Lo Stradivari senza voce

di Emanuela Rastrelli

€18.00

Emanuela Rastrelli

Lo Stradivari senza voce

ISBN 978-88-6867-826-5, pp. 222, prezzo di copertina € 18,00, Collana di narrativa ANUNNAKI

 

E se uno Stradivari perfetto non avesse più voce?

Un violino che dovrebbe cantare e invece tace. Un ricordo, un’ossessione che vive nella memoria. Burges Dickinson, restauratore dal fiuto implacabile, e Alexander Romanov, violinista che ascolta ciò che gli altri non sentono, impegnati nel risolvere questo intricato mistero che tormenta la loro anima. Con loro Francesca, giovane liutaia legata a lettere antiche che aprono scenari inattesi tra Cremona e Napoli.

Nel silenzio dello strumento affiorano indizi: vernici come riti, legni che ricordano, segreti sepolti in archivi e laboratori.

Per ridare un timbro a quel corpo muto qualcuno dovrà trasgredire una regola che non si infrange. Ma quanto ci si può spingere oltre senza perdere se stessi?

Un romanzo d’indagine artigiana e desiderio, dove l’autenticità si misura a orecchio e il cuore batte alla prova del suono.

Quando la voce tornerà – se tornerà – qualcuno non sarà più lo stesso.

 

Emanuela Rastrelli vive a Napoli con il marito e i due figli. Laureata in Economia e Commercio, è dottoressa commercialista e si occupa principalmente di Diritto e Contenzioso tributario. Amante della natura, adora le passeggiate tra i monti alpini, le gite in barca a vela e giocare a golf. Lo Stradivari senza voce è il suo ottavo romanzo, dopo Un Papiro Perduto nel Tempo, Il Libro di Abramelin, Il Continente Scomparso, La Ciudad Blanca, Il Mosaico e il Tesoro di Augusto, Sulla Rotta della Queen’s Anne Revenge.

 

 

1 recensione per Lo Stradivari senza voce

  1. Valutato 4 su 5

    Fabio Spicuglia –

    Il libro di Emanuela Rastrelli è un romanzo intriso di mistero che vede come protagonisti Burges Dickinson, un esperto restauratore di violini e Alexander Romanov, un violinista affermato, entrambi chiamati a risolvere il mistero di uno Stradivari che “non canta più”.
    Burges Dickinson inizia quindi la sua avventura dividendosi tra Cremona – città famosa per l’arte della liuteria messa a punto, nel XVI secolo, dall’artigiano Andrea Amati che tramandò poi ai suoi discendenti Antonio e Gerolamo, presso la cui bottega, appresero l’arte e la perfezionarono nel XVII secolo la famiglia Guarneri e Antonio Stradivari, che sviluppò i canoni fondamentali tuttora utilizzati per la formazione dei liutai – e Napoli con la scuola napoletana del ‘700, in particolare di Nicola e Gennaro Gagliano. 
    In questa avventura a Burges si unirà una giovane liutaia, Francesca, che sembra, però, nascondere un segreto.
    Ma non voglio svelare di più
    Posso solo dirvi che immergersi nella lettura di questo libro ci farà scoprire alcuni dei segreti che si celano dietro un’arte così preziosa che porta alla creazione del violino uno strumento così perfetto che spesso viene considerato più vicino alla voce umana. Dunque non solo un mezzo musicale, ma un simbolo che intreccia emozioni, desideri e dinamiche profonde dell’anima.
    Buona lettura.

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