Mauro Acquaroni
Morte presunta di un Notaio
ISBN 978-88-6867-622-3, pp. 240, prezzo di copertina € 12,00, collana di narrativa ANUNNAKI
Parigi 2030.
Il Notaio Chabert era morto, poi però è tornato, ma qualcuno nel frattempo si è impadronito della sua vita.
Come la mettiamo?
Balzac, Pirandello, Omero, Dumas, e chissà quanti altri hanno affrontato il problema, ognuno con la propria soluzione finale.






Maria Teresa –
Un libro che si legge tutto in un pomeriggio e non si può lasciare fino alla fine. L’autore, a tratti troppo ingombrante, accompagna i lettori in una storia che si dipana tra diversi punti di vista e qualche flashback alternando i personaggi narranti tra i vari capitoli fino a chiudere il cerchio tra l’inizio e la fine. Al tema della morte presunta, trattato con originalità, pur riconoscendone esplicitamente la presenza in letteratura, si affianca quello della violenza domestica, così tristemente familiare dalla cronaca moderna e altrettanto tristemente senza possibilità di soluzione. 200 pagine circa in cui viene raccontata una storia con l’immediatezza del cinema e allo stesso tempo con artifici letterari. Consigliato
Teresa Tigno –
Con Parigi come città protagonista, ci troviamo davanti ad un romanzo scritto in modo spettacolare, a tratti prevedibile ma mai banale. Un romanzo che ti cattura fin dalle prime righe e semplicemente non puoi, non riesci a smettere di leggerlo fino alla fine. Questo è già il secondo libro di Mauro Acquaroni che leggo, ma penso che ne leggerò anche altri perché, con il primo me ne sono accorta, ma con questo ne sono certa, amo il suo modo di scrivere. Mi ha colpito molto la copertina nella quale troviamo un quadro di Magritte: “La riproduzione interdetta” o “La riproduzione vietata” che dir si voglia. Per chi conosce il dipinto non c’è bisogno di altro per capire di che libro si tratta, per chi non lo conosce l’interpretazione spazia, ma nel nostro caso si potrebbe tradurre con un semplice “sono io, ma non sono io”. Abbastanza chiaro quindi che andremo a leggere un libro che parla di furto d’identità. Ho apprezzato molto la parte in cui Vincent viene salvato da Leon. È stato un po’ un gesto di vendetta per lui che mi ha fatto molto piacere.
Diana Borghi –
Un puzzle perfetto Una storia molto coinvolgente narrata dal punto di vista dei vari protagonisti che si forma piano piano. Libro da leggere tutto d’un fiato, la curiosità che suscita ti impone di continuare a leggere per scoprire cosa succederà.
Monica Giovanna Binotto –
La storia è ben scritta e molto coinvolgente. Mi è piaciuta molto la mancanza di emozioni nella voce narrante che ho trovato molto adatta alla storia. Il finale a sorpresa tiene col fiato sospeso fino all’ultimo. Letto proprio volentieri.
Claudia Castangia –
Morte presunta di un notaio, è un libro molto appassionante, scritto bene, la storia un po’ triste ti fa dispiacere per il personaggio di Edith, perso nelle sue memorie del passato e errori vari, di un marito cattivo e discutibile in tutti i sensi. Però alla fine del libro c’è un insegnamento anche morale, nonostante tutto quello che si può fare, il bene farà anche un giro immenso, ma alla fine troverà sempre il modo di trionfare. Bellissimo e consigliato.
Chiara Babocci –
Recensione di “Morte presunta di un notaio” di Mauro Acquaroni edito Gilgamesh Edizioni Si può tornare dal regno dei morti? Sì. Ne vale la pena? Sì. Parigi 2030. Il Notaio Chabert era morto, poi però è tornato, ma qualcuno nel frattempo si è impadronito della sua vita. Un romanzo ricco di emozioni, difficili da affrontare e da vivere. La bravura dell’autore sta nel raccontare episodi tragici con estrema limpidezza: non riesci a rimanere passivo, spettatore. No. Vieni catapultato nella storia, nel dolore che vivono i personaggi. Vivi le loro stesse paure, la loro stessa rabbia. Anche perché, il continuo cambio di POV riesce a farti leggere la storia dai diversi punti di vista. Pochi giorni per leggere un romanzo mozzafiato che vi terrà incollati alle pagine fino al sorprendente finale! Gilgamesh edizioni non sbaglia un colpo! Da leggere!
