Augusto De Angelis
Sei donne e un libro
ISBN 978-88-6867-479-3, pp. 288, prezzo di copertina € 15,00, Collana di narrativa classica GEŠTINANNA
Ugo Magni, senatore e medico di fama, è anche un gran donnaiolo. Quello che si direbbe un uomo bello e ineccepibilmente elegante, di successo e baciato dalla fortuna. Qualcuno però sembra resistere al suo fascino, tant’è che il senatore viene ritrovato assassinato in una piccola libreria antiquaria di Milano. A trovarlo è il commesso. Il caso viene assegnato al commissario De Vincenzi, capo della Squadra Mobile della Questura centrale, un romantico, grande intellettuale, personaggio letterario italiano paragonabile agli omologhi Maigret, Marlowe, Nero Wolfe, Philo Vance e molti altri. De Vincenzi dovrà indagare in questa meravigliosa Milano Art Déco degli anni ’30, circondato da donne bellissime che si muovono in ambienti lussuosi ma anche in situazioni più popolane, tra sgarrupate case di ringhiera e cortili che trasudano di varia umanità a mo’ di corte dei miracoli di hughiana memoria. L’indagine si muove tra un libro misteriosamente scomparso, personaggi che praticano l’occultismo e delinquenti veri, come il fratello della povera Norina o il mostruoso bigatt. A turbare il commissario inoltre è proprio il fatto che il giorno dell’omicidio gli viene recapitato uno strano pacco, trovato dal netturbino di turno, contenente ferri chirurgici e un camice da medico.






Silvia Luscia –
Il delitto perfetto smascherato dal commissario De Vincenzi…un cadavere eccellente una libreria antiquaria, l’occolto condito da una sintassi snella che sa calmierare la tensione. Un intrigo nella Milano del Caffe Biffi all’ombra della Galleria tra suggestioni e avanguardie filosofiche. Non poteva l’autore esimersi dall’integrare negli anni 30 le nuove scienze psicologiche al campo delle indagini poliziesche. Come possono fondersi tante stanze così diverse in un unico testo? Grazie al sapiente intreccio che il tessitore dell’opera offre al lettore impreziosito di ariose descrizioni che alleggeriscono la tensione degli eventi.
Anna Stella Stuani –
Quando ho letto che era stato scritto negli anni 30 del ‘900 mi sono detta “roba vecchia!”, ma ho dovuto presto ricredermi! Fin dalle prime pagine coinvolge, si sviluppa splendidamente è scritto in un linguaggio chiaro e semplice, le espressioni tipiche di quegli anni arricchiscono il racconto, precipitandoci in quel periodo. Il giallo è ambientato a Milano e chi conosce, anche solo un poco, questa città, lo dovrebbe assolutamente leggere.
Se il Sig. Augusto De Angelis fosse ancora tra noi gli farei i miei più sinceri complimenti: “BRAVO MAESTRO!”
Alisea Zamboni –
Non conoscevo questo autore, e devo dire che è stata una piacevole sorpresa.
Mi aspettavo uno dei soliti gialli, con poliziotti seriosi, piste di indizi ben delineate, e dove magari alla fine si scopriva che il colpevole era un serial killer!
Invece De Vincenzi ha un modo tutto su di condurre l’indagine. Si lascia guidare dall’intuizione e dalle sensazioni, analizza il comportamento dei sospettati. Non c’è una pista sicura di indizi che confermano la teoria del commissario e così alla fine anche lui è ancora pieno di incertezze come noi.
Il tutto viene narrato in modo leggero e scorrevole, con un linguaggio gergale e l’utilizzo frequente di idiomi tipici degli anni Trenta, in cui è ambientato il romanzo.
Consigliato per chi ha voglia di un libro non troppo pesante, ma che sappia comunque tenere viva l’attenzione fino all’ultima pagina.
Wanda Todaro –
“Il commissario De Vincenzi si trova ad indagare su una morte molto sospetta, con pochissimi indizi e neanche certi: la sparizione di un libro di genere erotico, la mancanza del cappello del morto e il ritrovamento di un camice e di ferri chirurgici.
