La camera celeste

di Anna Viale

€10.00

Anna Viale

La camera celeste

ISBN 978-88-97469-49-0, pp. 192, prezzo di copertina € 10,00, Collana di narrativa ANUNNAKI

 

Livia e Flaminia sono due sorelle che vivono a Roma, hanno una vera passione per i classici e l’ornitologia e nello sgabuzzino un’ingombrante valigia piena di soldi ereditata dal padre, avvocato e ciurmatore assai poco compianto. Alla strada hanno sempre preferito il salotto di casa e del mondo sanno poco e nulla. Invece Zelvira, ai tempi compagna di scuola di Livia, è una tipa sveglia e Flaminia ne subisce il fascino: telefonini, trucchi, ragazzi; la leggerezza, finalmente! Una leggerezza che le porterà a Pisa e Livia dietro a loro, all’inseguimento, ma il tutto avviene, appunto, con la leggerezza che è la cifra stilistica dell’intero romanzo. Un romanzo che scivola dalla realtà al sogno, andata e ritorno, che scorre, a tratti carsicamente, senza strappi, con la dolcezza della fiaba e un’ironia tutta moderna, consapevole, sorniona, che ama schernirsi con una strizzatina d’occhio. Uno sguardo semplice sulla semplicità, da cui spontaneamente scaturisce il surrealismo. Un surrealismo a pastelli. La tinta è celeste, naturalmente.

21 recensioni per La camera celeste

  1. Valutato 5 su 5

    Chiara Babocci –

    L’equilibrio precario della vita di due sorelle viene rotto da un’amica d’infanzia e nulla sarà più come prima.

    A un primo impatto la trama ricorda “Che fine ha fatto Baby Jane” ma qui, il racconto in prima persona rende tutto frenetico, a volte confuso; come la mente di Livia, la sorella maggiore. Flaminia, vive in un mondo tutto suo fatto di desideri esauditi, senza se e senza ma, dalla sorella. Quando si rende conto che il loro è un rapporto morboso e simbiotico, scappa: accecata da false promesse.

    Allora Livia tramuta l’amore in odio, anch’esso malato: sfrutta la sorella per poi abbandonarla di nascosto, come Flaminia fece con lei.

    La struttura e i dialoghi del romanzo sono leggeri e questo stride maggiormente con l’intreccio alla base.

    Si può iniziare questo libro con spensieratezza ma finendolo ci si renderà conto in quale abisso la mente umana può cadere.

  2. Valutato 4 su 5

    Giulia Lombardo –

    SOLDI BENE O MALE?
    Quando si dice che i soldi non fanno la felicità è vero, ma è altrettanto vero che proprio i soldi complicano spesso i rapporti, è un bel libro che ti fa riflettere e che al termine ti lascia con tante domande e quando ciò accade vuol dire che il libro merita di essere letto.

  3. Valutato 5 su 5

    Valentina Tomassetti –

    Il libro racconta la storia di due sorelle, Livia e Flaminia, che dopo la morte del padre si ritrovano improvvisamente ricche grazie ad una valigia piena di soldi che l’uomo lascia loro (denaro guadagnato- da come si intuisce- dai traffici illeciti e di dubbia moralità che il genitore aveva). Entrambe vivono rinchiuse in casa, per propria scelta,leggono, studiano moltissimo e non hanno nessun tipo di contatto con la tecnologia. Sono entrambe due ragazze particolari, molto fuori dal comune, e da dietro le finestre di casa loro spiano la vita delle persone vedendola come una dimensione molto lontana da loro.Livia è la più grande, ed è ossessionata da tutto quel denaro, tanto che lo conta in continuazione, quasi come una terapia, un rituale che la conforta. Flaminia è la sorella più piccola, manipolabile e un po’ svanita, ma più cresce e più la sua bellezza sboccia come un fiore, al contrario di Livia che invece evita anche di sorridere perché le manca un dente. Le due sorelle sono in continuo conflitto, ma si vogliono bene e sono entrambe una il sostegno dell’altra, ma è sempre Livia ha tenere i conti e non lascia denaro alla sorella. Da principio Flaminia è accondiscendente a Livia, anche perché quando desidera comperare qualcosa, come ad esempio vestiti verdi, in stile dama dell’ottocento, la sorella l’accompagna ai mercati dell’usato e le compra quello che preferisce. Con il passare del tempo, un po’ perché cresce e manifesta la voglia di conoscere il mondo fuori, un po’ perché entra in contatto con una ex compagna di scuola di Livia- che si presenta a casa loro per fare le condoglianze per la morte del padre-, Flaminia inizia a sentirsi prigioniera e un giorno scappa, portando con sé la valigia piena di soldi. Livia- che stava invece come in paradiso dentro la sua casa- prende il coraggio di andarla a cercare, perché sa che la sorella si è diretta a Pisa, dove la sua ex compagna di classe era diretta. Prima di partire lascia i suoi canarini-acquistati dopo la fuga della sorella- alla donna coreana che fa le pulizie e vive nel loro stesso palazzo, spiegandole la sua passione per gli uccelli e che tornerà a prenderli massimo entro una settimana. Dopo aver girovagato in lungo e in largo per Pisa riesce a ritrovare la sorella, la quale si è sistemata in una stanza fatiscente e sporca, ma Flaminia è sola, ha la sola compagnia di un ragazzo che Livia intravede spiando la sorella. La valigia con i soldi è oramai vuota e Livia inizia a pensare come poterla riempire di nuovo, ma l’idea che inizialmente le sembra geniale, con il passare del tempo le sembra folle e una notte, guardando la sorella dormire, si rende conto che deve andarsene e lasciare la sorella libera di viverla la propria vita.

