Mauro Acquaroni
L’Utile (à la recherche de)
ISBN 978-88-6867-271-3, pp. 192, prezzo di copertina € 10,00, Collana di narrativa ANUNNAKI
Ahmed Demha, un giovane avvocato parigino (madre francese, padre algerino) destinato a grandi successi professionali, subisce l’ondata emotiva scatenata dalla “notte del Bataclan”. Per risollevarsi dallo stato di prostrazione in cui è spinto dagli eventi e dalla sua delicata condizione psicologica, concentra i propri sforzi nella ricerca di cosa sia veramente utile, per lui e per l’uomo in generale, e in questo percorso si perde, ma…






Massimo ZENOBI –
Il romanzo racconta della rapida quanto inesorabile discesa agli inferi di un giovane e brillante avvocato parigino all’indomani della strage del Bataclan, attraverso i pregiudizi, la paura ancestrale del diverso, le insicurezze che riaffiorano nella società in modo irrazionale in occasione di un evento drammatico. La palindromia del nome sembra essere la cifra del conflitto che lacera Ahmed Demha, di madre francese e padre algerino, costantemente in bilico tra due culture, delle quali sperimenta lo spaesamento di non appartenere né all’una né all’altra.
Non ho letto abbastanza libri per poterlo affermare con certezza, ma trovo la struttura narrativa del romanzo particolarmente originale. Ho apprezzato l’immediatezza dello stile e la grande abilità nella scelta di un registro linguistico appropriato per ciascuno dei tanti personaggi, o meglio, testimoni della parabola del protagonista. La narrazione è resa in una sorta di “cubismo letterario”, per cui tutti gli elementi del ritratto del protagonista sono lì, asimmetrici e distorti, di fronte al lettore, al quale viene lasciato il compito di comporli per ricostruirne la figura, attraverso i discorsi, le banalità, i luoghi comuni del poliziotto, della segretaria, del boxeur: pennellate grossolane dai colori forti, come quelle nel ritratto che appare sulla copertina del libro, particolarmente indovinata.
“L’utile” è un romanzo amaro, doloroso, a tratti struggente, immediato come una graphic novel, avvincente nonostante i temi trattati, e forse al di là delle intenzioni dell’autore, è anche una guida alla comprensione di un fenomeno contemporaneo più efficace di tanti saggi di sociologia.
Vivamente consigliato.
Gabriele Loddo –
Qual è il colore del bene, qual è quello del male? Di che sesso, di che razza e di che religione sono?
Mauro Acquaroni, nel romanzo “L’utile”, descrive e ci fa vivere sfumature differenti della discriminazione sociale, uno dei comportamenti più deplorevoli appartenenti all’indole umana.
La scelta narrativa è affascinante: l’autore sfrutta la versatilità della focalizzazione esterna multipla per regalarci la psicologia, l’odio, le intime paure, o gli eventuali affetti (a dire il vero pochi), di una quindicina di personaggi che si relazionano e confrontano con il “diverso”. Uomini e donne si avvicendano e descrivono la difficile esistenza di Ahmed Demha, avvocato francese di origine algerina. Non importa se l’uomo sia una brava persona, se sia un riconosciuto professionista, se profonda il massimo impegno per sostenere e aiutare il prossimo. Lui non sempre verrà giudicato per quello che fa, per le sue azioni. Ahmed verrà valutato per il vestito che porta addosso, un abito fatto di colori e caratteri fisionomici che lo marchiano dalla nascita, un segno distintivo che lo precede e che per molti equivarrà a un giudizio acclarato, universale, indelebile, ne rovinerà l’esistenza, nonostante la capacità di combattere avversità e ignoranza di chi lo circonda.
Lo stile dell’autore è fluido e fresco. Il testo affascina, coinvolge, fa ragionare e capire che spesso tutti diamo giudizi affrettati anche quando gli argomenti sono delicati e possono avere un’influenza rilevante sulla vita del prossimo. Bello.
Nicola Fusco –
Un romanzo sui generis, scritto in maniera impeccabile, e che fino alle ultime pagine non permette di intuirne il finale. Ottima la caratterizzazione del protagonista e del suo stato d’animo. Belli anche molti dei personaggi di contorno. Da leggere.
Veronica Pace –
Ho apprezzato molto lo stile narrativo dell’autore, scorrevole e descrittivo. Già dalle prime pagine inizia il mistero legato al protagonista principale della storia , Ahmed, uomo molto preciso, pratico e sempre alla ricerca dell’utile. Un giovane e brillante avvocato che ha davanti a se un futuro fatto di successi professionali, un uomo dai sani principi ma poco socievole . La vita del protagonista scorre tra le righe perfetta, quando un evento sconvolgerà per sempre la sua vita e quella di una nazione intera. Di colpo il protagonista si ritrova a dover combattere con un male silente e molto distruttivo : il pregiudizio, che ben presto segnerà la sua esistenza fino a portarlo a delle scelte palesemente in contrasto con i principi in cui crede . Da qui si susseguono diverse situazioni che porteranno il giovane Ahmed a doversi confrontare con il lato più oscuro del suo carattere e a dover mettere in discussione la sua filosofia di vita: la ricerca dell’utile. La storia è fatta di molti interrogativi, e supposizioni. Il protagonista incontrerà lungo il suo tormentato cammino diversi personaggi, ognuno di loro si è fatto un’idea su Ahmed pur non conoscendolo . Questo thriller ,a mio parere, mette in evidenza e fa riflettere su gli effetti che il pregiudizio può causare nella vita delle persone ; capace di offuscare la mente e dare dei giudizi affrettati dettati dalla paura.