Se si fossero seguite le indicazioni del questore, e chiunque l’avrebbe fatto, il caso sarebbe stato risolto in un baleno. Indizi, movente, mancaza di alibi tutto al posto giusto: il colpevole era servito su un piatto d’argento.
De vincenzi no, non accetta l’evidenza, non ha prove, non ha altri indizi ma qualcosa non gli torna.
Rischia grosso, addirittura le dimissioni, ma non si arrende e alla fine, tra dubbi e incertezze, tutti i tasselli si inseriscono al posto giusto e la verità, l’amara verità viene fuori.
Un bel giallo ben ambientato negli anni ‘30 del secolo scorso, uno scorcio di vita di una società “bene”, una lettura scorrevole ed incalzante che porta il lettore a non fermarsi, pagina per pagina fino alla parola Fine, sospettando un po’ di tutti.
Mariarosa Marchetti –
Avvincente.
Si legge d’un fiato e i personaggi mantengono un alone di mistero che tiene incollato il lettore alle pagine. Bella la trama e nulla è scontato. Tutto è sfumatura. Lo consiglio a tutti.
Elisabetta –
Un romanzo che mi ha fatto immergere in una Milano di molti decenni fa; il protagonista deve risolvere il caso senza tutto quello che, al giorno d’oggi, aiuta nelle indagini. Niente esame del DNA, perizie fare, intercettazioni telefoniche, ecc. – solo intuito.
Interessante anche il linguaggio usato dall’autore con molti termini non più in uso.
Chiara Paschetti –
Libro scritto in una lingua oggi sconosciuta, l’italiano del 900, forse meno fluido e a tratti stonato per i nostri tempi ma senza dubbio ricco di fascino, un giallo scritto magistralmente in cui l’autore comunica ogni fatto o ogni scoperta senza svelare il ragionamento di chi investiga in modo da lasciare al lettore il proprio, bello il tuffo nella Milano di altri tempi, ritmo incalzante che rende difficile abbandonare la lettura, lo consiglio vivamente
Silvia Zerbone –
“Sei donne attorno a un cadavere! Neppure le prefiche erano tante!” “Sei donne e un …libro!”mormorò De Vincenzi”
Femmes fatales, spiritismo, omicidi e un libro erotico, questi gli ingredienti scelti da De Angelis, capostipite del noir italiano. A indagare De Vincenzi, un commissario che si lascia guidare dalle sensazioni, dalle intuizioni, che scandaglia il comportamento egli indagati, come il più moderno dei profiler. Un commissario che investiga nell’alta borghesia, destreggiandosi tra le direttive fasciste, più attente alla forma, all’apparenza che ai fatti.
L’inserimento di schizzi art deco’ di Milano, rendono l’atmosfera meneghina più realistica. Una chicca che ho molto apprezzato !
Consigliato a tutti gli amanti del commissario Ricciardi di De Giovanni : comincia tutto qui!
Agnese –
Il senatore Magni, di professione medico, viene trovato assassinato all’interno di una libreria. Sarà il Commissario De Vincenzi, vero protagonista di queste pagine a chiedersi chi può averlo odiato al punto di provocarne la morte. Partendo dalla bellezza e dalla raffinatezza che contraddistinguono la vittima, ricostruirà il suo mondo, fatto di donne bellissime e di oggetti eleganti e raffinati. Non sarà facile per De Vincenzi arrivare alla chiusura del caso, tra depistaggi e indizi che non combaciano col suo modo di vedere le cose. Colpisce, infatti, la sua capacità di cogliere la complessità di ogni persona che incontra dal punto di vista psicologico, il suo comprenderne la natura e le scelte che animano i suoi comportamenti. Alla fine riuscirà a trovare la verità districandosi tra le fitte maglie di una realtà che fa l’occhiolino alla possibilità di un contatto tra il mondo dei morti e quello dei vivi, per scoprire una ovvia lezione, che il delitto in realtà è e resterà sempre solo un fatto umano.
Un libro ben scritto e piacevole da leggere.
Gabriella Raguzzi –
Una sorpresa!
