Nagottville: Un thriller italiano tutto pallottole, delitti, baci e pop-corn

di Massimo Baraldi

€15.00

Massimo Baraldi

Nagottville: Un thriller italiano tutto pallottole, delitti, baci e pop-corn

ISBN 978-88-6867-542-4, pp. 208, prezzo di copertina € 15,00, Collana di narrativa ANUNNAKI

 

Nagottville è un grumo d’asfalto e cemento spalmato tra il fianco delle colline e uno strano mare, tanto stretto e piatto da sembrare proprio un lago. Maceo Manin, lì in cerca di fortuna, incontra la bella Neve Gronchi e subito scocca la scintilla dell’amore, tra gli abitanti che si interrogano su una misteriosa serie di decessi e la leggenda di un tesoro. Maceo e Neve sembrano essersi ritrovati e riconosciuti, al di là di ogni ragionevole dubbio: due metà della stessa inquietudine pronte a mettersi in viaggio verso un personalissimo paese delle meraviglie.

Nagottville è una scanzonata escursione nei territori del noir, genere qui declinato da Massimo Baraldi in assoluta libertà, sul filo di una scrittura dai tratti intensi, ma anche comici ed evocativi.

22 recensioni per Nagottville: Un thriller italiano tutto pallottole, delitti, baci e pop-corn

  1. Valutato 5 su 5

    Danilo Minello –

    Un romanzo insolito ambientato in una città immaginaria che profuma di America Latina ma che potrebbe benissimo trovarsi anche in Itali, piena di dettagli vividi e di accuratezza. Una storia di fughe rocambolesche, inganni subdoli, tesori introvabili e mappe rivelatorie. Dei personaggi duri, fuori dall’ordinario, ma che in qualche modo sanno farsi amare anche nella loro stravaganza. Un linguaggio essenziale che colpisce dritto al punto. Tutto questo è Nagottville: consigliato!

  2. Valutato 4 su 5

    Anna Nenci –

    Un romanzo insolito, fuori dagli standard del noir. Lettura fluida, scorrevole, divertente e ben strutturata. In viaggio interessante, che si legge tutto d’un fiato

  3. Valutato 5 su 5

    Bersabea –

    Un libro che ho divorato in poche ore, la scrittura è fluida e i capitoli sono brevi, asciutti e senza fronzoli, questo mi ha permesso di restare concentrata sulla storia, che già da sé è coinvolgente. L’inizio è molto scanzonato, brioso, assistiamo all’arrivo a Nagottville di tale Meceo Marin, uno spiantato, in cerca di lavoro o fortuna, a seconda. Da qui cominciamo a conoscere alcuni abitanti di questa cittadina come il barista “perro” o Neve e suo fratello, personaggi alquanto bizzarri, alcuni surreali. Dopo aver letto oltre la metà del libro ero decisa a dare 4 stelle, ma l’ultima parte è un colpo di scena dietro l’altro, non ho potuto fare a meno di dare il punteggio massimo. Un libro particolare ma godibilissimo, complimenti allo scrittore, spero di leggere presto qualcos’altro di suo.

  4. Valutato 5 su 5

    Beatrice De Luca –

    A dispetto del nome siamo un Italia, in una città che non esiste, ma che sa molto di periferia del Nord-est. Un posto come tanti, dove (dice la leggenda) ci sarebbe nascosto l’oro di un non ben preciso,ma intuibile, dittatore pelato, catturato a fine guerra.
    In paese approda Maceo Manin, giovane ingenuo, non senza qualche ombra, in cerca di un posto nel mondo. Incontrerà Neve, ragazza “bene” e un po’ capricciosa. Sembrano essere le due metà della famosa mela, e progetteranno di fuggire insieme in cerca di una nuova vita altrove . Sullo sfondo i misteriosi delitti di anziani della casa di riposo con i “caramberi” persi nelle indagini.
    Un noir che non è come ce lo aspetteremmo, pieno di personaggi sarcastici, taglienti, a tratti comici , molto ben caratterizzati (mi hanno ricordato alcuni personaggi del mondo di Benni, e per me è una nota positiva) . Si legge tutto d’un fiato. Anzi, un po’ di fiato tenetevelo per il colpo di scena.