Ognuno di noi è alla ricerca di qualcosa che eleva a obiettivo di vita. Ahmed riuscirà nella propria ricerca dell’ ‘utile?
Nancy –
Mi ricordo che era un venerdì. E, come dicono nei film, correva lʼanno 2015. Novembre prendeva per mano lʼautunno, sapete, anche se non sembra anchʼio sono un poco poeta. Era il giorno tredici.
Quel tredici. Vive la République. Vive la France. Così avrebbe chiuso il suo epitaffio, di lì a poco, François Hollande.
Osserviamo questa storia attraverso le pagine di un'inchiesta giornalistica in cui si cerca di far luce su un ragazzo di nome Ahmed Demha.
Ma chi è questo Ahmed Demha e perchè la società è interessata a sapere di lui e del suo essere andato non si sa dove.
Nulla sarebbe stato diverso né per lui e né per la comunità se non ci sarebbero stati tutti quei disordini a sconvolgere prima il Paese e poi tutto il Mondo.
Demha è un giovane avvocato parigino – nato in Francia da madre francese e da padre algerino – apprezzato da tutti per il suo essere sempre educato e con una carriera brillante eppure è un punto dopo cui tutto sembra cambiare; le persone nei suoi confronti diventano sempre più diffidenti ed è la stessa Parigi a cambiare dopo una delle notti più buie. La notte del Bataclan.
Quello che sapremo sulla vita di Demha la conosceremo attraverso i racconti di chi lo ha incontrato o di chi della sua vita ne ha fatto parte.
Nessuno più, dopo quel terribile giorno, sa che fine abbia fatto. Coincidenza? Estraneo ai fatti?
Parte integrante di quella organizzazione? Sono tutte domande che contengono in sé un peso gravoso, così come avere una risposta comporta la giusta responsabilità da parte di ognuno.
Nonostante Demha si sia sempre dichiarato estraneo ai fatti e di non far parte di quella organizzazione, oramai la società lo esclude – ha già deciso – perché di origine algerine e ai Francesi basta questo per ritenerlo pericoloso.
Cosa cʼentrava lui con quei pazzi? Ma niente, un bel niente di niente, eppure lo licenziano e poi tutti che lo guardano storto, la sua pelle scura, i suoi capelli neri, i lineamenti spigolosi del suo volto, lui sentiva su di sé il disprezzo della gente per quello che quegli altri avevano combinato, ma lui neanche li conosceva, lui era… uno di noi, non di quelli, ma la gente, lo sapete, fa in fretta a…
Nella “à la recherche de” è impressionante come verremo immersi in un doppio binario.
Da una parte, la voce del popolo con i suoi pregiudizi e sul fare in fretta nel fare di tutta l’erba un fascio, senza tener conto di quello che era la reputazione fino a quel momento; dall’altro, quella del protagonista in prima persona che, attraverso la scrittura di lettere intime, darà voce alla sua vita, ai suoi pensieri e alle sue paure più profonde.
Ma in un certo senso qui possiamo sentire tutto ciò che un terrorista si trova a vivere, con anche tutto ciò che precede il suo sacrificio per il paradiso e tutto quello che li ha portati fino a quel punto.
Dunque, le loro ragioni.
È uno sguardo sul punto di vista dell’altro, chiunque esso sia, sia se colpevole o innocente.
Il finale aperto e inconclusivo è quasi un monito, un chiaro intento a non voler far puntare il dito verso chi non possiamo e non conosciamo.
Chi è in fondo un colpevole? Dove è nascosto il male? Dove si trova quella linea sottile che divide il presunto dal certo?
Terroristi, Monsieur
…………………………..
Monsieur, papiers sʼil vous plaitˮ – documenti per favore;
Veronica Pace –
Ho apprezzato molto lo stile narrativo dell’autore, scorrevole e descrittivo. Già dalle prime pagine inizia il mistero legato al protagonista principale della storia , Ahmed, uomo molto preciso, pratico e sempre alla ricerca dell’utile. Un giovane e brillante avvocato che ha davanti a se un futuro fatto di successi professionali, un uomo dai sani principi ma poco socievole . La vita del protagonista scorre tra le righe perfetta, quando un evento sconvolgerà per sempre la sua vita e quella di una nazione intera. Di colpo il protagonista si ritrova a dover combattere con un male silente e molto distruttivo : il pregiudizio, che ben presto segnerà la sua esistenza fino a portarlo a delle scelte palesemente in contrasto con i principi in cui crede . Da qui si susseguono diverse situazioni che porteranno il giovane Ahmed a doversi confrontare con il lato più oscuro del suo carattere e a dover mettere in discussione la sua filosofia di vita: la ricerca dell’utile. La storia è fatta di molti interrogativi, e supposizioni. Il protagonista incontrerà lungo il suo tormentato cammino diversi personaggi, ognuno di loro si è fatto un’idea su Ahmed pur non conoscendolo . Questo romanzo ,a mio parere, mette in evidenza e fa riflettere su gli effetti che il pregiudizio può causare nella vita delle persone ; capace di offuscare la mente e dare dei giudizi affrettati dettati dalla paura. Ognuno di noi è alla ricerca di qualcosa che eleva a obiettivo di vita. Ahmed riuscirà nella propria ricerca dell’ ‘utile ?
