensa lirica “Ogni giorno”:
    “Nuvole, pioggia, / vento (che scuote gli alberi, / che svelle rami, / o che vellica i prati), / e arcobaleni e sole, / inverni e primavere ― / purché ogni giorno / non sia tempo sprecato / e il cuore e i sensi vibrino / d’amore per la vita.”
    Ancora una volta ritorna il tema del tempo, un tempo interiore da non sprecare, un tempo che trova voce nella poesia e nella bellezza, la poesia che sa “cibarsi di cielo quando albeggia” e la bellezza come “emozione che solleva l’anima / verso l’incanto dolce dell’amore”.
    Rosalba Gallà
    ____________
    Santo Atanasio, «Versi freschi e lievi», Gilgamesh Edizioni, Asola (MN), 2024

  5. Valutato 5 su 5

    Sandro Morici

    Commento-analisi del libro “VERSI FRESCHI E LIEVI” di Santo Atanasio
    Gilgamesh-Edizioni 2024
    di Sandro Morici

    C’è stata una intrigante coincidenza in questo mese di maggio: mentre seguivo i lavori della 36° edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, mi è giunta a casa una copia dell’ultimo lavoro dell’amico Santo Atanasio dal titolo: “Versi freschi e lievi” – Gilgamesh edizioni. Nell’arco di tempo di quei giorni straordinari mi ero immedesimato nel godimento dei 222 mila visitatori del Salone, lì nel tempio della cultura ove si danno appuntamento annuale personalità di livello internazionale della letteratura, della filosofia, del giornalismo, della scienza, dell’arte della musica, del cinema, seguendo i tanti eventi di incontro e di scambio, che aprono la mente a riflettere su argomenti di ampio respiro. E in questo girovagare virtuale nell’atmosfera talentuosa dei padiglioni del Salone di Torino ho avuto l’impressione di trovarmi tra le mani il volume di poesie di Santo Atanasio, appena uscito dalle stampe: in un sogno ad occhi aperti ho immaginato che lo stesso autore, venendomi incontro, mi offrisse quella copia, dandomi il piacere ed il privilegio di cominciare a sfogliarne e assaporarne assieme le pagine, stando l’uno di fronte all’altro, come è consuetudine tra amici di vecchia data.
    Ed ora, rientrato nella realtà, eccomi qui, alla scoperta di questi “versi freschi e lievi”, dopo aver ammirato la copertina del volume che riproduce una delicata tela di scuola post-impressionista. La prima impressione è la coerenza tra il titolo ed i contenuti: effettivamente è un susseguirsi di componimenti perfettamente equilibrati, che manifestano nettamente la maturità della lirica dell’autore. Egli stesso confida la sua voglia poetica, in maniera dirompente: Io credo di sapere / come vera poesia / sia cibarsi di cielo quando albeggia: / cibarsene con grandi occhi d’infanzia / e con petto insaziabile. [Io credo… pag. 60]
    E poi emerge la sua compostezza intellettuale: come ci rivela a chiusura del libro in “QUALCHE NOTA A VERSI FRESCHI E LIEVI”, i testi, scritti tra la fine del 2022 e la primavera del 2024, sono raggruppati in sette sezioni tematiche: I. Versi in memoria (…in ricordo di persone care), II. Dalla natura (…esaltazione dei doni e della continua palingenesi della natura), III. Nerore (…descrizione del buio orribile delle guerre, desideri di pace), IV. Frammenti di preghiera (…spunti di profonda religiosità), V. In punta di cuore (…è il cuore della raccolta, ove si può apprezzare l’eleganza e la raffinatezza della rima, scorrevole, armoniosa, profonda di significati), VI. Tre poesie d’occasione (…riflessioni di forte interiorità su particolari momenti evocativi), VII. Mia linfa vitale (…la celebrazione delle bellezze della terra nativa), e di essa ci piace riportare questo passo soave… Magia è il mio paese / al sorgere dell’alba: / cattura i cinque sensi, / muta i pensieri in ali, / m’innamora di sé. [Castelbuono …pag. 79].
    Ecco, desideriamo esprimere un grazie di cuore all’amico Santo Atanasio per questa preziosa raccolta, frutto della sua inesauribile, vivida vena creativa, che vorremmo far nostra, quasi ad assimilarne quella delicata linfa che sentiamo scorrere in ogni suo verso poetico…decisamente fresco e lieve.

    Roma, 25 maggio 2024

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