  5. Valutato 5 su 5

    Alessia Doni –

    Nonostante l’inizio leggermente lento, questo libro è stato una lettura piacevole ed una bella sorpresa . L’autore con la sua scrittura fluida , i capitoli corti , la sua capacità di umanizzare i personaggi e di rendere molto reale una cittadina che di reale ha ben poco , rende questo Noir molto anticonvenzionale in quanto a tratti , sembra narrare le storie di vita quotidiana dei personaggi che vivono in una cittadina non troppo lontana da quella del lettore ..ma che alla fine ci stupisce con un colpo di scena dietro l’altro. Nel complesso ho trovato in questo libro una lettura anticonvenzionale e godibilissima che mi sento assolutamente di consigliare

  6. Valutato 5 su 5

    Giuseppina Costa –

    Nagottville è un puntino dimenticato in un non so dove, che vede protagonista un uomo uscito dal nulla, ed entrato nel nulla… Maceo il suo nome, strano all’inverosimile, si lascia scoprire dal lettore un po’ alla volta. Ci dà un’immagine di sé sfocata e sfuggente, lo vediamo inizialmente come uomo semplice, un po’ arguto forse, ma bonario, in cerca di fortuna, per poi scoprirlo carnefice, assassino crudele e senza scrupoli, il cui scopo è quello di fuggire insieme al suo amore Neve, una ragazza candida come il nome che porta…o forse no, perché il candore di Neve si macchia di sangue, lo stesso sangue di cui è complice Maceo e del loro amore insano. Ma proprio quando Maceo pensa di esser giunto alla svolta che porterà la sua vita a vivere sempre accanto a Neve, ecco il colpo di scena inaspettato, lui che pensava di esser un crudele assassino è stato incastrato da un’innocenza ancora più crudele, che manderà a rotoli tutte le sue certezze…al lettore la sorpresa di scoprire il finale. Con una scrittura semplice, fluida, ma allo stesso tempo ironica, a tratti quasi divertente e arguta, l’autore ci porta nei vicoli di una storia incredibile e spiazzante! Impossibile non simpatizzare per i personaggi, ognuno con una sottile personalità che si imprime nella storia come un timbro, un pezzetto di puzzle senza il quale il quadro non potrebbe esser completo.

  7. Valutato 5 su 5

    Roberta Lo Cascio –

    Una lettura meravigliosa! Il libro scorre libero, come quel mare tanto stretto da sembrare quasi un lago, ed è impossibile fermarne la corsa. Un linguaggio fresco, ricercato ma mai pedante, una storia in cui c’è davvero un po’ di tutto, con un finale che vedi arrivare solo in parte, un libro che ti lascia con la sensazione di esserti affezionato, nonostante tutto, a dei personaggi brutti, sporchi e cattivi. Bello, bello davvero!

  8. Valutato 4 su 5

    Eleonora Concina –

    Un romanzo che è contraddistinto da un’ironia feroce, che pervade la storia dei due protagonisti e di tutti i personaggi che fanno da sfondo a questo thriller italiano. Ho trovato la scrittura molto scorrevole e accattivante, a tratti forse qualche descrizione sembra sfumare nella nebbia, offrendo l’impressione che una foschia cupa avvolga Neve e Maceo nelle loro serata buie a Nagottville. La trama, assolutamente non scontata, tiene il lettore in sospeso fino all’ultima pagina.
    Ho apprezzato inoltre il fatto che in questo romanzo non vi è la classica distinzione tra “buoni” e “cattivi” ma in ognuno dei personaggi convive una scintilla di umanità accanto ad una più o meno divampante fiamma di crudele istinto animale.

  9. Valutato 5 su 5

    Cristina Pivirotto –

    Nagottville è una città anonima, ma piena di gente, piena di guai e, come la vita, offre prove da superare.

    Su un pavimento intrecciato di personaggi intrisi di normalità e caratteristiche di profondo egoismo, l’autore permette a Maceo Manin di camminare e muoversi, sorretto dalla realtà che non ama, che cerca di modellare ma che gli sfugge dalle mani, succube più dell’istinto che del raziocinio.

    Il filtro è quello grigio della pocaggine, della meschinità. Un filtro disteso su tutto il racconto, un colore che offusca ogni cosa, anche la luce , anche il sole e anche il mare.

    L’incontro con Neve potrebbe cambiare la sua vita, ma Neve lo ama solo perché è un mezzo per fuggire dalla vita di quella città, per evitare la noia di una ragazzina ancora troppo giovane per avere altre aspirazioni, ma abbastanza adulta da essere già perfida e intrigante.

