Uomini e paesaggi – Antologia fotografica

di Autori Vari

 

20.00

Esaurito

Autori Vari

Uomini e paesaggi  

Antologia fotografica

 

ISBN 978-88-97469-417-5, pp. 84prezzo di copertina € 20,00, Fuori Collana

 

«In un primo momento, per sorprendere,

la Fotografia fotografa il notevole;

ben presto però, attraverso un ben noto capovolgimento,

essa decreta notevole ciò che fotografa».

(R. Barthes)

 

Proprio nell’intento di eternare l’istante, lo scatto fotografico acclara il suo carattere effimero – non per nulla riceve spesso l’etichetta di “istantanea”. Beninteso, tale contraddizione non ne pregiudica il valore. Si tratta di meglio significare cosa si intenda per fotografia. In prima istanza, soccorrono le ben note categorie di Roland Barthes (La camera chiara): un fotografo si basa su uno studium, che attiene alle sue abilità tecniche quanto alla sua sensibilità, ma la fotografia è interessante allorché possiede un punctum. Ossia, a “pungere” dev’essere un dettaglio che l’operatore non aveva pianificato ma che tuttavia ha saputo più o meno consciamente cogliere.

C’è un’altra questione che merita un indugio: l’occhio meccanico dello strumento dev’essere collimato, oltre che con l’occhio fisiologico, con quello psicologico. Diversamente, si avrà una foto che documenta la realtà ma senza esprimere un pensiero o un sentimento.

Va poi rammentato un evento singolare. La prima mostra degli impressionisti si tenne, nel 1874, nello studio del celebre fotografo Nadar, quasi fosse un passaggio di consegne: la pittura cedeva alla ben più tecnologica fotografia il compito di restituire il mondo esteriore, riservando per sé l’indagine di quello interiore. L’arte fotografica in seguito si incaricò di dimostrare quanto il confine fosse labile: la scelta dell’inquadratura, dell’esposizione, della distanza di fatto riproponeva una peculiare visione soggettiva. Tuttavia – se è vero come è vero che l’Impressionismo privilegiava il paesaggio –, restò alla fotografia una sorta di imprinting: il confronto del microcosmo dell’operatore con il macrocosmo che lo circonda esercita tuttora un’attrazione irresistibile.

E la natura perciò ottiene di moltiplicarsi non solo perché uno scatto si può riprodurre all’infinito per effetto della serialità del meccanismo. Alla sua progressione geometrica contribuisce ancor più l’immensità degli sguardi che si accostano al mirino, nonché degli umori che di volta in volta pervadono chi preme il pulsante. Clic!

Claudio Fraccari

1 recensione per Uomini e paesaggi – Antologia fotografica

  1. Valutato 5 su 5

    Mario

    Una bellissima antologia fotografica, autori molto bravi, si sfoglia con piacere

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