Sharon filosofeggia

di Ruco Magnoli

€12.00

Ruco Magnoli

Sharon filosofeggia

ISBN 978-88-6867-712-1, pp. 160, prezzo di copertina € 12,00, Collana di narrativa ANUNNAKI

 

Obnubilato da un delirio citazionale, nel quale il suo inconscio evoca programmaticamente l’antichità dei testi contro la cancel culture, in parte inutilmente profetico, espressivo della repulsione a indagare di un temperamento malinconico, sfida per qualunque pazienza a continuare nella lettura, Sharon affronta il ventiquattresimo mistero, quello di un attentato esplosivo alla sede di RadioLago, in cui muore una procace e generosa ragazza delle pulizie. Ma non basta: si aggiunge l’assassinio di un giornalista di quella radio privata, la cui attività orienta finalmente l’indagine. Chi ha resistito a leggere è premiato dall’azione, che serpeggia in un fantasmagorico esplodere di indizi insensati, collegati alle ipotesi più strane nei contesti più balordi. La conclusione sarà parecchio movimentata, con la partecipazione attiva di Murphy. L’epilogo sarà quasi identico a quello di uno splendido film in bianco e nero di Alfred Hitchcock.

 

Ruco Magnoli è un’invenzione di Ruggero Campagnoli e Marco Maiocchi, già professori ordinari di Letteratura Francese e di Disegno Industriale, all’Università di Bologna e al Politecnico di Milano. In questo automa si sono uniti. Trascinati dalla loro abitudine alla collaborazione creativa, in un momento di noia estiva con Ruco Magnoli hanno inventato e iniziato a praticare il gioco dello scriptomontaggio chiamato Sharon. Lo scriptomontaggio Sharon è una giunzione di brani in ventidue mosse non concordate, ma emendabili nella mossa successiva, ognuna delle quali deve superare il decimo migliaio di battute seguente. Col tempo le regole di quantità, apertura e chiusura si sono assestate, e ora il bianco apre e il nero chiude (per una prima serie di venticinque volumi). Con l’aggiunta del riuso di materiale reperibile sul web, si perfeziona qui una parodia postmoderna e antimoderna della narrazione romanzesca, innestata sullo stereotipo poliziesco alla ricerca dell’irrealismo totale. Infatti i personaggi sono falsi o falsificati, gli avvenimenti strampalati, i giudizi fumosi, le opinioni fanfaluche, non c’è sostanzioso midollo.

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