La terra della notte

di William Hope Hodgson 

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William Hope Hodgson

La terra della notte (Illustrato)

ISBN 978-88-6867-877-7, pp. 640, prezzo di copertina € 25,00, Collana di narrativa classica GEŠTINANNA

 

Pubblicato nel 1912, La terra della notte è uno di quei libri che non appartiene a un genere unico e che non vuole essere imbrigliato in una categoria specifica. È weird, horror, fantascienza e visione cosmica insieme, e per molti lettori e autori è diventato una pietra di paragone dell’immaginario del Novecento.

Un romanzo che Howard Phillips Lovecraft definì come «una delle opere più potenti di immaginazione macabra mai scritte».

In un futuro remoto, quando il Sole si è spento e la Terra è divenuta un deserto di tenebra, gli ultimi esseri umani sopravvivono serrati dentro una fortezza invalicabile; una Piramide d’acciaio alta come una montagna, protetta da un Cerchio di energia. Ma là fuori, nel buio, qualcosa aspetta: presenze immobili, segnali nella notte, minacce che non hanno volto — e che non hanno fretta.

Poi accade l’impossibile; nel silenzio del mondo, un richiamo raggiunge il Narratore — un uomo della Ridotta — attraversando distanza e oscurità. È un appello intimo, ostinato, che ha la voce di una donna amata. Per seguirlo, il Narratore deve compiere l’unica scelta che nessuno dovrebbe compiere: aprire la porta e uscire nel Night Land, dove ogni passo può costare non solo la vita, ma la stessa anima.

Questa edizione propone una versione italiana moderna, scorrevole e rigorosa, pensata per restituire tutta la forza dell’originale con una lingua finalmente leggibile oggi. E si arricchisce di tavole illustrate in bianco e nero a inizio capitolo, che amplificano atmosfera e vertigine, trasformando la lettura in un vero viaggio nell’ombra.

William Hope Hodgson (1877–1918) fu uno scrittore inglese e marinaio. Dal mare trasse l’energia oscura dei suoi racconti, tra tempeste, Sargassi e apparizioni. Autore di classici come La casa al confine del mondo e La terra della notte, anticipò il weird e l’orrore cosmico. Morì in guerra, a Ypres, lasciando in eredità una capacità immaginativa ancora oggi contagiosa.

8 recensioni per La terra della notte

  1. Valutato 5 su 5

    Raffaele Gisonna –

    Un’immaginazione che sembra arrivare dal futuro

    La cosa più impressionante è pensare quando Hodgson abbia scritto questo romanzo. Il Sole è morto, il mondo è avvolto da una notte eterna e gli ultimi milioni di esseri umani sopravvivono all’interno di una gigantesca piramide assediata da forze che sembrano appartenere a un altro ordine dell’esistenza. Non è semplicemente horror e non è semplicemente fantascienza: è la visione completa di un universo terminale. Alcune immagini hanno una potenza che ancora oggi sembra modernissima.

  2. Valutato 5 su 5

    Giuseppe Asinari –

    Non il solito fantasy oscuro

    Se cercate cavalieri, regni medievali e combattimenti in serie, questo libro è un’altra cosa. Hodgson mescola fantascienza remota, horror metafisico, avventura, romanticismo, mostri, tecnologia dimenticata e visioni quasi religiose. Non è sempre facilmente classificabile, e proprio questa stranezza è il suo fascino. Il termine “weird” qui ha davvero senso.

  3. Valutato 5 su 5

    Lina Stroppa –

    Una paura molto più sottile dei mostri

    Il vero terrore non deriva soltanto dalle creature. È l’idea che esistano forze capaci di chiamare, ingannare, osservare e perfino agire sulla volontà umana. La tragedia dei giovani attratti verso la Casa del Silenzio è terrificante proprio perché il Male non ha bisogno di inseguirli: riesce a convincerli ad andare spontaneamente verso di lui. Un concetto davvero inquietante.

  4. Valutato 5 su 5

    Giuseppe Ammirato –

    Il senso della scala è straordinario

    Qui tutto sembra immenso: la Piramide, le distanze, il tempo trascorso, le regioni della Notte, perfino la storia dell’umanità. Il protagonista appare spesso minuscolo davanti a ciò che incontra. È una scelta che produce un senso continuo di vertigine e rende credibile l’idea che l’uomo stia vivendo gli ultimissimi capitoli della propria presenza sulla Terra.

  5. Valutato 5 su 5

    Dino Sereni –

    Un’edizione che permette di riscoprirlo

    È uno di quei classici di cui molti appassionati hanno sentito parlare ma che molti meno hanno realmente letto. Una nuova traduzione fedele all’originale e un apparato illustrato sono, secondo me, il modo giusto per riportarlo davanti ai lettori contemporanei: senza trasformarlo in qualcosa che non è, ma rendendo nuovamente accessibile la forza delle sue immagini. È soprattutto a chi ama weird, horror cosmico e grandi classici fantastici che consiglierei questa edizione.

  6. Valutato 5 su 5

    Stefania Carminati –

    Una storia d’amore grande quanto il mondo

    Il rapporto fra il protagonista e Naani non è un semplice pretesto narrativo. È ciò che dà una direzione morale a tutto il romanzo. In un universo dominato da tenebre, paura e forze incomprensibili, amare qualcuno significa scegliere di agire comunque. Il protagonista sa perfettamente di poter morire e parte lo stesso. Questa contrapposizione fra immensità cosmica e sentimento individuale è forse la cosa che rende il libro più particolare.

  7. Valutato 5 su 5

    Patrizia Bonami –

    Ci sono luoghi letterari che basta nominare perché tornino immediatamente alla memoria. La Casa del Silenzio è uno di questi. Non servono spiegazioni minuziose o mostri continuamente in primo piano: le luci immobili, il silenzio assoluto e la certezza che là dentro esista qualcosa di terribile sono molto più inquietanti. Uno degli esempi migliori di horror costruito sull’attesa e sull’immaginazione.

  8. Valutato 5 su 5

    Antonietta –

    Molto più di un romanzo dell’orrore

    Mi aspettavo un classico del weird e mi sono trovato davanti anche una grande storia d’amore. Tutta l’immensità della Terra della Notte acquista un significato perché un uomo decide di abbandonare l’unico luogo sicuro rimasto al mondo per cercare Naani. È questa componente umana a impedire al romanzo di diventare soltanto un catalogo di meraviglie e mostri. Il viaggio ha qualcosa di disperato e, nello stesso tempo, profondamente romantico.

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