    Un linguaggio ironico accompagna il lettore lungo tutto la storia, dove la stravaganza delle due sorelle fa sorridere e la storia si presenta davvero divertente, sia per le loro peripezie, sia per le bugie colorite che Livia è in grado di inventare. Scrittura fluida, con descrizioni armoniche e fluttuanti, uno stile fresco che coinvolge il lettore con leggerezza, accompagnandolo in viaggio spensierato.

    Il libro mi è piaciuto, anche se avrei preferito leggere più dettagli sull’attività losca del padre e sul rapporto delle due sorelle con l’uomo, questo viene spiegato all’inizio del libro, ma in maniera marginale e non dettagliata, cosa che invece ritengo poteva rivelarsi importante per comprendere più in profondità i dettagli della storia. Il racconto è un po’ utopico, ma si abbraccia perfettamente allo stile scelto per la narrazione del testo. Non ho apprezzato molto la copertina, ma a parte questo, è stata una lettura piacevole che mi ha fatto sorridere.

  4. Valutato 5 su 5

    Gabriele Loddo –

    Il lettore de “La camera celeste” deve essere pronto a tuffarsi in un mare di pensieri e di sentimenti torbidi. La visione della realtà delle protagoniste, Livia e Federica, è acquosa, sfuocata, distorta. Le due giovani sorelle hanno perso tutti i parenti, condizione che, nel bene e nel male, ne ha influenzato la maturità fisica come quella mentale. Portano avanti la loro vita contando esclusivamente sul valore del denaro e di una valigia ereditata dallo zio, che lo contiene. La discrasia di due differenti piani, mondo reale e percepito dei loro occhi, è continua, come se abitanti di mondi paralleli tentassero d’interagire alla ricerca di continui compromessi. Compromessi che Livia, nella sua evidente follia, riesce comunque ad arginare, a controllare e, spesso, a dominare.

    L’autrice ha una scrittura articolata, affascinante, a tratti poetica, trascina il lettore creando un alone che disorienta, vaneggiante e sospeso nel vuoto.

    Sicuramente un romanzo diverso dai soliti contenuti triti e ritriti, tanto per stile che per argomenti. Da leggere per spezzare la monotonia della narrativa più classica.

  5. Valutato 5 su 5

    Valentina Tomassetti –

    Il libro racconta la storia di due sorelle, Livia e Flaminia, che dopo la morte del padre si ritrovano improvvisamente ricche grazie ad una valigia piena di soldi che l'uomo lascia loro (denaro guadagnato- da come si intuisce- dai traffici illeciti e di dubbia moralità che il genitore aveva). Entrambe vivono rinchiuse in casa, per propria scelta, leggono, studiano moltissimo e non hanno nessun tipo di contatto con la tecnologia. Sono entrambe due ragazze particolari, molto fuori dal comune, e da dietro le finestre di casa loro spiano la vita delle persone vedendola come una dimensione molto lontana da loro. Flaminia è la sorella più piccola, manipolabile e un po’; svanita, ma più cresce e più la sua bellezza sboccia come un fiore, al contrario di Livia che invece, che è secca come u chiodo, porta gli occhiali ed evita anche di sorridere perché le manca un dente. Le due sorelle sono in continuo conflitto, ma si vogliono bene. A modo loro…
    Un linguaggio ironico accompagna il lettore lungo tutto la storia, dove la stravaganza delle due sorelle fa sorridere e la storia si presenta davvero divertente, sia per le loro peripezie, sia per le bugie colorite che Livia è in grado di inventare. Scrittura fluida, con descrizioni armoniche e fluttuanti, uno stile fresco che coinvolge il lettore con leggerezza, accompagnandolo in viaggio spensierato.

