Luigi Schifitto
Una persona scorretta
ISBN 978-88-6867-630-8, pp. 240, prezzo di copertina € 15,00, Collana di narrativa ANUNNAKI
Sabato 11 ottobre: il professore del liceo Pertini di Torino Italo Gregucci viene trovato morto in un bosco nei pressi di Cumiana. Sulla scena del crimine si trovano per caso l’ex ispettore Agosta e il commissario Cavalli, che da quel momento dà avvio alle indagini. Ma eventi che accadranno da lì a pochi giorni, apriranno nuove piste e faranno emergere nuovi sospettati.
In Una persona scorretta il commissario Cavalli e la sua squadra affrontano una nuova e intricata indagine dal risvolto inaspettato, che vi farà dubitare anche degli insospettabili.






Rosangela Usai –
Una persona scorretta. di Luigi Schifito Gilgamesh editore
Un professore senza famiglia né amici divide il suo tempo tra il lavoro a scuola e l’utilizzo del binocolo per spiare i vicini. In particolare la dirimpettaia, o meglio le gambe di lei, di cui si innamora perdutamente. Sinché non riesce a scoprire casualmente a chi appartengono e a ottenere un appuntamento con lei. Una storia che parrebbe un romantico romanzo, se non fosse che il professor Gregucci viene brutalmente ucciso e da subito non tutto pare così semplice e banalmente normale nella sua vita. Spetterà al commissario Cavalli e ai suoi collaboratori, Guido Avenatti e Giulia Tonelli, scoprire quali stranezze circondavano il professore e quanto pericolose potevano essere le inimicizie che si era procurato. Un bel poliziesco, scritto piacevolmente, ambientato in una autunnale Torino, dove nel piovoso tran tran giornaliero si nascondono controversie e odi insanabili.
Laura Caterini –
È il secondo libro che leggo di questo autore e nell’insieme l’ho trovato molto più gradevole e più maturo. Qui c’è un grande equilibrio tra la parte strettamente poliziesca, la caratterizzazione dei personaggi e la loro credibilità, una trama logica che fa seguire i ragionamenti degli inquirenti e che piano piano indirizza il lettore verso la soluzione dei crimini. Non manca qualche colpo di scena ben dosato e neanche un po’ di ironia che alleggerisce i fatti di sangue, inevitabili in un libro giallo.
I poliziotti sono dediti al lavoro e molto umani, ma anche i colpevoli hanno dalla loro parte, se non delle giustificazioni, almeno delle motivazioni comprensibili.
Emanuela Di Egidio –
Vi basti sapere che appena ho letto l’ultima pagina del libro in formato ebook sono corsa ad acquistare “L’uomo con lo zainetto” dello stesso autore, perché trovo lo stile di Schifitto semplicemente sublime. Questo giallo è coerente dal punto di vista logico, originale nella trama e nel modo in cui la stessa si dipana e, soprattutto, ricco di quel tocco di ironia che alleggerisce la narrazione e che ti permette di passare qualche ora piacevole. Complimenti al collega, che non conosco e al quale mi piacerebbe, un giorno, stringere la mano.
Antonella Grasso –
Libro dal finale inaspettato
Delinea la psicologia dei personaggi in modo davvero preciso.
Ti porta a leggere tutto ad un fiato perché vuoi sapere come andrà a finire.
Bello
Linda Comparato –
Ho trovato il thriller poliziesco di Luigi Schifitto “Una persona scorretta” molto entusiasmante e interessante. Sia per la tipologia di narrazione: il racconto è ricco di colpi di scena, soluzioni inimmaginabili che costituiscono una sfida per il lettore, sia per il luogo in cui le vicende si svolgono : una Torino reale che viene mostrata nei suoi vari aspetti ed in diverse sue sfumature.
Molto interessante l’ambientazione all’interno di una scuola che permette di vedere la classe degli insegnanti in modo reale, con i suoi limiti e le sue virtù.
Il romanzo è avvincente: ne ho iniziato la lettura ieri sera e stamattina lo avevo terminato. Consigliatissimo
Maria Concetta Distefano –
Ho apprezzato l’ambientazione torinese, lo “sfondo” scolastico che è veramente molto molto verosimile, e anche i “teatrini” del trio investigativo che un po’ ricordano i “Montalbano” di CAMILLERI.
Lo consiglio a chi vuole leggere un giallo “classico” e incontrare personaggi “veri”.
Elena Rossini –
Libro intelligente, intrigante, che non si perde in smancerie e stereotipi.
Piacevolissima lettura, tutta d’un sorso.