Scettica all’inizio poi entusiasta divoratrice… I personaggi perfettamente delineati ed inseriti in un contesto intrigante intenso, psicologico e dinamico nello stesso tempo Fantastico il personaggio del Commissario De Vicenzi… Intuitivo lucido e ironico vagamente cerebrale senza essere ossessivo, pesante. Tiene anzi perfettamente insieme il filo della storia che si snoda tra immaginazione intuizione… Ben centrati anche tutti gli altri personaggi e le donne, tutte belle! Autore interessante anche per la descrizione delle varie location ed il contesto dell’epoca ed il linguaggio fedele e coerente.
Carla Abilitato –
Bugie, omicidi e colpi di scena, queste le premesse del romanzo “Sei donne e un libro” di Augusto De Angelis. Un giallo dal ritmo incalzante e avvincente che lascia col fiato sospeso fino all’ultimo capitolo, quando, finalmente, l’intuito del commissario De Vincenzi trova conferma.
Influenzato sicuramente dalla teoria psicoanalitica di Freud, l’autore ci presenta un commissario che dà molta importanza ai processi psichici che influenzano il pensiero dei personaggi, il loro comportamento e le interazioni fra loro, offrendo al lettore la possibilità di comprendere il modo di pensare dei personaggi, le loro emozioni, cosa anima i loro pensieri, i moventi dietro le azioni che compiono.
Bel romanzo anche per chi non ama il “giallo”.
Lucia Labanca –
Giallo molto avvincente! Non sembra scritto a inizio ‘900 a parte per qualche termine. Lettura molto scorrevole, finito in 2 giorni. Coinvolgente e ben dettagliato. Giusta suspense e colpi di scena. Non conoscevo questo autore ma mi ha molto colpita. De Vincenzi super commissario.
Bellissime illustrazioni!
Rosangela Usai –
Milano anni ‘30. L’omicidio di un rinomato medico, ex senatore, si rivela subito un rompicapo di difficile soluzione per il commissario de Vincenzi. Anche perché il suo è un metodo di indagine che più che sugli indizi, si basa sulle intuizioni. Un susseguirsi di eventi che tengono incollati sino alla fine, dove il linguaggio inevitabilmente datato è un piacevole valore aggiunto. Augusto De Angelis ebbe il merito di dare vita a un filone giallo italiano, che ancora adesso ha numerosi emuli, e andrebbe sicuramente riscoperto.
Isabella Galeotti –
Un poliziesco diverso, qui non ci sono sanguinosi inseguimenti, non ci sono interrogatori al limite dell’umano. Il commissario De Angelis svolge il suo delicato compito nella questura di Piazza San Fedele nel centro di Milano siamo negli anni 30. Viene subito qualificato come delitto un uomo viene trovato morto in una libreria, e dopo poco il proprietario si accorge che l’unico oggetto mancante dal negozio è un libro rarissimo che ha un certo valore. Da quel momento il Commissario si arrovella a risolvere nel più breve tempo possibile a questa
ingarbugliata vicenda.
Le donne sono al centro della questione, roteano, sono in primo piano, De Angelis ne segue di tutte il tratto psicologico. Al commissario, piace scoprire mondi nuovi e si avventura anche nello spiritismo, e grazie a una intuizione particolare risolve brillantemente il caso.
Il Titolo è accattivante. La lettura non è delle più semplice, ho trovato molte parole desuete, molte frasi vetuste, ma sicuramente apprezzate in quei tempi. La vicenda è ben dipanata, e i personaggi, che sono molti sono ben articolati nella storia. La conclusione è affascinante e
inusuale.
Concludendo è stata una buona lettura, istruttiva e coinvolgente.
Tecla Carenzo –
RACCONTO GIALLO SCRITTO IN MANIERA SCORREVOLE E CON PERSONAGGI BEN DELINEATI. L’INTRIGO È COSTRUITO IN MANIERA INTERESSANTE ED È BASATO PRINCIPALMENTE SU UN’ANALISI PSICOLOGICA DELLE VICENDE E DEI PERSONAGGI. DA LEGGERE TUTTO D’ UN FIATO!
Franco Baietti –
Non avevo ancora letto libri di questo autore e questo è stato una piacevolissima sorpresa. A partire dal modo di esprimersi tipico di inizio del secolo scorso, che trovo rilassante e lontano dall’attuale volgarità, per proseguire con la caratterizzazione dei personaggi e la descrizione dei luoghi, tutto dà luogo a una lettura che scorre piacevolmente e a cui è difficile sottrarsi.