    Il libro mi è piaciuto, anche se avrei preferito leggere più dettagli sull’attività losca del padre e sul rapporto delle due sorelle con l'uomo, questo viene spiegato all’inizio del libro, ma in maniera marginale e non dettagliata, cosa che invece ritengo poteva rivelarsi importante per comprendere più in profondità i dettagli della storia. Il racconto è un po’ utopico, ma si abbraccia perfettamente allo stile scelto per la narrazione del testo. Non ho apprezzato molto la copertina, ma a parte questo, è stata una lettura piacevole che mi ha fatto sorridere.

  6. Valutato 5 su 5

    Cristina Pivirotto –

    Livia è la protagonista, voce narrante e movimento, perno del racconto. Sua sorella Flaminia è l’amato e fastidioso, a un tempo, elemento di disturbo della sua vita. Un padre-padrone che ha dettato l’imprinting verso l’avarizia e una madre, talmente anaffettiva da essere appena menzionata: questo è il background di vita di Livia e Flaminia. La sicurezza è racchiusa tra le mura della sua casa e dal tocco fisico dei soldi.

    Fuori dalle mura amiche tutto il mondo è fatto di persone uguali le une alle altre, nelle vesti, nei gesti, nelle parole e, senza dubbio, anche nei pensieri. In mezzo agli altri non sono più d’aiuto, alle protagoniste, i classici della letteratura, l’epica e i suoi eroi: il mondo reale è fatto di uomini conformi ad un unico modello, privo di qualità e pieno del nulla.

    Il viaggio da Roma a Pisa, alla ricerca di Flaminia, porta Livia a valutare le luci sui colori e dentro i colori; forme, angoli, lati, rette, tutto è descritto come una cascata sempre scrosciante su ogni ‘qualcosa’ inquadrato dagli occhi della protagonista.

    Flaminia, se vogliamo, altro non è che il doppio di Livia, la parte che rappresenta la libertà prima trascurata, poi invidiata, poi inseguita, sfruttata e, infine, cancellata per tornare alla vera dimensione della sua sicurezza: i soldi.

    Nel lessico ricercato prevalgono le descrizioni, soprattutto nella forma dell’elencazione, della subordinazione, l’eccedenza di virgole e i punti a chiudere frasi che tagliano come rasoi e sollecitano ideazioni di immagini veloci, talvolta grigie come canna di fucile, talvolta colorate di tinte evocative, regalano al testo una forma ansiogena. Le similitudini guidano il lettore fra ornitologia, immagini oniriche e una realtà disassata da quella delle protagoniste, sottolineata dai giudizi sorpresi delle persone che incontrano.

    Avvincente lettura.

  7. Valutato 4 su 5

    Antonella Castaldello –

    Questo libro mi ha un po’ frastornata: ha un inizio ed una fine così repentini che ti viene il dubbio di aver saltato qualche pagina, poi ti prende, ti incuriosisce anche per i personaggi principali così “confusionari” che nascondono fragilità e solitudine. La scrittura è scorrevole e lo si legge con facilità. Bello; a me però ha lasciato un po’ di amaro in bocca nel finale.

  8. Valutato 5 su 5

    Giuseppina Costa –

    Un libro dal sapore strano, che parte leggero come l’acqua lieve di un fiume che scorre tranquillo, ma che poi a un certo punto diventa tumultuoso, si increspa di malinconia e quasi di tristezza. La storia stramba di due sorelle, ricche perché la morte del padre, un vecchio avvocato tirchio con la mania di risparmiare, le lascia eredi di una valigia piena di soldi. Ma mentre Livia vorrebbe tenere i soldi nascosti e segreti, Flaminia non resiste al fascino del denaro e scappa a Pisa assieme a Zelvira, una vecchia compagna di scuola di Livia, che ambisce a godere dei soldi delle due sventate sorelle. Così Flaminia fugge a Pisa e si dà tutta al vivere, ma Livia la raggiunge, la trova e la riporta a sé, ma proprio sul più bello, quando sembra che le due sorelle si siano ritrovate anche sul piano affettivo, avviene la svolta inaspettata, che lascia il lettore stranito e smarrito a chiedersi perché quel sottile senso di sospeso, di insoluto, dove il tutto scorre seguendo una scia di pesante leggerezza, volutamente caricata con maestria e intelligenza.

