Luca Pipitone
Papao
ISBN 978-88-6867-267-6, pp. 256, prezzo di copertina € 15,00, Collana di narrativa ANUNNAKI
Papao è il romanzo dell’incontro tra un bambino, Matteo, e i suoi genitori adottivi. Sullo sfondo di un Madagascar magnifico e feroce, il racconto di questa prodigiosa alchimia gioca a eludere i confini di genere, combinando epica e commedia, e lasciando che dall’aneddotica quotidiana di lemuri, cavallette e taxi di latta scaturisca una fitta trama di risonanze letterarie (la Bibbia e Dante, Gaber e Dylan, Montale e Luzi…) e di aperti interrogativi universali (sul tempo, il male, la paternità, le migrazioni, la poesia, la scuola…). Così Papao rinnova la sfida di ogni tentativo di letteratura: cogliere l’eco segreta di cui vibra qualunque vissuto quotidiano. A questo mistero di umanità e bellezza, alla profondità di una rivelazione che la tenerezza e l’ironia della scrittura riescono appena a suggerire, approdano i protagonisti del romanzo, fragili e arresi, finalmente ritrovati nel dono di «essere qui, / nel giusto della vita, / nell’opera del mondo». Il romanzo ha ottenuto i seguenti riconoscimenti: Premio Letterario Andrea Torresano (1° classificato), Premio Cinque Terre – Golfo dei Poeti (1° classificato), Premio Il Golfo (3° classificato).
Luca Pipitone è nato a Perugia nel 1983. Insegna Lettere al liceo. Dottore di ricerca in Italianistica, ha pubblicato saggi in rivista e opere miscellanee. È sposato con Cecilia dal 2008, e padre di Matteo dal 2014. Questo romanzo è, anzitutto, per loro.






Primula Galantucci –
In questo libro vengono affrontati vari temi, principalmente quello dell’adozione di un bambino straniero che dal suo paese d’origine, con culture e abitudini diverse, viene accolto in una nuova realtà.
La voglia di essere genitori da una parte e le difficoltà che si incontrano quotidianamente dall’altra.
Scritto con maestria, curando con attenzione tutti gli aspetti editoriali e soprattutto gli aspetti emotivi del lettore.
Laura Lattanzi –
STUPENDO
Un libro da leggere e rileggere nel tempo. Una storia scritta con maestria e delicatezza, a tratti umoristica e altri commoventi, che tocca temi delicati come quella dell’adozione e della diversità degli altri popoli, rispetto a noi, per usi e costumi. Consigliatissimo.
Alisea Zamboni –
Questo libro racconta dell’incontro tra un bambino del Madagascar e i suoi genitori adottivi. Si parte dall’incertezza iniziale dei futuri genitori, in particolare del papà, per passare poi alla trafila burocratica con tutti i suoi documenti, al viaggio di 3 mesi in Madagascar per conoscere il piccolo Matteo, fino al rientro in Italia della nuova famiglia.
Il Madagascar porta allo scoperto tutta l’umanità e al tempo stesso l’ipocrisia della gente occidentale: l’incontro con Olga, che li ospiterà durante i tre mesi, diventerà presto un rapporto profondo, una vera e propria amicizia, ma ci sono anche tanti altri bambini che invece non hanno niente.
L’argomento dell’adozione è sicuramente abbastanza delicato, ma qui viene raccontato in modo molto poetico e leggero senza diventare superficiale, accompagnato da citazioni da grandi classici ma anche da testi meno conosciuti.
È una storia autobiografica, ma non lo sembra affatto da tanto che è disinteressata e scanzonata, e a volte anche ironica. Al punto che sono dovuta andare su internet per scoprire che Luca e Cecilia hanno davvero adottato Matteo!
Un libro che sembra praticamente perfetto, ma visto che mi piace cercare il pelo nell’uovo mi viene da fare un paio di appunti: 1) perché è scritto al presente, quando è ovvio che le vicende narrate sono già avvenute? 2) Le emozioni di Cecilia, Olga e gli altri personaggi secondari sono decisamente poco approfondite e non c’è mai un dialogo vero e proprio, cosa che toglie un po’ di autenticità alla storia. Però resta comunque un libro che vale la pena di leggere.
Anna Desiderato –
PAPAO E MAMMAO
è un concepimento (quindi quando si decode di adottare)
è una gestazione (quindi trovare dove quando come il proprio bambino)
è un parto (quindi il bambino il tuo bambino tuo figlio)
racconto travolgente di una famiglia creata vedendo un aspetto che nn conosci se la tua è una famiglia nata nel modo tradizionale.
Tatino&Tatina –
La storia (autobiografica) di un’adozione, dove i personaggi sono solo tratteggiati. Tutti – a parte la voce narrante – sono a malapena delineati, pur avendo dei ruoli molto importanti nella storia.E’ un punto di vista unilaterale, senza tener conto degli altri, un pò egocentrico.
Il tutto però viene scritto talmente bene, in un italiano così preciso e meticoloso e ricercato (3 aggettivi, come spesso usato nella narrazione) che attribuisce alla forma punteggio altissimo, che mette in ombra il fatto che i contenuti, seppur toccanti, a volte passano in secondo piano. Mi ricorda il modo di scrivere (aulico e altissimo) di Simon Sebag Montefiore.