    Il Püstasc è il locale dove ogni giorno Maceo comincia la sua giornata, è la coscienza, dove lui parla a sé stesso e ascolta le risposte più vere, sentenziate dalla voce del buon senso un po’ ruvido e grossolano. Quella coscienza lui decide di abbandonarla per seguire una vita di espedienti, di furbizia e anche di violenza. Pagherà cara la sua ingenuità. La coscienza chiuderà i battenti e Neve continuerà a rincorrere qualcosa che chiede disperatamente ad altri, perché lei vive senza sentire il bisogno di una coscienza.

    Un racconto che si attraversa saltando sulle frasi minime, che prendono parte alla fisiognomica di capitoli altrettanto brevi. Ma non tutti, di modo che il respiro della lettura si affretti o si calmi seguendo gli ansiti della vita. Concetti belli e sfrondati fino a lasciare al lettore giusto l’essenziale per essere assorbiti per osmosi.

    Un libro da consigliare a chi ama leggere per “andare oltre”, nei concetti e nella scrittura.

  10. Valutato 5 su 5

    Michela Cenci –

    Una città ,Nagottville, a metà tra Gotham city e un urbe sperduta in qualche posto indecifrato tra una
    striscia di cemento e un mare tanto stretto da sembrare un lago.
    Un viaggio “on the road “con Neve e Maci, due giovani innamorati alle prese con le loro insane
    inquietudini verso il loro personale “ paese delle meraviglie”. Il tutto miscelato a strane sparizioni e una
    mappa del tesoro.
    La dolcezza di Neve ,una sorta di Billy the Kid al femminile mascherata da Biancaneve,manovrerà le
    corde di tutti i personaggi e al termine della lettura, come in una affannosa corsa tra la fine di una pagina e
    l’inizio di un’altra si arriverà all’inaspettato epilogo.
    Piacevole da leggere, ironico quanto basta, veramente ben scritto! Un genere che fa l’occhiolino alle
    pellicole anni ’70 dove “cult d’autore” aprivano la strada ad una inedita estetica della violenza.
    Da leggere!

  11. Valutato 5 su 5

    Paolo Pisanu –

    dopo poche pagine si ha l’impressione che Nagottville sia un luogo già incontrato. in realtà per il suo esistere dentro e fuori dal tempo e dalla storia ricorda Macondo, il luogo incantato di Cent’anni di solitudine. I personaggi si muovono su questo palcoscenico come in un film noir ed é piacevole seguirli. Non vi parlerò della trama per non rovinarvi la lettura , ma lo consiglio e non vi deluderà.

  12. Valutato 4 su 5

    Sandra Trani –

    Macro è un mix ben calibrato tra “Et trucido”, Heatcliff e Mister Darcy… La scrittura è abbastanza particolare e per certi versi “pesante”; all’inizio l’ho trovata difficile e ho avuto bisogno di un po’ di tempo per prendere confidenza con il modo di scrivere dello scrittore ma devo ammettere che il finale lascia davvero sorpresi. Da leggere, questo spaccato di una realtà strana, ma che ribalta quello che crediamo sia la realtà: un po’ come avviene nella vita di tutti i giorni…

  13. Valutato 5 su 5

    Renata Bagnasco –

    Molto bello! Personaggi ingarbugliati e dal dubbio passato. Una cittadina losca e fumosa. Pian piano i personaggi entrano a far parte della trama che tiene sempre alto il livello di suspence del lettore chiedendo pagina dopo pagina, cosa capiterà a breve. I dettagli di nagottville sono così tanti che dopo un po’ sembra di essere lì accanto ai personaggi a vagare tra le strade malconce con Maceo , al bancone del bar col Perro.
    Una lettura davvero piacevole.

  14. Valutato 5 su 5

    Simona Vacca –

    Già dalle prime pagine del libro mi sono travata immersa nelle ambientazioni di questo noir, immaginavo tutte le sequenze quasi come se stessi guardando un film.
    Ambienti surreali e personaggi al limite del grottesco scandiscono questa trama che alla fine rivela un finale inaspettato.
    Merita davvero di essere letto

  15. Valutato 5 su 5

    Lucia Cassibba –

    Ho letto questo thriller in poco tempo, scrittura proprio come piace a me, capitoli brevi così non ci si perde nel racconto. Un po’ difficile per me qualche termine dialettale ma nel complesso, una piacevole lettura che in alcuni punti mi ha fatto anche sorridere tanto che come nel titolo della recensione lo definisco un thriller leggero e spensierato che consiglio. Complimenti all’autore e a questa fantastica casa editrice)

    “…perché da qualche parte un fiume c’è sempre, e il fatto che possa essere celato agli occhi non implica che debba esserlo al cuore…”

  16. Valutato 4 su 5

    Elisabetta Bonas –

    Da grande appassionata del genere, mi sono accostata a questo atipico thriller un po’ in punta di piedi, lo ammetto, ma anche con grande curiosità.