Livia De Amicis –
Momo e Amhed
Questo romanzo mi ha attirato particolarmente a partire dalla copertina colorata che sembra una maschera mutevole a seconda di chi abbiamo davanti. Il romanzo ti fa sentire come se fossi il detective anche senza fare alcuna considerazione.
Ahmed e Momo, il rapporto ed i personaggi che preferisco, due fratelli mai conosciuti dal vivo ma indispensabili ed Utili alla vita di entrambi. Il linguaggio è abbastanza fluido e bravo lo scrittore che non fa mai trapelare i suoi pensieri. Lo consiglio per chi si vuole approcciare ad una lettura diversa e tranquilla.
Manuela Pelosin –
Una chicca purtroppo terribilmente attuale
Ho acquistato questo libro perchè attratta dalla copertina, personalmente non amo molto gli autori italiani, eppure negli occhi ritratti c’era qualcosa che mi attirava. Mai scelta è stata più azzeccata, il libro l’ho divorato in due giorni, sconcertata da ciò che leggevo. Tratta di un promettente avvocato nato e cresciuto a Parigi da madre francese e padre algerino, ad un passo dall’entrare come associato allo studio legale dove lavorava, poi l’attentato al Bataclan gli cambia inesorabilmente la vita. Agli occhi di tutti non è più il brillante avvocato, il vicino di casa riservato e gentile pronto ad aiutarti con la spesa, diventa “uno di loro”, un musulmano (che mulsulmano nemmeno è) da maltrattare e allontanare il più possibile, da scacciare, da guardare con diffidenza. A questo punto che strada può prendere se a casa sua non è più il benvenuto?
Questo libro mi ha sconvolto, mi chiedo cosa la paura possa istigare nella mente umana, mi chiedo come possono sentirsi i miei connazionali con la pelle un pò più scura della mia, o che professano una religione diversa dalla mia, mi chiedo come possono sentirsi gli immigrati di ogni nazione che arrivano in Italia e vedono anche qua solo odio e questo mi spaventa molto.
Un libro che dovrebbero leggere tutti, più e più volte, insegnerebbe tanto, per primo empatia e rispetto, che sono alla base della civiltà. Caratteristiche che ritroviamo ben radicate in Ahmed, il nostro protagonista, ma nulle in chi si rapporta con lui. Un ringraziamento particolare lo voglio fare all’autore, Mauro Acquaroni, che ha saputo mettere su carta in modo sublime un tema davvero ostico, portando il lettore a riflettere.
Gianna Ferro –
Dopo l’attacco terroristico al Teatro Bataclan del 13 novembre 2015, Parigi è una città blindata. La vita delle persone che vi vivono è sconvolta, come stravolta lo sarà quella del protagonista del libro Ahmed Demha. La sua storia si scopre poco per volta, sin dalle prime righe. Ahmed ci viene presentato da amici, da colleghi e da conoscenti: brillante giovane avvocato nel pieno della sua carriera, di padre algerino e madre francese, uomo irreprensibile. Il suo karma “l’utile”, insegnamento trasmessogli dal padre: ” Fare tutto, affinchè sia utile a qualcosa”. Gli eventi, anche tragici, lo porteranno a perdere tutte quelle sicurezze che negli anni aveva acquisito. Capitolo dopo capitolo il lettore si pone qualche domanda, non senza rabbia. Il pregiudizio, la discriminazione, la paura possono mai essere la condanna e la “livella” per gli esseri umani? Anche Ahmed si è posto queste domanda, ma le risposte le ha trovate nella realtà delle cose. Un thriller psicologico, una scrittura fluida e accattivante, quella di Mauro Acquaroni. Gli interventi dei personaggi sono precisi e puntuali, schietti e diretti. Il libro ci tiene sulla corda fino all’ultimo capitolo. Ne consiglio la lettura perchè scatena sentimenti contrastanti, ma di buoni ne racconta tanti.
Daniela Rocchini –
Ambientato in una Parigi all’indomani dell’attentato al Bataclan, dove un promettente avvocato, di madre francese e di padre algerino, viene inspiegabilmente emarginato perché creduto un musulmano, uno di loro, un terrorista. Non importa a nessuno se è nato e cresciuto in Francia, che non è musulmano, che non si sente di appartenere a quella fazione integralista, per tutti è una persona da evitare.
Questi pregiudizi porteranno il giovane protagonista a doversi confrontare e mettere in discussione la sua filosofia di vita.