  9. Valutato 5 su 5

    Claudia Consonni –

    “La camera celeste” mi ha spiazzata.
    Un romanzo che ha ben poco di simile ai romanzi che si leggono sempre. All’interno di esso, due sorelle, così diverse, una ossessionata dall’eredita lasciata loro dal padre, l’altra desiderosa di vivere la vita vera, in piena libertà. Un rapporto, il loro, che sembra indissolubile.
    In realtà, quando un’amica d’infanzia di Flaminia, le mostra cosa c’è al di fuori di quella casa, ella non perde tempo ad andarsene. Ma fa un errore fatale: porta con sé la valigia piena di soldi. E questo, per la sorella é inaccettabile! Un romanzo davvero particolare, diverso, che accarezza il thriller e si tuffa nella psiche umana..
    Lo consiglierei vivamente a chi ama navigare nelle sfumature della mente umana.

  10. Valutato 4 su 5

    Beatrice De Luca –

    TRA SOGNO E INCUBO

    Livia e Flaminia sono due sorelle, recentemente rimaste orfane senza troppo compianto, completamente sole e inconsapevoli della vita fuori dalle mura della loro casa. I loro unici interessi girano intorno ai classici, all’ornitologia e a una valigia piede di soldi, l’unica cosa che ha lasciato loro il padre. Vivono fuori dal tempo e dallo spazio. Finché non irrompe Zelvira, nelle loro vite, mostrando uno spaccato di vita fatto di jeans, cellulari e la leggerezza della giovinezza. Flaminia allora scapperà a Pisa con lei e con la valigia dei soldi. E a Livia non resterà altro che una quotidianità fatta di riflessioni deliranti, di ossessioni e manie di controllo, che la porteranno ad andare in cerca della sorella perduta, forse, per sempre.
    Questo romanzo è delirante, non so come altro definirlo. È a metà tra un sogno e un incubo fatto di ansia e manie. È attraverso gli occhi di Livia che vediamo la realtà, è nella sua mente che andiamo sempre più a fondo in un gorgo di certezze distorte e completo distacco dalla realtà. Se questo era l’intento dell’autrice, direi che ha fatto un ottimo lavoro.
    Consigliato a chi non ha paura di perdersi tra i fili di pensieri sconnessi.

  11. Valutato 5 su 5

    Michela Cenci –

    Probabilmente la narrazione positivamente più disorientante mai letta!
    Spiazzante perché la storia inizia più come una fiaba d’altri tempi, con due sorelle rimaste orfane di padre(neanche troppo compianto) e della loro vita in questa grande casa. A far loro compagnia una grande valigia piena di soldi( eredità lasciata dal padre) che viene controllata e puntualmente, in modo ossessivo, viene fatta la conta dei soldi che contiene.
    Il racconto è in soggettiva e da subito si entra nella mente delle due protagoniste, soprattutto di Livia, la maggiore, che riesce a soggiogare la sorella minore, Flaminia. Due menti fatti di disturbi, di disagi, paure e fobie, e una grande passione per l’ornitologia.
    A rompere questa oscura e leggera favola mentale, un’amica di infanzia che porterà la storia a Pisa, in una grande camera, che servirà per recuperare quei soldi rubati e sperperati da Flaminia. Soldi recuperati grazie al giogo mentale di Livia sulla mente della sorella che la convincerà ad usare il suo sinuoso corpo per riempire nuovamente di denari quel bagaglio.
    Un racconto torbido raccontato con la leggerezza di una favola moderna; una favola che, manco a dirlo, si colora di celeste!

