La figlia della luna piena

di Mariangela Biffarella

15.00

Mariangela Biffarella

La figlia della luna piena

ISBN 978-88-6867-718-3, pp. 352, prezzo di copertina € 15,00, Collana di narrativa ANUNNAKI

Opera vincitrice della IX EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO NAZIONALE “ANDREA TORRESANO” 2023 di Gilgamesh Edizioni, nella Sezione Narrativa.

 

Sullo sfondo di una Sicilia bella e tormentata, la vita di Luna viene sconvolta a cinque anni dall’abbandono della famiglia, che emigra in Argentina, lasciandola con zia Sara e la promessa, sempre tradita, di tornare.

Impermeabile all’amore della zia, fino agli anni dell’adolescenza, Luna sente il dolore e la rabbia crescere insieme a lei, in un ambiente che percepisce come una gabbia soffocante dove infrangere le regole e da cui fuggire. E fugge. Ma grazie alla paziente dolcezza di zia Sara, che ha saputo ricucire i lembi delle loro vite contrapposte, lo fa con un sogno in tasca e i suoi nodi irrisolti che continueranno a condizionare le sue scelte, finché un evento improvviso la costringerà a tornare in Sicilia.

In un viaggio fisico e interiore che si dipana tra i suoi ricordi, i segreti di zia Sara, le sconvolgenti rivelazioni delle lettere di zio Pietro e una serie di eventi inattesi, Luna troverà la giusta luce per mettere a fuoco il passato, le persone care e anche se stessa.

Con la precisione di un orologiaio e la delicatezza di un poeta, Mariangela Biffarella intreccia le vite dei suoi personaggi come fili di un arazzo antico, dove ogni colore e ogni sfumatura raccontano una storia di coraggio, perdita e rinascita, mentre la luna si fa custode di segreti antichi e promesse future. 

La figlia della luna piena è una storia che parla al cuore con una tessitura di parole che danzano leggere tra le pagine, sfidando il lettore a contemplare l’infinito nascosto negli attimi più semplici della vita.  Non è solo un libro da leggere, ma una melodia che continua a risuonare molto dopo che l’ultima pagina è stata voltata.

 

Mariangela Biffarella nasce a Mistretta (ME), dove tuttora vive. Ha precedentemente pubblicato i libri Scirocco, vincitore dei premi editoriali “Parole nel vento” e “Bukowski”, Perticone, Rovescio di ricamo, Sommesse voci della mia terra, Zero + Uno = Otto. La figlia della luna piena è il romanzo vincitore della IX Edizione del Premio Letterario Nazionale “Andrea Torresano”.

9 recensioni per La figlia della luna piena

  1. Valutato 5 su 5

    Anna Desiderato

    Da leggere tutto d’un fiato vite diverse che si intrecciano così ben definite diverse uguali nell’amore è così moderna.
    Bellissimo super da film da fiction o da racconto di vita vissuta intensamente.
    Zia Sara come tante zie che ognuno di noi ha conosciuto come anche la mia pronta ad esserci quando la mamma aveva da fare . Che ricordi di famiglia diversi ma uguali nella nostalgia dei tempi passati.

  2. Valutato 5 su 5

    Mario

    La conferma di un’autrice profonda.
    Di questa Autrice avevo già letto e amato il romanzo “Scirocco”.
    “La figlia della luna piena” mi ha appassionato tanto da leggerlo tutto d’un fiato. La trama e’ avvincente, i personaggi profondi e reali. Un viaggio nei meandri dell’animo umano che lascia una traccia indelebile. La prosa e’ un’espressione artistica di rara bellezza che raggiunge vette poetiche. Da leggere assolutamente.

  3. Valutato 5 su 5

    Diana Borgi

    Libro molto emozionante che racconta uno spaccato della nostra storia in cui la vita non era semplice.
    Durante la lettura di questo racconto ci si trova accanto ai protagonisti e si vivono appieno tutte le loro emozioni.
    La tentazione di leggerlo tutto d’un fiato è forte perché curiosi di sapere come prosegue la storia ma, ogni tanto bisogna fermarsi per metabolizzare quanto accaduto.
    Da leggere con un fazzoletto in mano.
    Consigliato a tutti una bellissima lettura.

  4. Valutato 4 su 5

    Mariadele

    Con questo romanzo l’autrice eleva il discorso narrativo a nuove vette. La sua prosa, eterea e potente, disegna personaggi di straordinaria profondità. Un’opera che traccia un solco nel panorama letterario contemporaneo. Non ne leggevo di così belli da un po’.

