Andrea Garbin
L’INFERNO DI MARLENE
ISBN 978-88-6867-438-0, pp. 32, prezzo di copertina € 8,00, Collana di Narrativa ANUNNAKI
Un combinato caos di significati e simboli investe la drammaturgia di Andrea Garbin in cui surrealismo, dada, patafisica, teatro della crudeltà e dell’assurdo convivono, conducendoci all’omicidio o al suicidio del senso esistenziale, quindi, in questa falsa epoca, di ogni possibile presente e futuro ardore di stampo sociale. L’anarchia del dolore domina, stemperata, ironicamente, da un chiacchiericcio di fondo tipico dell’ipocrita sistema in cui ci dibattiamo, e dalla piccolezza mentale dei più che ci attorniano. Perciò esistenza-non esistenza che volteggia in una danza a volte grottesca, a volte macabra, a volte superfluamente banale in cui la bestemmia non verso Dio o il Cristo bensì nei confronti della loro creazione, oppure, viceversa, di coloro che li hanno creati, cioè gli esseri umani, risulta infine carezza e lieve sfumatura acquerellata entro la tragedia che Garbin “tenta” di narrare. “Tenta”, perché, volutamente, l’autore non dà coscienza compiuta al suo racconto, mutilandolo o dilatandolo all’occorrenza, in particolare quando un briciolo di consapevolezza invade il lettore-spettatore, così da depistarlo, per ricondurlo, inesorabilmente, al dubbio […]
Andrea Garbin si interessa di teatro dal 2009, quando l’amicizia con Jack Hirschman lo porta ad entrare in contatto con il Living Theater. Passa così un periodo di tempo con la compagnia statunitense, quando questa giunge al teatro di Medole, fino alla messa in scena di “Mysteries and smaller pieces”. Entra così in contatto per la prima volta con le teorie di Artaud, Mejerchol’d, Brecht e Piscator. Da quel momento entra a far parte della compagnia I saggi e i folli. Nel frattempo, incuriosito dalle teorie di Mejerchol’d, si reca a Perugia, presso il centro di biomeccanica, per acquisire informazioni e documentazioni. Un’altra amicizia, quella con Beppe Costa, assume un ruolo decisivo per la sua formazione teatrale. Grazie all’autore siciliano, nel 2010, incontra Fernando Arrabal. Questo incontro apre nuovi orizzonti artistici nella mente dell’autore mantovano. Garbin tradurrà infatti alcuni testi di Arrabal in dialetto mantovano e curerà l’edizione italiana de “Il castello dei clandestini”. Il 2009 e il 2010 sono anche gli anni di collaborazione con l’Odin Teatret di Eugenio Barba. Partecipa dunque ai laboratori con Julia Varley e al BARTELT, baratto culturale, sotto la regia di Kai Bredholt, realizzato presso la località Trivellini di Montichiari, portando un proprio testo incluso nel libro “Lattice”. “L’inferno di Marlene” è il suo primo testo teatrale.






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