  12. Valutato 5 su 5

    Simonetta Giuliani –

    Libro ben fatto, coinvolgente. L’ossessione di Livia per quella valigia, la comparsa dell’amica d’infanzia che crea disordine nella loro vita, mostrando un mondo esterno apparentemente estraneo mi fanno naufragare in una favola moderna dove il lieto fine, a mio avviso, è soggettivo! Consigliatissimo…

  13. Valutato 4 su 5

    Lamarinda Blog –

    Più che un romanzo, lo definirei un esercizio di stile, un virtuosismo lessicale che mette quasi in secondo piano la trama, che sembra perdersi come nel racconto di un sogno. L’attenzione dell’autrice è tutta per la scelta di ogni singola parola, di ogni singola virgola, con il risultato di un’opera stilisticamente perfetta, elegante e musicale. Raramente una lettura è così piacevole nella sua ricercatezza.

  14. Valutato 5 su 5

    Sebastiano –

    E’ veramente difficile per me spiegare perché ho apprezzato questo romanzo. Ciò deriva dal fatto che si tratta di un opera molto particolare, difficilmente inquadrabile in un genere specifico. Premetto quindi che non è una lettura adatta a tutti: chi necessita di un procedere logico, di una trama e di personaggi ben definiti, di una cornice narrativa ben strutturata, non si troverà bene con questo romanzo. Ma chi riuscirà a andare oltre questi aspetti ed a sintonizzarsi con le due protagoniste, ad entrare nella loro realtà surreale e leggera, si imbatterà in una lettura incredibilmente appassionante e magnetica.
    La prosa è infatti l’elemento forte dell’opera: comprensibile ed aperta a tutti, ma allo stesso tempo ricercata, curata e stravagante. Ad un primo impatto, sono rimasto spiazzato dalla lunghezza di alcuni periodi, dal continuo moltiplicarsi di virgole e di frasi che sembravano non concludersi mai. Ma è appunto questo lo strano incantesimo del testo: ti attira, ti ipnotizza e ti trascina tra le parole, come un fiume che scorre all’interno del lettore. Per apprezzare il romanzo e quindi per vivere al meglio il testo, bisogna fare un po’ come le protagoniste: rompere i soliti schermi e distaccarsi dalla realtà, librandosi in volo e godendosi la libertà della leggerezza.
    All’interno di questo fluire, conosceremo il mondo di Livia e Flaminia, due sorelle che decidono di isolarsi dal mondo esterno e di vivere a modo loro la loro quotidianità, con i loro libri, le loro riflessioni, la loro passione per l’ornitologia e le tragedie greche. La realtà verrà poi, inevitabilmente a bussare alla loro porta, sotto forma di una amica, di telefoni, dell’illusione di amori e possibilità.
    La contrapposizione tra le due sorelle è molto forte: Livia, la vera protagonista ed il punto di vista da cui vediamo la storia, rimarrà ancorata al proprio mondo, senza farsi rapire dagli stimoli provenienti dall’esterno; Flaminia, invece, sarà maggiormente attirata dalla realtà al di fuori della propria casa e si farà irretire dalle illusioni del mondo.
    Molto forte la critica sociale, del modo di vivere dell’uomo moderno che emerge dalle descrizioni di Livia, spirito libero e leggero come un uccello: alla ragazza, le persone appaiono come “busti pesanti e solidi come colonne, condannate a terra”. E allora Livia proverà a riportare Flaminia nella realtà che si erano inventate, proverà ad illuderla nuovamente con i loro voli pindarici fatti di classici, di eroi, di amori puri e candidi. Ma capirà ben presto, che anche alcuni sogni sono come gabbie, sono costrizioni, anche se hanno il colore del cielo e la sicurezza delle mura della propria casa. In mezzo a questo, tanti temi, riflessioni e simboli: l’attaccamento verso il denaro, la malignità, la scoperta della sessualità. Tutto vissuto con la leggerezza e particolarità di un romanzo di cui consiglio vivamente la lettura, a chi è capace per un momento di rompere i propri schemi e godersi questo volo libero dai vincoli e dalle gabbie del nostro tempo.

