Ruco Magnoli
Sharon evoca
ISBN 978-88-6867-711-4, pp. 160, prezzo di copertina € 12,00, Collana di narrativa ANUNNAKI
Con la ventitreesima discesa in campo Sharon raggiunge la massima maturità investigativa, trasformando in indizi efficaci delle pure coincidenze, che per chiunque sarebbero prive di senso. Si può dire che desuma le sue abilità dalla critica letteraria e artistica più aleatorie, e perfino dalla creatività poetica più disinvolta. È un apice che, per chiudere la sua carriera in bellezza, prelude al ritiro a vita coniugale e pantofolaia con Carlotta, libero dall’ossessione per il crimine, delegando a lei di occuparsene. Ma non vorrà arrivarci prima del venticinquesimo caso, numero tondo come frazione di cento, fino a cento non potendo procedere. Nel frattempo un’influenza gli offre un assaggio della futura vita dominata da Carlotta, che assume il potere della cura, nonostante qualche piccola ribellione. Dal suo letto d’infermo, Sharon prepara comunque l’esecuzione dell’assassino seriale, con un sistema complicato e pericoloso, che sarà abbandonato.
Ruco Magnoli è un’invenzione di Ruggero Campagnoli e Marco Maiocchi, già professori ordinari di Letteratura Francese e di Disegno Industriale, all’Università di Bologna e al Politecnico di Milano. In questo automa si sono uniti. Trascinati dalla loro abitudine alla collaborazione creativa, in un momento di noia estiva con Ruco Magnoli hanno inventato e iniziato a praticare il gioco dello scriptomontaggio chiamato Sharon. Lo scriptomontaggio Sharon è una giunzione di brani in ventidue mosse non concordate, ma emendabili nella mossa successiva, ognuna delle quali deve superare il decimo migliaio di battute seguente. Col tempo le regole di quantità, apertura e chiusura si sono assestate, e ora il bianco apre e il nero chiude (per una prima serie di venticinque volumi). Con l’aggiunta del riuso di materiale reperibile sul web, si perfeziona qui una parodia postmoderna e antimoderna della narrazione romanzesca, innestata sullo stereotipo poliziesco alla ricerca dell’irrealismo totale. Infatti i personaggi sono falsi o falsificati, gli avvenimenti strampalati, i giudizi fumosi, le opinioni fanfaluche, non c’è sostanzioso midollo.






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