Ruco Magnoli
Sharon europeizza
ISBN 978-88-6867-709-1, pp. 160, prezzo di copertina € 12,00, Collana di narrativa ANUNNAKI
La ventunesima indagine si apre, usando le stesse parole di Sharon, come un romanzo rosa illustrato da Milo Manara, e tale continua per Carlotta, che Sharon non informa del ritrovamento di una lingua tagliata, per il cui enigma incarica l’investigatore islandese Magnús. Al fine di non rivelarlo a Carlotta, si tiene in contatto con lui da tutte le latrine che frequenta, giustificandosi con improvvisi attacchi di diarrea. Un’investigazione latrinaria, come dice. Ma intanto c’è una grande novità: la presentazione della famiglia di Carlotta, che li ospita, ed è per le tisane obbligatorie della futura suocera che lo stratagemma diventa diarrea effettiva, e la materia fecale impazza, dando luogo anche a una sessualità latrinaria. Però, guarda caso, proprio in quella famiglia emergono spunti investigativi. Tuttavia è Orso, da lontano, consultato dal cesso, a fornire a Sharon l’ultimo miglio, percorso in bicicletta, in fondo al quale ci sarà la scoperta della verità, come al solito sconvolgente, in una baraonda di sesso attivo e passivo.
Ruco Magnoli è un’invenzione di Ruggero Campagnoli e Marco Maiocchi, già professori ordinari di Letteratura Francese e di Disegno Industriale, all’Università di Bologna e al Politecnico di Milano. In questo automa si sono uniti. Trascinati dalla loro abitudine alla collaborazione creativa, in un momento di noia estiva con Ruco Magnoli hanno inventato e iniziato a praticare il gioco dello scriptomontaggio chiamato Sharon. Lo scriptomontaggio Sharon è una giunzione di brani in ventidue mosse non concordate, ma emendabili nella mossa successiva, ognuna delle quali deve superare il decimo migliaio di battute seguente. Col tempo le regole di quantità, apertura e chiusura si sono assestate, e ora il bianco apre e il nero chiude (per una prima serie di venticinque volumi). Con l’aggiunta del riuso di materiale reperibile sul web, si perfeziona qui una parodia postmoderna e antimoderna della narrazione romanzesca, innestata sullo stereotipo poliziesco alla ricerca dell’irrealismo totale. Infatti i personaggi sono falsi o falsificati, gli avvenimenti strampalati, i giudizi fumosi, le opinioni fanfaluche, non c’è sostanzioso midollo.






Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.