  15. Valutato 5 su 5

    Daniela Rocchi –

    Vieni catapultato nella vita di due sorelle, Livia e Flaminia, le quali sono succubi di un padre padrone ed una madre assente, l’autrice ne parla pochissimo, alla morte del padre si ritrovano sole e con una valigia piena zeppa di soldi come eredità.
    Vivono in un mondo tutto loro, isolate, fino a quando non ricevono la visita di una compagna di scuola di Livia, Zelvira, la quale inizia a far conoscere il mondo reale a Flaminia, desiderosa di vivere una vita diversa e lontana dalla sorella. Dopo un litigio, Flaminia esce di casa con tutti i soldi pronta a seguire Zelvira a Pisa.
    Livia si ritrova sola e dopo il primo smarrimento, inizia piano piano a mettere a punto un piano per ritrovare la sorella ed i soldi.
    Va a Pisa, ritrova la sorella ma non i soldi e nella mente di Livia inizia a prendere forma un’idea, una sorta di punizione travestita da affetto. Decide e convince Flaminia ad aiutarla a ricostituire il “tesoretto” lasciato dal padre, e lo fa nel modo più spregevole facendo fare a Flaminia il mestiere più antico del mondo.
    Compra una valigia e piano piano la riempie di soldi, una volta piena, saluta nel sonno Flaminia e se ne ritorna a Roma.
    Un libro molto bello e originale.

  16. Valutato 5 su 5

    Rossella Murano –

    Questo romanzo racconta la storia di due sorelle romane, Flaminia, la più piccola, e Livia, raccontata dal punto di vista della maggiore. Entrambe le sorelle sono appassionate di libri, di opere e di ornitologia, ma la piccola è desiderosa di una vita “normale”, come quella delle altre ragazze della sua età. Le ragazze vivono recluse, lontane dai loro coetanei, come se fossero in un modo diverso, finché il padre padrone, avvocato stimatissimo dagli altri ma odiato dalle figlie, muore e lascia una valigia piena di soldi. La piccola vorrebbe spendere quei soldi in vestiti sgargianti, verdi o viola, mentre la grande vorrebbe conservarli per potersene vantare con gli altri. Da qui in poi, le due ragazze si trovano a discutere su molte cose finché, un giorno, una vecchia amica di Livia, Zelvira, fa loro visita. Flaminia rimane affascinata dai blue jeans, dal telefono e dalla moda di Zelvira e inizia a uscire con lei e i suoi amici. Ad un certo punto, un giorno, Livia scopre che la sorella è partita con Zelvira per Pisa, portandosi dietro l’intera valigia dei soldi. Da qui in poi, lascio la scoperta a voi. Come finirà?
    ~
    È un romanzo molto introspettivo. È difficile entrare nella mente di una ragazza così complessa , com’è Livia, per questo inizialmente ho fatto fatica a leggere questo libro. Via via, prendendo il ritmo, mi sono affezionata alla narratrice e le sono stata vicino, pur non comprendendo alcune delle sue scelte. Tratta Flaminia come se fosse di sua proprietà, esattamente come il padre faceva con entrambe. Capisco perché sia arrivata a fare ciò che ha fatto, visto che non sapeva cosa stesse facendo effettivamente, essendo cresciuta in una bolla senza influenze positive e senza sapere ciò che fosse giusto o sbagliato.
    ~
    Voglio fare personalmente i miei complimenti all’autrice. Come ho detto, è difficilissimo scrivere dal punto di vista di un personaggio così complesso, con un passato altrettanto difficile. La passione per l’ornitologia accompagna i vari momenti in cui si trova Livia, le sue paure e i suoi pensieri. Pochi romanzi mi hanno sconvolto così negli ultimi anni, bellissimo lavoro.

  17. Valutato 4 su 5

    Tatiana Trova –

    “La camera celeste. Un romanzo psicologico, una fiaba moderna tra misteri e ornitologia” di Anna Viale

    Nel caso di questo romanzo bisogna ammettere che mai titolo fu più adatto: proprio come in ogni fiaba che si rispetti, la storia si dipana a partire da una situazione iniziale di relativa calma attraverso una sequenza di eventi che potremmo definire come imprevisto, cambiamento, ricerca e risoluzione, per arrivare poi ad una fine che però è certamente più fiabesca che tipicamente da fiaba. Perché in realtà, più che lo svolgimento della trama, quello che conta in questo romanzo è il dispiegarsi di un linguaggio immaginifico, onirico, che, prima lentamente e poi sempre più vorticosamente, ci accompagna verso la conclusione. Che conclusione non è, ma anzi, pare quasi un nuovo inizio (di vita? Di un sogno? Difficile dirlo).