Apprezzabili ed originali le citazioni, che quasi danno corpo ai pensieri, che spesso compaiono nel libro: se posso, avrei preferito vedere scritto subito sotto alla citazione la sua fonte, perché nella versione ebook è terribile andare ai rimandi a fine libro ogni libro; comunque poco male, un difetto a cui si può sopravvivere, sempre perché con qualche aggettivo ben assestato ci si lascia trascinare in un racconto scritto con un italiano moderno pulito e aulico come poche volte (ahimè) succede. Magari più spesso!
Monica –
Un bel viaggio nei sentimenti e timori del protagonista. L’argomento dell’adozione viene poi un po’ lasciato in secondo piano ed è sovrastato dal turbinio emozionale che causa nella vita di questo papà adottivo. Una lettura non leggera ma interessante anche, se a parer mio, con troppi riferimenti alla religione.
Giuliana Enrica Nobile –
Già dal titolo avevo immaginato la storia come un’autobiografia paterna.
Luca, il padre, descrive ogni sentimento provato durante tutto l’iter burocratico. Dalla decisione di adottare fino al ritorno in Italia con il bambino.
Spesso Luca confrontava le sensazioni e difficoltà del momento con esperienze già vissute. Solo alcuni momenti comprendevano la moglie Cecilia.
Cecilia, la mamma, sembra una figura marginale nell’intera storia. Non emergono le sue emozioni o difficoltà.
Matteo, il bambino, che ha fatto diventare Luca un padre.
Ho adorato il libro perché scritto in Italiano perfetto.
Ho adorato il libro perché finalmente è un padre che mostra le proprie emozioni.
Ho adorato il libro perché Cecilia sembra il lato forte della famiglia.
Un libro da leggere lentamente per assaporare ogni momento.
Non bisogna avere fretta di arrivare alla fine!
Daniela Bocci –
Perché si vuole essere genitori, per lasciare un segno di se, per dare amore, per mettersi alla prova? Questo diario, sofferto, vissuto, raccontato con parole proprie e versi altrui ci racconta come, sorretto da una fede forte e a volte anche ingenua, il protagonista cerca di diventare il papà di un bimbo diverso per cultura e carattere. Rimane la curiosità di sapere come sarà il loro rapporto quando il ragazzo sarà un adolescente….
Sabrina Budicin –
Storia autobiografica dosata ad arte, con umorismo e coinvolgente struggimento, per un tema gravoso e impegnativo quale è l’adozione di un bimbo, in particolare quella internazionale.
L’autore, partito dall’Italia con l’animo più da figlio che da padre, si troverà a imparare, assieme alla moglie il difficile mestiere di genitore, in un paese straniero a loro, ma non al loro bimbo, quale è il Madagascar. Al di fuori delle mete turistiche, la realtà malgascia poco o quasi nulla nota a noi italiani, ci permetterà di conoscere Akamasoa e Padre Pedro Opeka, che meritano di essere ricordati.
Nicola Fusco –
Commovente, crudo, spietato, ironico. Un racconto intelligente e prezioso di quanto un figlio e l’amore per lui possano cambiare le persone.
Carla Abilitato –
l romanzo di Luca Pipitone è da leggere. Genitori si diventa non si nasce e l’autore ci fa riflettere sul cammino dell’adozione che bisogna percorrere con pazienza e passione. Avere a che fare con la burocrazia bizantina non è semplice: assistenti sociali da convincere, pregiudizi da demolire, giudici addormentati. E quando, finalmente, ci arrivi, ti ritrovi faccia a faccia con culture e colori differenti, con un pesante zaino pieno di domande, aspettative, paure, gioie e con tanta voglia di avere, insieme al bambino che hai scelto e che del tuo sangue non ha nulla, la serenità per una vita insieme.
Tutto questo l’autore lo affronta con linguaggio fluido e a tratti scherzoso che rende la lettura facile e veloce.
Maria Rosaria –
Questa storia mi ha colpita moltissimo sia, innanzitutto, perché scritta molto molto bene in un italiano eccellente, poi perché la storia è di quelle che emozionano. #Papao è il racconto autobiografico di un’adozione da parte di due ragazzi italiani e di un ometto di 2 anni del Madagascar, Matteo. La bellezza del romanzo è che si entra subito in sintomi con la vita di questi futuri genitori, dai dubbi di un’adozione internazionale, alla voglia di provarci, all’arrivo in Madagascar e all’incontro con Matteo. I dubbi, le paure, le gioie sono quelle che accomunano tutti i neo genitori, ma sono raccontate in maniera così semplice, anche se non banale, che il legame che inizia a cementare fra Luca e Cecilia e il piccolo Matteo non può non coinvolgere. Scritto con una buona dose d’ironia, Luca Pipitone ci racconta la bellezza dell’Africa seppur piena di contraddizioni. Non mancano aspetti legati alla sua sfera personale, compresa una grande passione per il calcio, una grande fede, e un forte legame che lo lega a sua moglie e alla sua famiglia. Quando si è pronti a diventare genitori? Cosa vuol dire diventare famiglia? “Diventare famiglia è lasciarsi addomesticare. C’è Matteo da addomesticare: un cucciolo scatenato e selvaggio, tutto emozioni ed impulsi, e una manciata di parole per esprimere un universo. E ci siano anche noi due genitori, da addomesticare; anche a noi sono richieste limitazioni e rinunce pulsionali, perché si crei lo spazio per l’esistenza dell’altro, per l’incontro e la comunione”. Leggetelo, a me è piaciuto molto!