Ruco Magnoli
Sharon riposa
ISBN 978-88-6867-710-7, pp. 160, prezzo di copertina € 12,00, Collana di narrativa ANUNNAKI
La ventiduesima indagine è innescata da un volo di poiane stranamente in stormo, che conducono a un cadavere abbandonato nel prato adiacente alla trattoria dove si prepara il pranzo dei coriandolesi.
Le piste sono parecchie, fra droga, riciclaggio, automi, terrorismo, vendetta, ed è difficile scegliere finché non si conosce nemmeno il nome dell’ucciso, ma l’indizio chiave è finalmente offerto dalla sua congetturabile adipofilia. Il morto se la vedeva con un mucchio di donne grasse, e a ricostruirne la schiera sono dedicate le energie di Sharon e compagni. E Sharon ne approfitta per fare l’esperienza del grasso femminile, che tanto lo affascina da suscitare perfino un pizzico di emulazione in Stella. Grazie ai potenti mezzi messi a disposizione dai suoi amici, Orso in particolare, e dalla sua anatomia, Sharon si avvicina alla verità, ma, come nell’indagine precedente, il giustiziere non sarà lui, bensì l’epilogo sorgerà dall’incrocio inatteso di due delle piste.
Ruco Magnoli è un’invenzione di Ruggero Campagnoli e Marco Maiocchi, già professori ordinari di Letteratura Francese e di Disegno Industriale, all’Università di Bologna e al Politecnico di Milano. In questo automa si sono uniti. Trascinati dalla loro abitudine alla collaborazione creativa, in un momento di noia estiva con Ruco Magnoli hanno inventato e iniziato a praticare il gioco dello scriptomontaggio chiamato Sharon. Lo scriptomontaggio Sharon è una giunzione di brani in ventidue mosse non concordate, ma emendabili nella mossa successiva, ognuna delle quali deve superare il decimo migliaio di battute seguente. Col tempo le regole di quantità, apertura e chiusura si sono assestate, e ora il bianco apre e il nero chiude (per una prima serie di venticinque volumi). Con l’aggiunta del riuso di materiale reperibile sul web, si perfeziona qui una parodia postmoderna e antimoderna della narrazione romanzesca, innestata sullo stereotipo poliziesco alla ricerca dell’irrealismo totale. Infatti i personaggi sono falsi o falsificati, gli avvenimenti strampalati, i giudizi fumosi, le opinioni fanfaluche, non c’è sostanzioso midollo.






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