Complimenti.
Nicola Fusco –
Interessante, ben scritto e scorrevole. Vale la pena leggerlo e provare a indovinare il colpevole
Danilo Minello –
“Una persona scorretta” di Luigi Schifitto è un piccolo gioiellino: già solo partendo dall’ambientazione, quella Torino splendidamente raccontata e descritta in maniera dettagliata, ci si addentra in un’atmosfera vivida e vibrante di bellezza e di fascino. Inoltre, l’omicidio e le indagini sono mature e studiate, senza bisogno di colpi di scena poco realistici utili solo a creare atmosfere sensazionalistiche; i personaggi hanno numerose sfaccettature di carattere e i dialoghi sono curati e coinvolgenti. Assolutamente consigliato!
Barbara Astorri –
Una persona scorretta
Amante dei film polizieschi questo libro ha soddisfatto le mie aspettative
Ambientato a Torino tra le vicissitudini di vita quotidiana di un comissariato e un susseguirsi di omicidi rimango affascinata dalle descrizioni dettagliate dei luoghi e dei sentimenti dei protagonisti
Normalmente anticipo sempre la scoperta del colpevole mentre con questo libro l autore fino alla fine ha celato meravigliosamente con intrighi di droga soldi e sesso…
Daniela Fabietti –
Un giallo italiano ambientato a Torino. I personaggi sono talmente reali che sembra veramente di conoscerli. Qui non ci sono eroi ma persone normali con pregi e difetti. Piacevolissima la lettura.
Marina Corbani –
Questo libro di Luigi Schifitto per Gilgamesh è veramente un’interessante lettura.
Di pagina in pagina ci fa scoprire che la vittima non è affatto un tipo piacevole ma, proprio come cita il titolo, si tratta di una persona scorretta che nasconde dietro una vita apparentemente banale di professore scolastico, una serie di comportamenti non propriamente empatici
nei confronti di chi vive nel suo stesso ambiente.
Questa caratteristica contribuirà a complicare le indagini del commissario Cavalli fino alla conclusione dell’ ingarbugliata matassa della vicenda che si complicherà sempre di più con nuovi delitti.
Sullo sfondo di una Torino con i suoi usi ed i sobborghi, il linguaggio schietto e chiaro con cui è scritto il libro ci trascinerà pagina dopo pagina, fino alla conclusione non disdegnando anche qualche escursione nella vita famigliare del commissario ed anche la precisa caratterizzazione dei personaggi di contorno.
Una vicenda che coinvolge perché avrebbe potuto svolgersi in qualsiasi luogo in cui viviamo e fra persone comuni permeata da uno stile con punte di sottile ironia che affascinano.
Antonella Castaldello –
È un bel giallo. Scritto con toni pacati, chiari, molto scorrevole. La trama è tutta da scoprire come ogni giallo che si rispetti, ma ha un colpo di scena proprio quando pensi che il libro sia finito e la soluzione trovata. Ma non è mai così semplice, vero? Alla fine resta un po’ di malinconia perché chi sconta la pena è chi meno la merita…ma non posso dire di più..a voi scoprirlo. Un libro che merita di essere letto.
Tatino&Tatina –
Un noir di casa nostra, perché il tutto è ambientato a Torino ed in Piemonte.
Un professore di un liceo, con una vita piatta viene coinvolto nel peggiore dei modi in un omicidio, essendone la vittima.
Da quel momento, l’intero romanzo noir sarà un susseguirsi di avvenimenti e di colpi di scena che ci terranno con il fiato sospeso fino all’ultima riga, in una lettura coinvolgente e accattivante.
Il titolo rimane dubbio, nel senso che non è ben chiaro a chi affibbiare la scorrettezza, visti tutti i personaggi del racconto, ma poco male, il libro rimane godibile comunque.
Per chi ama la città di Torino sarà fantastico poter gironzolare per la città, ripercorrendo tutte le strade e le piazze che vengono citate.
Consigliato!
Alessia Marano –
Il ritmo scorrevole, la trama interessante e personaggi definiti e credibili. Lo consiglio a chiunque. Si legge tutto d’un fiato!
