Nelle terre dei risorti

di Simone Bonomelli

15.00

Simone Bonomelli

Nelle terre dei risorti

ISBN 978-88-6867-679-7, pp. 272, prezzo di copertina € 15,00, Collana di narrativa ANUNNAKI

 

Il temibile bandito Jason Van Turley, creduto da tutti morto ormai da anni, è tornato in circolazione. Quando Robert Denvers, lo sceriffo di una cittadina desolata dell’Ovest, viene a conoscenza di questa terribile verità, ha in mente un solo obiettivo: trovare Van Turley ed eliminarlo per sempre.

Solo una persona può portare a termine un compito così arduo: George Norton, un uomo che si è ritirato nel suo dolore quando ha tragicamente perso la moglie e la figlia per mano proprio del famigerato Van Turley.

Denvers e Norton partono così per un lungo viaggio, che li porterà a fare i conti con i fantasmi del passato, alimentati non solo dalla sete di vendetta, ma anche dalla lotta tra le sofferenze dello spirito e l’anelata ricerca di consolazione e speranza.

Nelle terre dei risorti ci trasporta nelle ambientazioni tipiche del Far West di Clint Eastwood e Sergio Leone, abilmente omaggiati fra le pagine di questo imperdibile romanzo.

 

 

Simone Bonomelli nasce a Gardone Valtrompia (BS) nel 1999. Pur formandosi in ambito tecnico, dimostra fin da giovane predisposizioni per le materie umanistiche, scrivendo sceneggiature e trasposizioni per il teatro amatoriale. Nelle terre dei risorti rappresenta la sua appassionata opera d’esordio.

6 recensioni per Nelle terre dei risorti

  1. Valutato 5 su 5

    Alessia Marano

    È stato un vero piacere immergermi in queste pagine, nelle descrizioni così cristalline e poetiche da catapultarti lì in quei deserti.

    I personaggi sono definiti: l’aspetto umano ed emotivo così concreto da sentire le loro voci, i loro stessi sentimenti.
    Ed anche la necessità di rivincita, di vendetta, trova il consenso del lettore nonostante fino alla fine siamo lasciati ad immaginare cosa sia accaduto a queste due persone le cui vite vanno vendicate.

    Un libro che mi ha riportato alle pagine di Tex con cui sono cresciuta.

  2. Valutato 5 su 5

    Silvia Luscia

    Lettura emozionante, in una cornice da far-west che ci proietta nel mondo cinematografico, ripercorriamo un viaggio esistenziale, una riflessione sul ruolo del passato, dell’odio, dell’amore, della vendetta e della ricerca di speranza. Un viaggio “manzoniano” dal punto di vista morale e introspettivo. Sì perché è un romanzo che costringe a guardarci dentro. Ma una lettura che non costringa a ricercare qualcosa in se stessi è passatempo vano, bisogna che le letture, come questa, simboleggiando entità attraenti e belle inducano e aiutino l’uomo a riconquistarsi e a orientarsi verso forme di vita nuova.
    E l’autore è riuscito a trovare quell’unico punto di incontro tra morale manzoniana e genere western nella creazione del personaggio di George Norton, il capolavoro di questo romanzo.
    In contrasto con la lentezza del paesaggio che lo circonda Norton è un turbine di passioni e sentimenti; il protagonista in cui l’autore ha saputo ricreare la grandiosità del personaggio manzoniano dell’Innominato, un Innominato apparentemente senza dio. Norton che alla finestra di notte guarda la stessa luna del suo nemico: in mezzo a mille domanda la sua testa pensava a una verità che è sicuramente certa: ogni cosa aspetta soltanto il momento di cadere, come l’Innominato che di notte guarda la sua stanza nel dubbio della morte, nella paura della morte, ma che solo di mattina apre la finestra davanti alla consapevolezza della resurrezione religiosa. Norton però ha un cammino più lungo per risorgere, più lungo e non meno tormentato. Anche Norton nel buio di un sonno profondo si girava e si contorceva [..] un dolore forte e continuo che smetteva, riprendeva e pulsava serrando le orbite: voci confuse… questo turbamento ha la stessa grandiosità della notte dell’Innominato: s’alzò in furia, sedette, gettò in furia le mani nella parete accanto al letto […] il suo pensiero sorpreso da un terrore, da un’inquietudine. […] Si trovò ingolfato nell’esame della sua vita. Indietro, indietro, d’anno in anno, di scelleratezza in scelleratezza: ognuna ricompariva all’animo consapevole e nuovo.
    E poi in entrambi, per un secondo l’immagine di Dio viene contemplata e lì comincia la via della resurrezione: l’Innominato attraverso Lucia, Nortonm nel contesto western nel momento in cui deve abbattere il cavallo dell’amico sceriffo: Anche Norton esitò per un attimo; l’idea di porre fine a una vita innocente, uccideva l’unica parte ancora viva della sua anima: Norton non credeva in un Dio consolatore, ma in qualche modo sentiva che frammenti di Dio erano sparsi nelle cose che ancora custodivano al loro interno un’oncia di tenerezza, le cose più delicate. Anche l’Innominato trova Dio nella semplicità di Lucia di maniera gli parve un sollievo il tornare a quella prima immagine di Lucia. –“è viva costei, è qui; sono a tempo posso dire: andate, rallegratevi.” […] Tutto a un tratto gli tornarono alla mente parole che aveva sentite e risentite, poche ore prima:” – Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia.” Fu quello un momento di sollievo.