    La storia si apre con un omicidio, ma è evidente sin da subito che non si tratta del classico thriller ricco di suspance, indagini, serrati interrogatori e intriso di colpi di scena.

    Inizia come una semplice storia che si svolge in un semplice paesino – Nagottville – con l’entrata in scena di un personaggio altrettanto semplice, ma – lo si scoprirà solo andando avanti con la lettura – caratterizzato da contrastanti sfaccettature.

    Apparentemente è solo un ragazzo in cerca di lavoro, di fortuna e probabilmente di un posto nel mondo, che inizialmente sembra trovare nella tranquilla quotidianità di Nagottville. A poco a poco, infatti, si integra nella comunità e, stringendo amicizia con le persone che la compongono, permette al lettore di familiarizzare con ognuna di esse in un susseguirsi di episodi di vita quotidiana.

    Quando però conosce una ragazza e se ne innamora, tutto cambia. E anche la storia, che all’inizio fatica un po’ a decollare, entra nel vivo con un piacevole cambio di ritmo. E così, la narrazione inizia ad assumere sfumature di nero per poi precipitare verso eventi e scoperte inaspettati.

    Ed eccolo lì, il colpo di scena finale degno di un thriller nel senso più classico del termine, in grado di stupire e capovolgere le intuizioni inziali del lettore, tanto da lasciarlo un po’ spaesato alla fine della lettura.

    Lo stile è piacevole, scorrevole e presenta un buon equilibrio tra descrizioni e dialoghi e tra toni più ironici e più drammatici. I capitoli corti e concisi (in alcuni casi composti davvero da poche manciate di parole) danno un buon ritmo alla narrazione.

    I personaggi sono molto ben caratterizzati, ciascuno con i propri pregi e i propri difetti, con le proprie note di chiaro e di scuro, quasi tutti con una forte identità (a volte rivelata soltanto nel finale) che si pone in netto contrasto con quella del protagonista che resterà sino alla fine più sfumata, più indefinita e – per certi aspetti – più incomprensibile.

    Non esattamente un thriller, non un giallo, non un noir, ma un ottimo mix di generi e colori maneggiati e dosati con grande cura che riescono a rendere decisamente godibile un libro difficilmente catalogabile.

  17. Valutato 5 su 5

    Tatiana Trova –

    Nagottville, la città del niente. Un luogo come tanti, o forse come nessuno, con un mare talmente piatto e stretto da sembrare un lago, in cui si narra la leggenda di un tesoro nascosto, la cui esistenza e consistenza si perdono nelle nebbie della Storia. Qui, un bel giorno – che potrebbe essere indifferentemente ieri, oggi o domani… – arriva Maceo Manin, un ragazzo in cerca di fortuna e – anzi, direi soprattutto – di un posto a cui appartenere. L’incontro con la bella Neve – nomen omen, ma se nel senso della purezza o della freddezza, questo non ve lo svelo! – sconvolgerà la sua esistenza e la incanalerà in una sequenza di eventi che, facendosi sempre più turbinosi e caotici, lo trascineranno verso l’imprevedibile finale. Perché una cosa è certa: a Nagottville nulla è come sembra. In un gioco di specchi e di continui ribaltamenti di prospettiva, può capitare che mancanza di scrupoli e ingenuità si confondano e si mischino l’una con l’altra, che elementi che ci erano sembrati trascurabili si rivelino risolutivi e che amore e morte si incontrino.
    “Nagottville. Un thriller italiano tutto pallottole, delitti, baci e pop corn” è un noir atipico – e con questo titolo non avrebbe potuto essere altrimenti! – in cui il bravo Massimo Baraldi, con grande eclettismo, mutua elementi alla Quentin Tarantino ed utilizza uno stile narrativo che ricorda da vicino l’immaginifica capacità del grande Stefano Benni di raccontare le stranezze e le manie di personaggi sui generis, riuscendo a trasmetterci la nostalgia dei ritmi di vita di un paese-che-non-c’è.
    Consigliato a chi cerca (la fortuna, l’amore, un tesoro, una casa, il proprio posto, il proprio destino, qualcosa che non sa, qualcosa che non esiste).