Cristina Pivirotto –
Le azioni meno importanti delle nostre giornate, possono rivelarsi fili di una trama che si arricchisce di legami che non sappiamo, un ordito dai colori diversi, spesso neppure ben assortiti. Luigi Schifitto ha tessuto bene la storia di questo thriller. Non sappiamo perchè tutto ha inizio e solo nella parte finale i fili si stringono in un tessuto che evidenzia il disegno. Certo è un thriller e, quindi, la soluzione sta nella parte finale. Ma la peculiarità di questo romanzo sta nella continuata opera di elaborazione delle menti investigative coinvolte nella ricostruzione della storia. Un lavoro che copre la gran parte delle giornate dei personaggi della Questura, diretti dal commissario Cavalli. La vita di persone che trovano nel lavoro una fuga da una vita familiare in cui non sono apprezzati, o in cui non stati capaci di creare legami per rincorrere una libertà affettiva che non paga, o che hanno trovato proprio all’interno dell’ambiente di lavoro, la relazione che ha riempito la loro vita. L’importanza di quella vita è valutata dalla tristezza della sua mancanza in chi, per raggiunti limiti di età, deve abbandonarla.
Un romanzo scritto in maniera equilibrata: né troppo freddo quando descrive le vicende più crude, né troppo sentimentale quando narra le vicende delle vite personali, per altro relegate ai margini di quelle più avvincenti e intriganti dell’investigazione professionale.
Un romanzo coinvolgente, da leggere tutto d’un fiato e da godersi fino all’ultima parola.
Fabio Spicuglia –
L’uccisione del professore Gregucci- vicepreside al Pertini di Torino – il cui cadavere viene rinvenuto a Cumiana è il punto di partenza di un giallo che vede coinvolti l’ispettore di polizia Cavalli, indirettamente l’amico Agosta, ex ispettore in pensione, e la squadra incaricata delle indagini.
A distanza di poco tempo dal primo delitto viene uccisa la donna cui il professore – dopo averla spiata per diverso tempo dal proprio appartamento – era riuscito a strappare un appuntamento.
E da qui il mistero si infittisce ed una serie di colpi di scena sembrano portare alla soluzione del caso ma come sempre la verità non è una e nuove piste fanno emergere nuovi sospettati.
Il giallo dell’aretuseo Schifitto ti prende fin dalle prime pagine e non vedi l’ora di scoprire chi si nasconde dietro l’uccisione del professore Gregucci e degli soggetti coinvolti direttamente e indirettamente in questo bel poliziesco.
Alisea Zamboni –
Il professor Italo Gregucci, vicepreside del liceo Pertini; la signorina Monica Tonesco, barista, dirimpettaia del professore; Ruslan Borisenko, muratore alcolizzato che una volta ha cercato di mettere le mani addosso a Monica; lo spacciatore Matteo Rolle, in possesso della mazza utilizzata per uccidere Gregucci; il professor Fratoianni, collega di Gregucci, con il quale non era in buoni rapporti. Questa la scia di morte sulla quale il commissario Cavalli e i suoi collaboratori si ritrovano ad indagare: persone che muoiono una dopo l’altra.
Gli omicidi sembrano tutti collegati, perché Gregucci non era esattamente la persona più amata del mondo, mentre le gambe di Monica facevano impazzire gli uomini (e le donne).
Ma le piste sono tante ed è difficile capire quale sia quella giusta. Soprattutto, è difficile capire se erano davvero necessarie tutte queste morti o se la situazione sia semplicemente sfuggita di mano agli assassini.
Per fortuna il commissario è caparbio e non si accontenta della soluzione più semplice, perché si sa: in un vero giallo la soluzione non è mai quella più ovvia.
Ammetto che in questo libro forse ci sono un po’ troppi nomi/personaggi, che se non si è abituati potrebbero confondere il lettore. È anche vero che questi personaggi sono abbastanza caratterizzati da rimanere in testa, ma certe volte
servirebbe uno schema per ricordarli tutti!
In ogni caso la trama è ben costruita, ci sono molti colpi di scena e si sentono le atmosfere della Torino autunnale. La cosa migliore è che gli omicidi non sono fini a sé stessi, ma hanno l’obiettivo di portare il lettore a scavare nella vita dei personaggi, con le loro inimicizie, i loro amori, i loro dilemmi, le loro abitudini.
Una lettura autunnale davvero piacevole!
Erika Frattali –
Sin da subito è riuscito a prendermi. Sia l’ambientazione che i personaggi mi sono piaciuti molto. La trama a mio avviso ben fatta. Non impegnativo quindi molto piacevole da leggere e scorre molto velocemente. Consiglio vivamente.
Antonella Angelillo –
OTTIMO GIALLO TORINESE
Un giallo noir ambientato a Torino, in cui il Commissario Cavallo si trova per caso sulla scena di un omicidio che dà il via ad una, in principio incomprensibile, scia di sangue.
La trama è abbastanza intricata ma tutto sommato scorrevole. Ci sono molti personaggi, forse un po’ troppi per i miei gusti, tanto che ho dovuto prendere appunti.