    Ma Norton è anche un Ettore che per tre volte cade nella polvere del deserto, un’altra piana di Ilio, in cui però non sarà Achille ad avere la meglio in un duello che non si ferma all’omaggio ai grandi registi western, ma che chiude su livelli di lirismo pittorico e plastico che richiamano l’opera di Artemisia Gentileschi Giuditta e Oloferne e le grandi tragedie che nello spazio chiuso e scenico del teatro rendono giustizia alle passioni umane e ai sacrifici non solo di sangue che gli uomini han tributato agli dei.
    Un romanzo di alta qualità e di spessore umano che raramente la letteratura contemporanea sa offrire.

  3. Valutato 5 su 5

    Natascia Tieri

    “Nelle terre dei risorti” di Simone Bonomelli offre un’esperienza di lettura coinvolgente per gli appassionati del genere western. Pur essendo un po’ lento, il libro si sviluppa in maniera introspettiva e coinvolgente, mescolando temi come odio, vendetta, amore e altruismo. I riferimenti ai film western italiani rendono il libro ancora più affascinante per gli appassionati del genere.
    In generale, consiglio questo libro a chi cerca un’intensa esperienza di lettura e ama i romanzi western con un tocco di introspezione. La trama avvincente e i personaggi ben sviluppati lo rendono una scelta perfetta per gli amanti del genere.

  4. Valutato 5 su 5

    Margie

    Sin dalle prime righe ho pensato di trovarmi, non tra le pagine di un libro, ma seduta davanti ad uno schermo a gustarmi un classico western alla Sergio Leone con perfino la colonna sonora,tanto realistiche ed ambientate sono le parole e la trama di questa opera prima di Simone Bonomelli.
    Si respira addirittura il caldo torrido delle aride terre dove si ambienta la vicenda e, devo confessare che inizialmente, pur apprezzando la capacità narrativa dell’autore, sono rimasta un po’ interdetta e confusa come se il tutto fosse veramente un po’ troppo, direi quasi caricaturizzato.
    Poi però, con l’entrata in scena dei personaggi principali, tutto cambia e si fa più profondo ed interessante.
    Troviamo lo sceriffo Denvers ciarliero quasi burlone, ma minato da una sottile noia che lo porta a fare da contralto a Norton taciturno e riflessivo.
    I due sono uniti dal comune obiettivo di catturare l’ efferato bandito che ha sterminato la famiglia di Norton.
    Attraverso il loro viaggio nella prateria alla ricerca del criminale, impariamo a conoscerli meglio ed a respirare piano piano ciò che è il vero tema dell’opera: la morte e la vendetta.
    La prima è presenza costante, dagli omicidi compiuti dal ricercato assassino, di cui non si capisce mai lo scopo, ma soltanto la crudeltà del serial killer, fino al focalizzato obiettivo della sua cattura ed uccisione.
    La vendetta invece è la sola ragione di vita rimasta a Norton, ma sarà questa esigenza di giustizia a portare la pace alla sua anima devastata dalla perdita mai assorbita?
    Per concludere un libro veramente interessante, ben scritto e magistralmente ambientato, con un voluto ritmo lento adattissimo alla trama stessa.
    Lo consiglio fortemente.

  5. Valutato 5 su 5

    Livia De Amicis

    Non amo il genere Western, ma questo si è dimostrato tutt’altro. Passione, speranza, rabbia, amore si sviluppano in tutto il romanzo è non nego di essermi ritrovata a fare il tifo ma anche con il volto rigato dalle lacrime in alcune pagine. È un romanzo da leggere tutto d’un fiato e che fino all’ultimo lascia il fiato sospeso.

  6. Valutato 5 su 5

    Maria Rosaria

    “Nell’Ovest è così: viaggi tutta la vita e cerchi di portare con te solo ciò che vuoi; in realtà ti trascini dietro tutto ciò che cercavi di dimenticare: le voci, le immagini, anche i ricordi da cui fuggivi, fuggono con te.”

    Sono una grande amante dei #western e dei grandi scrittori americani che lo hanno declinato nelle sue mille sfaccettature, e in Simone Bonomelli io ho ritrovato molto di uno scrittore americano che scrive del West.
    Ho iniziato questo libro non sapendo cosa avrei letto ma sono stata straordinariamente colpita da una prosa carica di liricità, da atmosfere dense di significati, dalle descrizioni dei paesaggi che fanno innamorare.

    Un ritmo in crescendo ci accompagna attraverso le pagine di un viaggio in cui sono coinvolti lo sceriffo Robert Denvers e George Norton, a caccia di uno spietato fuorilegge, un killer tra i più diabolici, Van Turley.
    Denvers, è uno sceriffo un po’ speciale, non è così scaltro e furbo, non è neanche tanto veloce con la pistola, ma ha il dono della simpatia e soprattutto la lealtà.
    Norton, ha un terribile passato che lo lega a Van Turley, e che lo tormenta, e così quando Denvers lo cerca per proporgli di andare a scovare Van Turley, che da alcuni indizi sembra essere ancora in vita, Norton accetta.

    Inizia così un viaggio denso di incontri e riflessioni, con due personaggi che sembrerebbero opposti, Norton taciturno e riflessivo, Denvers più ciarliero e godurioso, fino all’incontro con Van Turley, che aprirà ferite mai chiuse e segnerà il destino di due persone.
    Un destino che non si compirà finché la parola fine non verrà scritta.

    Un’opera assolutamente da recuperare per tutti gli appassionati del genere Western, ci sono tutti gli elementi salienti: il viaggio come crescita e rinascita, la vendetta, il simbolismo, alcuni chiari omaggi al cinema western.
    Parlando con l’autore lui mi ha confermato che ha scritto questo libro per immagini e infatti si nota perché sembra sempre di trovarsi su un grande scenario con zoomate e grandangoli suggestivi.

    Un’opera da non perdere, io ne sono stata conquistata.

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