Natascia Tieri –
Ambientato in un futuro vicino a noi (siamo nel 2030) a Parigi con riferimenti italiani (“in Italia accade…” oppure “in Italia funziona così”) il romanzo procede narrando la scomparsa di un notaio e l’usurpazione di tutti i suoi averi e non solo da parte di un uomo invidioso. A tratti triste e a tratti ironico, l’autore ci lascia con un bel finale aperto. L’ho letto in pochissimi giorni.
Donatella Carboni –
– UNA FAMIGLIA BENESTANTE, UN INCIDENTE – IMPROVVISAMENTE IL DESTINO SI RIPRENDE CIO’ CHE HA DATO E SCONVOLGE GLI EQUILIBRI DI CHI RESTA. UN CASO IRRISOLTO E POI LA RICOSTRUZIONE, MA QUEL SENSO DI VUOTO CHE NON SI E’ MAI RIEMPITO DEL TUTTO. A VOLTE PERO’ IL DESTINO STESSO CONCEDE UNA SECONDA POSSIBILITA’ E AI PIU’ FORTUNATI ANCHE LA GIOIA DEL RISCATTO. UN RACCONTO PIACEVOLISSIMO, USCITO DALLA BRILLANTE PENNA DI ACQUARONI, A ME GIA’ NOTO PER IL SUO BRIO.
Maria Passino –
Sono stata subito attratta dal titolo ed il romanzo ha decisamente superato le mie aspettative. Molto ben scritto, si legge tutto di un fiato perché lo stile narrativo ti fa immergere nella storia, a volte ti immedesimi nei personaggi, la cui psiche viene scandagliata a fondo. Conferma che anche la vita più bella, più desiderabile, più appagante e felice, quando viene travolta dagli eventi cerca di distruggerti e di annientare tutto ciò che ti circonda, ma…
Cristina Pivirotto –
Leo è l’uomo senza memoria. I ricordi non sono spariti: sono nascosti. La superficie è liscia, ma sotto ribolle qualcosa che lo potrebbe riportare alla vita che aveva vissuto «prima». Ogni volta che quel ribollire si sforza di infrangere la superficie senza riuscirci, Leo sale su un treno e si lascia portare via, ovunque, quasi fosse quello il mezzo per rincorrere i ricordi, per ricercarli, per raggiungerli. Il treno ha il potere di correre. Correre verso i ricordi, correre lontano dai ricordi, correre alla ricerca di una realtà celata dietro il velo leggero, ma resistente, della memoria compromessa.
La sua vita, il «prima», che trascina con sé la vita di altri. Il rimorso di essere la causa del dolore inflitto anche ad altre persone. Sua moglie Edith, ad esempio. Le ha procurato il dolore più grande che una madre possa provare. A se stesso ha cancellato il futuro. A suo figlio ha negato la vita.
Da tutto quel groviglio di dolore si sono propagate metastasi di altri patimenti.
Sua moglie finisce per sposare l’uomo che più di ogni altro ha odiato Leo, ma che lo ha anche ammirato e ne ha fatto l’unità di misura del successo, fino a replicarne il ricordo del nome: Leon. Un uomo internamente marcio, che vuole ripercorrere lo stile di vita di Leo, affermandosi come un alter ego, ma capace di raggiungere vette sociali e professionali mai raggiunte da Leo.
E per fare questo viaggio di autoaffermazione e contemporanea distruzione del mito, ruba, froda, inganna. Si rende inviso a chiunque, usa violenza fisica e psicologica sulla moglie e sul figlio avuto da lei, Vincent.
Con loro userà le armi più abiette controllando le loro esistenze, rimproverando ogni loro azione, svalutando ogni loro tentativo di riaffacciarsi alla vita. Intimidazioni, limitazioni, isolamento, ogni cosa contribuisca al suo supremo controllo viene messa in atto, senza alcuno scrupolo, arrivando perfino, con estrema crudeltà, alla violenza fisica.
Ma la vita (e la morte) hanno strane vie per imporsi e sciogliere i nodi di vite aggrovigliate. Tutto si risolve in un modo assolutamente inaspettato e, se vogliamo, perfino curioso. Lode all’autore che ci lascia senza parole, dopo averci aperto le porte di vite travagliate, ma mai del tutto rinunciate, nel bene e nel male. Un romanzo da leggere con attenzione, che cattura e lascia al lettore la voglia di saperne ancora di più.