Cristina Brutti
Un cammino, il mio – A piedi verso Santiago di Compostela
ISBN 978-88-6867-466-3, pp. 96, prezzo di copertina € 12,00, Collana di narrativa ANUNNAKI
Un cammino, il mio nasce dal profondo il desiderio di scrivere, talvolta per solitudine, altre volte perché l’energia che un evento sprigiona è di tale potenza e quantità che diventa impossibile contenerla in un solo cuore.
Le storie e le situazioni che viviamo hanno un significato che condiziona la nostra vita. Le relazioni sono necessarie per vivere, tuttavia la nostra vita non può essere tale solo se collegata a quella di altre persone. Il cammino ha rafforzato in me la consapevolezza che dentro di noi abbiamo energia e forza sufficiente per vivere, bene, anche in solitudine.
Il cammino è la mia esperienza, non quella di altri o inventata, e la storia narrata riguarda il Cammino francese verso Santiago de Compostela (Spagna).
Non posso fare tutto il Cammino nei trentatré giorni che sono necessari per compierlo dall’inizio, partendo da Saint Jean Pied de Port fino ad arrivare a Santiago de Compostela, non ho così tanti giorni liberi da lavoro e famiglia, quindi ho scelto di fare il cammino a tratti, compiendo un numero di chilometri possibile in una decina di giorni.
Ogni anno, se potrò percorrerò un pezzo fino a raggiungere la meta.
Ho deciso di scrivere questo libro dopo un certo periodo di tempo dalla data in cui ho compiuto il mio cammino.
Desideravo lasciare che i ricordi e le emozioni trovassero la giusta collocazione nella mente e nel cuore, avevo bisogno di quell’armonia che solo il tempo può dare.
Lungo il cammino non ho scritto, non ho annotato appunti, pur avendo portato nello zaino un taccuino.Per ricordare ho scelto di utilizzare le fotografie scattate lungo il cammino, alcune significative che ancora oggi evocano emozioni e sentimenti, devo ammettere che vedendo le fotografie i ricordi sono fluiti dalla mente, passando dal cuore, riviverli e scriverli. Ancora oggi mi perdo nel guardare le immagini, il respiro si fa lento e profondo invadendo il mio corpo di armonia che quel camminare mi ha dato.Ho scritto isolandomi dai rumori delle mie giornate utilizzando come sottofondo la musica di “handpan” sentita per la prima volta nei portici storici del piccolo centro di Merano di Bolzano. Come questo tipo di suono mi ha catturata e non ho potuto fare a meno di cercare da dove proveniva, così non ho potuto fare di meglio che seguire la melodia evocatrice di ricordi che mi ha guidata al compimento di questo libro.






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