  5. Valutato 5 su 5

    Anna Fresu

    In un piccolo paese della Sicilia, Mistretta, terra d’origine anche dell’autrice, si svolge la saga familiare della protagonista, Luna, e soprattutto le vicende che ne marcano la vita, prima da bambina, poi da adolescente e infine da donna. Vita dura di contadini cui costa togliersi
    dalle spalle la miseria di una realtà ancora feudale, malgrado la guerra, la Liberazione, gli anni del Boom e dei tanti cambiamenti della società che arrivano lentamente e sbiaditi, diluiti in quel sud profondo, chiuso e ostile al nuovo. La necessità di emigrare per sopravvivere, di nuovo comune a
    tanti in quegli anni, dopo il grande flusso migratorio di fine ottocento, avrà per Luna anche il sapore dell’abbandono che le avvelenerà parte dell’infanzia e dell’adolescenza rendendola cieca alle ragioni di chi è dovuto partire, i genitori e le sorelle, e all’amore della zia che si prenderà
    sempre cura di lei facendola studiare e dandole un esempio di coraggio e libertà in quell’ambiente così limitato. Riuscirà Luna a farsi carico di tanto amore, a comprendere il dolore degli assenti, a intravvedere la possibilità del perdono e di una nuova vita?
    Il lettore si porrà queste domande accompagnando con empatia Luna e gli altri personaggi coinvolti nella storia e non importa quanto lontane nel tempo siano le vicende, quanto estranei alla nostra vita siano personaggi e luoghi descritti. L’abile penna della Biffarella riuscirà a coinvolgerlo, a renderlo sì ansioso di sapere come va a finire ma allo stesso tempo desideroso che non appaia l’ultima pagina.
    La conoscenza dei luoghi, degli accadimenti, in Sicilia e in Argentina, unita all’analisi sociologica e psicologica dei personaggi rende questo libro un prezioso compagno per chi voglia sapere di più del nostro tempo e dei nostri contemporanei, oltre che una lettura piacevolissima.

  6. Valutato 5 su 5

    Giovannella Gattini

    I ricordi di Luce, voce narrante del romanzo La figlia della luna piena di Mariangela Biffarella, edito da Gilgamesh, si snodano dolorosi sulla strada che da Roma porta a Mistretta, accompagnandola nel penoso viaggio che ha intrapreso nella speranza di rivedere per un’ultima volta l’amato zio Pietro, marito della zia Sara.
    Questo libro dal sapore amaro ci tiene avvinti e ci tocca nel profondo per la dolcezza di cui è intriso, perché è vero che narra di vicende tragiche e penose, ma anche di amore vero, generoso che non si ritrae davanti alle avversità.
    I visi duri, bruciati dal sole e dalla fatica che si voltano a guardare Luce al suo rientro a casa raccontano la vita delle famiglie nella campagna siciliana, in “paesi spenti, soporiferi, asfittici” che generazione dopo generazione hanno subito i soprusi del padrone di turno e si sono spaccati la schiena per portare a casa una misera paga.
    Uomini proni al potente di turno con il cuore gonfio di odio e rancore, donne vittime della concupiscenza e di turpi voglie in cambio di un tetto dove ricoverare i figli, tentativi di ribellione repressi con il sangue, vendette infantili dalle tragiche conseguenze animano i racconti con i quali Barnaba, padre di Luce, intrattiene le figlie, di sera accanto alla grande stufa.
    In questo mare di dolore, le persone diventano l’un l’altro astiose, invidiose, sempre pronte a chiacchiere e maldicenze, con ipocrisia fingono di credere ad un assurdo delitto d’onore proteggendo la fuga dell’assassino, ma bollano con il marchio dell’infamia una giovanetta innocente e sprovveduta.
    Barnaba e Sara, ciascuno a modo suo, si oppongono alla miseria e cercano il riscatto sociale, l’uno perseguendo il sogno della Merica per sfuggire alla povertà, ai limiti dell’indigenza, l’altra investendo una piccola eredità nell’acquisto di una merceria grande quanto un francobollo capace, però, di darle un certo benessere che le permetterà di aiutare anche la famiglia della sorella.

    Da parte sua, la bellissima Lucia, madre di Luce, porrà nel nome della bambina la sua ribellione a regole e tradizioni opprimenti che le avevano imposto di dare alle altre due figlie il nome dei nonni.
    Luce, troppo piccola per partire, rimane al paese affidata alla zia dai genitori dilaniati dal dolore per la difficile decisione e le sue urla disperate.
    Rifiutandosi di leggere e rispondere alle lettere che promettono sempre un ritorno, la bambina crescerà covando rancore non solo verso di loro, ma anche verso la zia che taccia di egoismo per averla voluta con sé per non restare sola.
    La seicento multipla che accompagna la famiglia alla nave è il simbolo dell’abbandono, spesso avvistata in paese non si avvicina mai alla porta della zia spegnendo ogni volta la speranza di un ritorno. Da quella macchina un giorno Luce vedrà scendere i suoi genitori invecchiati e stanchi, come sconfitti e l’emozione violenta la spingerà ad una drammatica fuga.
    La zia, faro di amore costante e paziente, la sosterrà tutta la vita aiutandola negli studi e nei momenti più difficili, ma Luce ne comprenderà il valore solo quando verrà a conoscenza di un tragico segreto di famiglia.
    E’ Sara la vera protagonista del romanzo, donna di grande saggezza e generosità, esempio di amore incondizionato e generoso, dal cuore grande che tutto accetta e comprende e che riuscirà a colmare quel pozzo di dolore nel quale la bambina era caduta come un secchio senza corda .