Le piste da seguire per risolvere il mistero sono tante e tutte apparentemente valide all’inizio (ovviamente), ma è chiaro che il Commissario Cavallo farà del suo meglio per trovare quella giusta.
Altri punti a favore sono la quantità dei colpi di scena e la descrizione dell’atmosfera di una Torino autunnale.
È un romanzo che mi è piaciuto molto e che quindi consiglio, a cui non do 5 stelle proprio per la confusione che mi ha creato l’alto numero di personaggi.
Paolo Pisanu –
Consiglio la lettura di questo romanzo a tutti e specialmente agli amanti dei noir italiani.
La trama è solida ed i personaggi credibili, la Torino sullo sfondo è anch’essa personaggio. Un po’ come Milano nei romanzi di Scerbanenco, di cui ritrovo un certo mood.
Piacevole, non vi deluderà.
Livia De Amicis –
Siamo abituati a vedere la scuola come un’isola felice ed invece si mostra come un covo di serpi dove qualsiasi peccato si può fare. Il professore per inseguire il vizio passa letteralmente su tutto e tutti…ma alla fine chi vincerà veramente tutto? Al lettore l’ardua risposta.
Agnese Pisciavino –
Il “colpo di fortuna” che talvolta si aspetta per una vita intera può rappresentare qualcosa di diverso per ogni singolo individuo. Ma siamo davvero sicuri che da questo dipenda la nostra felicità? Se fosse possibile, sarebbe interessante chiedere la sua opinione a riguardo al Professor Italo Gregucci alla luce della sua esperienza, oppure al Commissario Cavalli, schiacciato da una quotidianità familiare poco appagante e parzialmente consolato da una professione che tra deduzioni e sensi di colpa lo spinge a profonde riflessioni e a fare del suo meglio. Cosa ne direbbe Agosta, ispettore in pensione, che combatte la noia dei giorni che passano continuando a pranzare fuori con Cavalli come quando lavoravano spalla a spalla offrendo al Commissario esperienza e spunti di riflessione per le indagini? E cosa risponderebbero gli altri personaggi di questo giallo scorrevole, ma intenso, che descrive così bene l’umana natura, influenzata dall’istintiva tendenza a primeggiare e a soddisfare il proprio io anche a scapito degli altri e da false morali?
Cristina Fontana –
Bellissimo romanzo poliziesco con dei risvolti incredibili, tutto per l’avidita’ dell’essere umano. Fino alla fine è stato difficile capire come si sono svolte le varie vicende del caso, in cui vede i poliziotti impegnati in vero mistero ed intricato caso.
Lo consiglio tantissimo
Chiara Babocci –
Recensione di “Una persona scorretta” di Luigi Schifitto edito Gilgamesh edizioni
Un giallo tutto italiano ambientato a Torino. Un vicepreside ucciso in maniera brutale dà il via a un’indagine “vecchio stile” e incalzante. Un susseguirsi di omicidi collegati uno all’altro farà arrivare il commissario Cavalli a una verità inaspettata.
Questo è il primo libro che leggo di Schifitto. Mi è piaciuto molto il suo stile: veloce, deduttivo e divertente. I personaggi mi hanno colpito per la loro naturalità; i dialoghi vanno di pari passo con la velocità delle indagini. Non mancano i colpi di scena davvero sorprendenti.
Un giallo tutto italiano da divorare!!
Daniela Rocchini –
Un bel giallo ambientato a Torino dove l’omicidio di un professore, dall’apparenza insignificante ma che con il progredire delle indagini si rivelerà un uomo sgradevole e viscido, dà il via ad una incomprensibile scia di sangue. Le indagini sono affidate al commissario Cavalli, il quale è una persona che osserva e ascolta molto in modo da poter elaborare delle teorie e riuscire a far combaciare tutti i pezzi del puzzle ed arrivare alla soluzione.
Simona Vacca –
Un libro davvero piacevole, ben scritto e in grado di far appassionare il lettore fino all’ultima pagina con un finale non certo scontato.
Uno spaccato di vite quotidiane all’apparenza anche banali che si rivelano piene di retroscena interessanti.
Elena Calandra –
Il commissario Cavalli deve indagare sull’omicidio di un professore che si rivela una persona viscida ma è molto piu’ complesso di quel che sembra, ci sono molti personaggi e purtroppo tanti omicidi quindi deve riuscire a scoprire chi è l’assassino…
devo dire che adoro le descrizioni accurate dei personaggi e dei luoghi, ma soprattutto quando sono ambientati in Italia.