  18. Valutato 5 su 5

    Giulia D’Aloia –

    Premetto che non amo i thriller, l’ho letto più per curiosità che per vero interesse.
    Mi era stato presentato come un thriller sui generis, sperimentazione allo stato puro, in cui lo stile è quasi più importante della storia: ammetto che è davvero così.
    E’ stato un testo sorprendente, sia nella tipologia di scrittura che nella trama. Un testo che riserva effetti speciali e colpi di scena.
    Consigliatissimo!

  19. Valutato 4 su 5

    Maria Teresa –

    Strano noir in cui il filo iniziale viene interrotto da una lunga narrazione e ripreso solo alla fine, con la soluzione finalmente consegnata al lettore. Ambientazione di fantasia, ma in cui è facile riconoscere luoghi e linguaggio, personaggi rudi e solo fintamente superficiali, in realtà tratteggiati con sapienza. Si fatica un po’ all’inizio, quando non si entra bene nella storia, ma aiutati dai capitoli brevi si entra presto nel vivo e l’intera lettura prende solo poche ore. Consigliato per passare qualche ora, appunto, insolita.

  20. Valutato 5 su 5

    Maria Rosaria –

    Oggi sono stata a Nagottville! Ho letto le duecento pagine di cui questo libro si compone tutte in una giornata! Un genere che io non leggo spesso ma che mi ha molto coinvolto!
    Fin dalle prime pagine sono stata attratta dallo stile dell’autore che mi ha piacevolmente sorpreso, dal suo tocco di humor, dal suo tratto poetico nelle descrizioni, dalla caratterizzazione dei personaggi, che, dopo averli presentati nella prima metà circa del romanzo, vengono inseriti in una serie di vicende delittuose dai risvolti sorprendenti, che incatenano alla lettura per la suspence che generano.
    Nagottville è una cittadina famosa perché qui si nasconderebbe un famoso tesoro e molti vi si recano in cerca di fortuna. Uno di questi è Meceo Marin, uno spiantato in cerca di lavoro. Qui incontra Neve, nome tanto delicato quanto in contrasto con la personalità di questa ragazza, con la quale scatta subito il colpo di fulmine. In un turbinio di eventi e di personaggi fra il grottesco e il surreale, il destino di questa coppia si giocherà a colpi di pistola e pop corn.

    Un noir che non ti aspetti, ci sono delitti, ci sono pistole, ma c’è anche un tocco poetico e del sano umorismo che mi è molto piaciuto, godibilissimo anche per chi non è amante del genere. Consigliato.

    “Certe volte è come se la città ti porgesse la mano. Basta guardarla per cogliere in essa la tua inquietudine, trattenere il fiato per sincronizzare il battito del suo cuore con quello del tuo. La canzone giusta, a volte, può trasformare il buio in poesia.”

  21. Valutato 5 su 5

    Silvia Turco –

    Una storia che incuriosisce molto e invita il lettore a proseguire nella storia quasi prendendolo per mano, accompagnandolo nei pensieri dei personaggi. Il modo in cui è scritto l’ho trovato davvero particolare, oserei dire innovativo, soprattutto nei dialoghi. La storia tra Maceo e Neve è anch’essa scoppiettante con diverse sorprese. Un libro che ho letto davvero volentieri per la sua particolarità. Lo consiglio vivamente.

  22. Valutato 5 su 5

    Marina Corbani –

    Questo romanzo mi ha veramente sorpreso già dallo svolgimento della trama il cui inizio sembra perdersi in altre narrazioni per poi esplodere nell’inaspettato finale. Mi ha sorpreso più per la divisione in capitoli brevi ed incisivi che conferiscono all’opera un ritmo particolare di godibile lettura. L’ambientazione un po’ irreale rende questo romanzo di Massimo Baraldi un noir sui generis con personaggi molto caratterizzati ,mai completamente buoni mai completamente cattivi. I nomi ed i soprannomi non usuali , Maceo, Perro tra gli altri, calzano a pennello ai vari personaggi, ne diventano un tassello importante nella loro tipicizzazione. Neve stessa conferma il contraddittorio ed ambiguo contrasto tra nome e comportamenti del personaggio. Consiglio senz’altro la lettura di questo libro.

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