    Il tutto è funzionale al racconto di un periodo circoscritto nella vita di due sorelle, unite morbosamente da un lato tra di loro, e dall’altro con una valigia contenente mazzette e mazzette di denaro dalla provenienza quantomeno dubbia. I sentimenti delle due vengono indagati e sviscerati, ma lasciano nel lettore un senso di estraneità ed incomprensione, mettendo in evidenza lo stato psicologico alterato della protagoniste, che sono state cresciute in un regime di pressoché totale isolamento dal mondo e dalla realtà, nutrite a classici greci e tragedie shakespeariane da un padre sui generis. Il continuo rimando all’ornitologia ed al volo degli uccelli, così come alle ampiezze del cielo e del mare simulate dalla “camera celeste” del titolo, riflettono un anelito a una libertà che difficilmente le due riescono anche solo a concepire, ingabbiate dalla propria forma mentis distorta. Difatti la “camera celeste”, che inizialmente sembrerebbe essere un luogo da sogno costruito per dimenticare le brutture del mondo, si rivela teatro di una realtà estremamente cruda e concreta.

    In conclusione, una lettura non immediata ma mai banale, che induce a profonda riflessione sull’idea che ognuno di noi ha della normalità e di una vita serena. Consigliato a chi ha voglia di pensare.

  18. Valutato 4 su 5

    Fabiana Ferrari –

    “La camera celeste” è un romanzo molto particolare. All’inizio ho fatto molta fatica ad entrare nel racconto, a tratti non lo comprendevo quasi. Spesso non capivo se si svolgeva nel passato o nel presente. Poi improvvisamente è diventato tutto molto chiaro e semplice da leggere.
    È un romanzo introspettivo. Si fatica entrare nella mente di Livia, per questo ho trovato difficoltà all’inizio del libro. Riesce a vedere le cosa in modo differente. Sembra una persona del passato catapultatata ai giorni nostri. Diverso è il trattamento che riserva alla sorella Flaminia. Molto vendicativa la “costringe” a risarcirla in un modo poco ortodosso.
    È un libro che consiglio, sapendo che è possibile incontrare alcune difficoltà all’inizio.

  19. Valutato 5 su 5

    Clelia Oliviero –

    Una bella sorpresa…lettura scorrevole.La protagonista Livia vive in un mondo tutto suo,avvolto nella magia di un passato che non c é più…mentre la sorella,inizialmente succube, scopre poi,con un amica arrivata improvvisamente nelle loro vite, la bellezza della giovinezza e della spensieratezza…Il tutto gira attorno a una valigia di soldi lasciata in eredità dal padre defunto,che la sorella Flaminia ruba e scappa a Pisa….la sorella andrà a cercarla e cominceranno una nuova vita…Una storia che lascia un po di tristezza alla fine e porta a una profonda riflessione sulla società moderna,il denaro ecc…

  20. Valutato 5 su 5

    Valentina Franz –

    Un libro direi profondo dove stare al passo con la protagonista non è sempre semplice. Un intreccio tra sogno e realtà, tra narrativa classica e vita moderna il tutto tenuto assieme dall’amore. Amore per le proprie passioni, amore tra due sorelle, amore non sempre comprensibile tuttavia sincero che allevia la solitudine e da senso a vite vissute ai tempi moderni.

  21. Valutato 5 su 5

    Lucia Labanca –

    Onirico e riflessivo

    Il libro è di facile e scorrevole lettura. Le protagoniste sono Livia e Flaminia, due sorelle che vivono in un mondo ovattato fatto di libri e uccelli; un mondo onirico, così estraneo alla contemporaneità tanto da apparire decontestualizzato. “Donne” di un’altra epoca per aspetto e mentalità; ci si rende conto di essere nel XXI solo leggendo le parole euro e telefonino.
    La volontà di Livia è quella di avere il controllo, sull’ingenua Flaminia e sull’ambiente circostante che però si limita alle quattro mura di casa.
    La riflessione, che risulta molto attuale, viene fuori dal ruolo dato alla valigia colma di banconote: una sorta di divinità da venerare ogni giorno ossessivamente, di cui prendersi cura, da proteggere e da cui avere protezione.
    L’intrusione in di un’estranea, Zelvira, mina l’equilibrio della storia causando una serie di eventi che mettono in luce il senso di oppressione che Flaminia prova nei confronti della sorella e che la porta a fuggire rincorrendo la libertà. Libertà che viene nuovamente sopraffatta dalla voglia di prevaricazione di Livia che mette in atto la sua vendetta conferendo al romanzo una sensazione di tristezza e rassegnazione.

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