Aurelia Rossi
La lanterna di ferro
ISBN 978-88-6867-754-1, pp. 208, prezzo di copertina € 15,00, Collana di narrativa ANUNNAKI
Nel cuore di Cremona, una lanterna di ferro illumina i segreti di una famiglia, dove le verità tacciono e i misteri parlano.
La lanterna di ferro è un romanzo che esplora i meandri delle relazioni umane, nel loro silenzioso conflitto, tra le apparenze e ciò che si nasconde dietro.
Ferrante Poletti, uomo di successo e custode di segreti familiari, si trova di fronte a un enigma che lo costringe a scrutare gli angoli oscuri dell’animo umano. Ed è durante questo percorso di svelamento che irrompe la figura di Guendalina, la postina che si insinua nella vita dei Poletti, divenendo cruciale quando un incidente rivelatore scuote le fondamenta della loro esistenza.
In un gioco di specchi fra il passato e il presente, ogni personaggio diviene chiave o serratura di un mistero che si trasforma in un viaggio incisivo e perturbante attraverso le facciate che spesso si costruiscono e le verità che, a volte, si cerca di seppellire.
Il lettore scoprirà perché questa lanterna non è solo un oggetto, ma il simbolo di un legame inestricabile che definisce e distrugge, illumina e oscura.
Aurelia Rossi è nata nel 1951 a Cremona. Laureata in Lingue e letterature straniere presso l’Università degli Studi di Parma e successivamente in Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi di Padova, svolge l’attività di psicoterapeuta come libera professionista e insegna in Scuole di Specializzazione per Psicologi. È stata spinta alla scrittura dalla curiosità verso il mondo interno delle persone, dove si intrecciano sensazioni, emozioni, sentimenti. Ha all’attivo diverse pubblicazioni: Incroci, Le strane ferie di Teo, Il cerchio di Simone, La vicina gentile (4 classificata al concorso nazionale “Vittorio Alfieri” di Asti nel 2020), Porfiria e altri racconti, Un ragazzo d’oro. Nel 2018 ha vinto il concorso “Finestre sul mondo” e nel 2019 il concorso “Schegge di utopie”, nella sezione “racconto e fotografia”, ed è stata finalista del concorso “Homo Vacuus” del 2020, indetti dall’Associazione ‘Licenza Poetica’.






Anna Fresu –
Un “fait divers” scuote la tranquillità un po’ sonnacchiosa di una cittadina di provincia.
Guendalina Bonetti, donna dal triplice mestiere di postina, badante e prostituta, viene trovata morta nel suo appartamento. Il fatto risale alla notte del 31 dicembre, in cui, apparentemente, tutti si preparano a salutare l’anno vecchio e festeggiare il nuovo anno. Guendalina si prepara anche a dire addio alla sua condizione di donna non più giovane, ancora nubile e a due delle sue professioni.
È un nuovo trauma per la famiglia Bonetti, la vedova Maddalena, i figli Ferrante, Fernando e Orietta. Il trauma precedente si era verificato con l’ingresso di Guendalina, in qualità di dama di compagnia, badante della madre. L’esuberanza, la mancanza di inibizioni, la facilita di comunicazione di Guenda portano già scompiglio in seno alla famiglia, minando il precario e falso equilibrio borghese che da sempre l’ha caratterizzata. “Guenda e Magda”, come si ribattezzano le due “amiche”, sono una sorta di Thelma e Louise nostrana e piccolo-borghese che riconquistano e reclamano spazi di libertà e di autenticità imposti prima alla vedova dal perbenismo del vincolo con il marito e dall’educazione trasmessa ai figli perché si inseriscano bene nella società. Guendalina fa paura ai figli, li turba, mette in crisi le loro certezze; spinge tutti a rivelare segreti, a portare a galla istinti sepolti.
Il libro è sì un giallo, con un delitto, un’ investigazione, con la scoperta -forse- di un colpevole; ma è soprattutto uno sguardo senza veli su un modello di famiglia e di società.
La presunta arma del delitto è una lanterna di ferro con vetri gialli prestata da Maddalena all’amica e misteriosamente scomparsa dalla scena del crimine. Oggetto di affezione, con poteri magici forse, che diviene nella vicenda una sorta di simbolo: di intimità, di protezione, di appartenenza, di esclusività?
I personaggi, da Maddalena a Guendalina, dai figli al commisario Castellini che con delicatezza e rispetto porta avanti le indagini, sono ben descritti, con le loro diverse psicologie, le loro fragilità, i loro dubbi, le loro pretese certezze.
Filomena Starace –
Ogni pagina rivela nuove sfumature dei personaggi , rendendoli incredibilmente reali e complessi. Ogni figura nel romanzo cresce ed evolve in modi inaspettati, rendendo la storia incredibilmente coinvolgente. L’autrice ha creato una trama avvincente che esplora le complessità delle relazioni familiari e individuali con una maestria che tocca l’anima. Sinceramente avvincente.
Daniele Abbracciavento –
I dialoghi sono un vero e proprio tour de force. Acuti, significativi e carichi di sottotesti, spingono la trama avanti in maniera naturale, rivelando i conflitti interni e le aspirazioni dei personaggi. Aurelia Rossi usa il dialogo non solo per raccontare una storia, ma per farci vivere le sue tensioni.
Marzia –
Incredibile la maestria con cui l’autrice sviluppa i suoi personaggi. Ogni figura nel romanzo cresce ed evolve in modi inaspettati, rendendo la storia incredibilmente coinvolgente. Ferrante e gli altri membri della famiglia Poletti sono ritratti con una tale profondità che sembra di conoscerli veramente.
Giuli –
La trama per certi versi è inquietante. Un romanzo con risvolti socio-politici sull’Italia che fanno riflettere.
Laura –
Ogni capitolo de ‘Il Piano Grande Cina’ porta una nuova sorpresa. Stupefacente come l’autore riesca ad intrecciare le sub-trame in un finale esplosivo. Bravo davvero.
Simone –
Di questo bel romanzo ho apprezzato in modo particolare l’incredibile ricchezza di dettagli con cui l’autore descrive sia l’Italia che la Cina, superata solamente dalla complessità dei suoi personaggi. Questo è un romanzo che non costituisce solamente un bel thriller, è anche un viaggio nel cuore umano.
Alessandra Sergi –
“Il Piano Grande Cina” è un esordio straordinario per l’ispettore Baroni. Un romanzo che tesse suspense internazionale e dramma locale con una maestria unica. Impossibile non rimanere avvinti fino all’ultima pagina.
Diana Borghi –
Racconto molto coinvolgente, i personaggi sono descritti in tutte le loro sfaccettature e sembra di essere lì con loro e con loro si provano emozioni molto intense. Ad ogni passaggio ci sono dei cambiamenti che ti fanno appassionare alla trama e non si vorrebbe smettere di leggerlo.