  7. Valutato 5 su 5

    Luisa Scaduto

    Un viaggio fuori, dentro e attraverso, nello spazio e nel tempo: dalla Sicilia a Roma, da Roma in Sicilia, da qui in Argentina; dentro i personaggi, nella parte più drammatica della loro storia e nel divenire dei loro sentimenti; attraverso, perché è come vederne, sentirne e toccarne, in trasparenza, la dimensione fisica e psicologica. L’altalena lieve dell’andirivieni tra passato e presente, per scoprire che, poi, forse, i temi che, come uno schiaffo, l’autrice denuncia sono ancora così tristemente attuali, sebbene trasfigurati dall’apparente, per certi versi, evoluzione socio-culturale.
    E lo fa da una prospettiva particolare e familiare, come zoomando su uno scorcio di mondo per poi allargare l’inquadratura in un abilissimo parallelismo.
    E non si può fare a meno di entrare nel percorso interiore ed intimo della protagonista e di attraversarne il dolore, il sentimento di abbandono, l’evoluzione, fino alla presa di coscienza e alla riparazione che ricompatta e ricostruisce i frammenti della sua anima, sentendosene specularmente rinfrancati.
    Il perdono da un lato, l’amore puro e profondo dall’altro diventano elementi salvifici e catartici, filo conduttore trasversale e terapeutico di questo viaggio.

  8. Valutato 5 su 5

    Natascia Tieri

    Ho appena finito di leggere “La figlia della luna piena” di Mariangela Biffarella e sono ancora emozionata dalla bellezza e dalla profondità di questa storia. È un romanzo che ti cattura fin dalle prime pagine e ti porta con sé in un viaggio emozionante e introspettivo.
    “La figlia della luna piena” è un romanzo che parla di amore, perdita, speranza e redenzione. È un libro che ti fa riflettere sull’importanza di mettersi nei panni degli altri e di capire che non esiste solo il nostro mondo e le nostre sofferenze.
    Consiglio vivamente questo libro a tutti coloro che cercano una lettura coinvolgente e ricca di significato.

  9. Valutato 5 su 5

    Marta

    Un bel libro, scritto con la pancia, oserei dire.
    La scrittrice infatti ha la maestria di dare letteralmente vita ai personaggi, ed il lettore non si sente un semplice spettatore, ma viene catturato empaticamente da Sara e Luna, sentendosi partecipe dei loro sentimenti e delle loro vicende.
    Ci troviamo in Sicilia dove, nonostante siano in svolgimento dei cambiamenti sociali, permane una mentalità ancorata al passato, piena di pregiudizi, di discriminazioni verso il mondo femminile e non solo.
    Sara, tuttavia, è una donna che ha il coraggio di perseguire le sue idee che non sono strettamente legate ad un matrimonio e dei figli, come invece è il fine consueto di tutte le donne, secondo la mentalità comune.
    Infatti riesce ad acquistare un piccolo negozio che comunque le dà da vivere dignitosamente e la rende indipendente.
    Sua sorella invece, moglie e madre, decide di emigrare in Argentina con la famiglia in cerca di una fortuna che non troverà, ma lascia in custodia a Sara la sua ultima figlia di 10 anni, Luna.
    Luna crescerà con il senso dell’abbandono e la rabbia, unitamente al dolore, ruberà una parte della sua adolescenza, con il desiderio continuo di trasgredire e senza riuscire ad apprezzare l’amore sincero di sua zia Sara.
    Ma è proprio grazie alla pazienza e tenacia di quest’ultima ed alla rivelazione, da parte della zia, di un suo segreto intimo e tragico che la ragazza riuscirà a riconciliarsi con se stessa, a comprendere le ragioni ed il dolore dei genitori assenti e ad arrivare a perdonare ed a perdonarsi.
    E’ Sara comunque la vera protagonista, donna coraggiosa e forte, portatrice di un amore senza confini e di saggezza.
    E ce ne sono di donne così, nascoste nella vita caotica e chiassosa che fermenta intorno a noi e ci distrae.
    Le perdiamo di vista, come è successo a Luna, perché non sappiamo più leggere nei silenzi.

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