La donna del tribuno

€15.00

Alberto Costantini

La donna del tribuno

ISBN 978-88-6867-491-5, pp. 224, prezzo di copertina € 15,00, Collana di narrativa ANUNNAKI

 

Waldrada è una delle tante donne di un anonimo villaggio ai confini del limes, rioccupato dalle coorti romane dopo la ribellione dei germani che vi erano stati collocati una generazione prima per ripopolare quelle terre. Uccisi in battaglia quasi tutti i maschi adulti, ridotte le donne alla condizione di schiave, Waldrada si troverà a dover mediare fra il severo Tribuno e quel che rimane della sua gente. Una storia d’amore, di conflitti e di convivenza, in un Impero che subisce i primi colpi delle invasioni barbariche.

 

Alberto Costantini è nato a Vicenza nel 1953, ma da sempre vive a Montagnana (Padova). Dopo la maturità, ha frequentato la Facoltà di Lettere dell’Università di Padova, seguendo studi di tipo storico. Laureato in lettere antiche, con tesi in storia greca, si è dedicato all’insegnamento, e fino al 2016 è stato docente di ruolo nei Licei. Autore di numerosi volumi, opuscoli e articoli, ha tenuto e continua a tenere conferenze e corsi di formazione ed aggiornamento su argomenti legati ai suoi interessi, in particolare di storia e letteratura. Ha curato testi e sceneggiature per diversi avvenimenti teatrali, oltre a svariati documentari turistici. La sua produzione si suddivide fra la fantascienza, il romanzo storico e la ricerca storica. Tra le opere di narrativa edite: Romanzi storici “Ai confini di Roma”: A ovest di Thule; La donna del tribuno; Donne ai confini dell’Impero, La schiava dei libri, L’ultima amazzone, Oltre l’ultimo limes, Attila il Principe delle Locuste, Le quattro morti di Postumia Sabina Gilgamesh Edizioni. Romanzi storici “Storia veneta”: Lo stradiotto; Sotto l’aquila bicipite; I Figli del Leone, F.lli Corradin Editori. Romanzi di fantascienza: Terre accanto, vincitore del Premio Urania 2002; Stella cadente, Premio Urania 2005, Mondadori. Gli eredi del tempo, F.lli Corradin Editori, Le astronavi di Cesare; L’undicesima persecuzione, La guerra dei Multimondi. L’infiltrato, Gilgamesh Edizioni. L’Eresia del Multiverso, L’Inquisizione di Padre Bertolt, gesuita, Ma Napoleone è morto ad Arcole? Al servizio segreto della Serenissima, CS_libri, Il Capitano Salgari e gli adoratori del Grande Serpente, Delos Digital.

5 recensioni per La donna del tribuno

  1. Valutato 5 su 5

    Kiara –

    Un romanzo ben condotto, rivela una notevole capacità di avvolgere subito il lettore in un’atmosfera precisa; ti pare quasi di cogliere il sudore, l’odore della pioggia e il fango delle marce che si appiccica sui calzari. Ma non è solo una storia di soldati, anzi, personalmente ho trovato più riuscite le parti che riguardano le donne, sia nelle situazioni sentimentali, sia quando devono portare avanti la loro vita reggendola tra i denti. Come si dovevano e si potevano comportare donne private dei loro mariti e padri, ridotte a puri oggetti proprio di chi li aveva uccisi in battaglia? Ho trovato terribile il fatto che alle loro scelte siano legate le vite di altre persone. L’idea che emerge è che le donne del passato, pur restando donne del passato col loro bagaglio di idee e visione del mondo, erano capaci di determinare la vita propria e altrui, forse anche di più di molte donne di adesso.

  2. Valutato 5 su 5

    Carlo Salvoni –

    Che Costantini conosca la Storia non è una sorpresa. Certo, da un momento all’altro ti aspetteresti un viaggiatore del tempo, ma non sempre serve la fantascienza per essere trasportati in un mondo lontano dal nostro, irrimediabilmente perduto, dove servire uno stato e seguire un ideale può significare condannare a morte una tredicenne innocente (e a fare questo è il “buono”!). “La donna del tribuno” ci trascina sull’instabile limes dell’Impero Romano sul finire del III secolo, tra soldati costretti a vivere lontani da casa per decenni e barbari divisi fra la ricerca di una libertà che significa pericolo e la voglia di una civiltà che significa sottomissione. La civiltà deve imporsi con tutti i mezzi, questo sembra essere lo scopo della vita di Livio, un uomo tormentato che cerca sempre il compromesso, la strada talvolta più difficile per preservare un pace che è solo una condizione transitoria. Ma se dietro a ogni grande uomo c’è una grande donna, Waldrada, che dà il titolo al romanzo, non è dietro a nessuno. Come tutte le donne dell’epoca è costretta a subire gli eventi, spesso non ha scelta, eppure riesce a essere protagonista della sua vita e a condizionare positivamente le esistenze di coloro che la circondano. Una donna forte, moderna, diremmo noi, tesse i fili di diversi destini e li incrocia con pazienza infinita, con una capacità di soffire degna di una martire, ma anche di reagire da vera eroina.

  3. Valutato 5 su 5

    Claudio –

    La storia mi ha catturato e in poche righe ho subito provato simpatia per i due personaggi principali. Una storia di convivenza fra barbari, mai diventati veramente romani, e soldati di Roma, spesso non meno “barbari” di loro, perché generalmente erano reclutati nelle aree più arretrate e primitive dell’Impero. In mezzo, un uomo e una donna che cercano almeno di limitare i danni smussando gli angoli. Non so, a dire il vero, se fosse così che andavano normalmente le cose, ma l’Autore ci tiene a farci capire che era una situazione di emergenza. Penso anche al senso di smarrimento, di abbandono, quando un comandante e i suoi soldati rimangono senza ordini precisi, senza neanche più sapere quale sia l’autorità a cui si deve obbedire, di fronte a situazioni nuove e impreviste. Per gente come i romani che aveva la fissa dei regolamenti e delle procedure, dev’essere stato un trauma.

  4. Valutato 5 su 5

    Cinzia –

    “La donna del Tribuno” mette insieme le caratteristiche di un solido romanzo storico e di una narrazione d’avventura di quelle sbrigliate ma nello stesso tempo coi piedi per terra. Le parti storiche occupano uno spazio definito, senza mai debordare, e sullo sfondo si avverte l’eco delle questioni politiche, militari, religiose. Ma quello che piace al lettore è anche la vita quotidiana del soldato romano: l’addestramento, le guardie, i regolamenti, la guerra non solo sul campo di battaglia, ma anche quando si costruisce un accampamento per viverci. Dall’altra parte, c’è l’occupazione militare vista dai civili, soprattutto dalle donne. In questo contesto, la storia dei due protagonisti che si sviluppa l’ho trovata perfettamente coerente.

  5. Valutato 5 su 5

    Francesco Capretti –

    Un avvincente romanzo storico, che fa capire tutta la complessità del rapporto fra romani e barbari. Qui siano ancora a due secoli dalla caduta dell’Impero, eppure in queste pagine capiamo come ai confini la situazione fosse già instabile e quanto mai complicata. Difficile stabilire limiti certi: barbari che depredano villaggi, romani che tirano avanti senza ordini specifici, germani che cercano solo pace e stabilità, latini pronti all’accoglienza e al compromesso… A guidarci in questa instabile situazione Waldrada, una donna eccezionale eppure specchio della situazione femminile in quell’epoca.

Aggiungi una recensione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Carrello