Marie Belloc Lowndes
Il pensionante (Illustrato)
prezzo di copertina € 15,00, Collana di narrativa classica GEŠTINANNA
Un gioiello di suspense, pubblicato nel 1913, dichiaratamente ispirato ai delitti di Whitechapel, attribuiti a “Jack lo Squartatore”, la cui memoria era ancora ben viva negli anni in cui l’autrice Marie Belloc Lowndes lo scrisse.
Ciò che lo rende unico è la prospettiva nella quale si trovano i coniugi Bunting, che dopo aver lasciato il servizio domestico per gestire la propria casa affitto, hanno avuto una serie di sfortune e ora si ritrovano con gli ultimi scellini, nell’urgenza di affittare al più presto le loro stanze vuote.
Ecco che allora, quando un gentiluomo si presenta alla loro porta offrendo di pagare un mese di affitto in anticipo, sono così sollevati da trascurare le stravaganze di Mr. Sleuth, come ad esempio il fatto che costui non ha bagagli e pretende da loro di non chiedere alcuna informazione che lo riguardi.
Nel frattempo Londra è agitata per una serie di orribili omicidi, che hanno a che fare tutti quanti con donne alcoliste. L’assassino lascia il suo biglietto da visita sui corpi: un foglietto triangolare appuntato sui loro vestiti con la scritta “Il Vendicatore”…
Inizialmente Ellen Bunting non pensa al suo inquilino, ma poi il sospetto si insinua lentamente nella mente di lei. Infatti, ogni volta che Mr. Sleuth esce per passeggiate notturne, “Il Vendicatore” entra in azione. Inoltre Mr. Sleuth legge passi della Bibbia poco edificanti delle donne, è totalmente astemio, possiede una misteriosa borsa che tiene sempre sottochiave e ogni volta che esce per le sue passeggiate notturne, “Il Vendicatore” uccide nuovamente.
Il conflitto interiore dei coniugi Bunting oscilla per tutto il romanzo tra il dubbio di colpevolezza del loro inquilino e la necessità di sopravvivenza. Ellen capisce che se quell’uomo è colpevole e lei non fa nulla è come se ne fosse complice, si aggrappa quindi a indizi che lo scagionino e trema al pensiero che se lo denunciasse e fosse innocente perderebbe l’indispensabile rendita dell’affitto.
Fino all’ultimo la domanda sulla colpevolezza di Mr. Sleuth resta aperta. Nonostante gli indizi e un comportamento sospetto, rimane sempre possibile che egli sia solo quello che appare, cioè un solitario e innocuo eccentrico.






ChiaramenteRomance blog –
Romanzo giallo atipico, originale, ricco di suspence. Adoro il genere ma ammetto di non aver mai letto nulla di questa straordinaria autrice che ho scoperto proprio grazie a queste pagine.
La cosa che mi ha colpita e coinvolta maggiormente è il diverso punto di vista da cui si svolge la narrazione. In genere abbiamo un omicidio, un investigatore e un gruppo di sospettati, questo almeno nei grandi classici. Qui invece tutto è abilmente molto scoperto ma altrettanto misterioso.
I coniugi Bunting, ex domestici in pensione, hanno una piccola casa con stanze in affitto. Gli affari non vanno bene e i due toccano l’indigenza finché il destino non manda loro un nuovo pensionante. Un uomo singolare, solitario, enigmatico.
In una Londra attraversata dagli efferati omicidi di Jack Lo Squartatore, il sospetto che nasce nel cuore della signora Buntimg così come nel lettore ha un sapore dolce amaro. Il pensionante è davvero il colpevole oppure solo un introverso ed educato ragazzo? Può la disperazione e l’indigenza giustificare il silenzio della padrona di casa? E’ la suggestione dei racconti che l’amico poliziotto fa al signor Bunting sui vari omicidi a far nascere i sospetti nei coniugi oppure il male si nasconde davvero fra quelle mura?
Mille domande, un crescendo di suspence e angoscia, un’analisi psicologica non solo del pensionante ma anche dei due padroni di casa che scava dentro la coscienza e la mente del lettore che, grazie anche alla favolosa penna dell’autrice, permette di divorare queste pagine.
Consigliatissimo!!!
Laura Lattanzi –
Una storia ben scritta che descrive alla perfezione una Londra lontana, in un altro tempo. Un racconto giallo/noir che non si rivela mai banale, ricco di suspense e colpi di scena. Il finale non è come speravo che fosse, ma nel complesso è comunque una piacevole lettura.
Maya Elizabeth D’Souza –
Questo thriller, pubblicato nel 1913, è divenuto, negli anni un classico del genere, con svariate trasposizioni cinematografiche e teatrali ed è ritenuto il primo scritto in assoluto, in cui si allude agli efferati delitti del famigerato Jack lo Squartatore, che sconvolsero Londra nell’agosto del 1888. L’autrice però, con una geniale intuizione, non si sofferma sulla crudeltà e sugli aspetti brutali dei crimini commessi, che anzi lascia quasi in sottofondo ad aleggiare tra le caliginose strade londinesi, ma si concentra soprattutto sulla prospettiva psicologica, analizzando l’effetto che il tarlo del sospetto può generare nelle persone. Sono, infatti, più i “non detti” che i “detti” a farla da padrone. I pesanti silenzi, gli scricchiolii dei passi nella notte, gli indizi malcelati, il dubbio che si insinua, a poco a poco, con la stessa grigia leggerezza della nebbia che tutto avvolge, soffoca e uniforma. I terribili fatti che accadono restano, come detto, sullo sfondo di una quotidianità che si fa sempre più angosciante e invivibile, riportati solo dalle grida degli strilloni, dagli articoli dei giornali che il signor Bunting, marito dell’affittacamere legge avidamente e da un giovane poliziotto, amico di famiglia, che va spesso a trovare l’anziana coppia. Mentre tutto ciò accade la signora Bunting, seppur accompagnata da pensieri che si fanno ogni giorno più cupi, continua imperterrita a servire al meglio il suo “distinto” pensionante, spinta anche da una certa diffidenza nelle istituzioni, così come dall’istintivo timore del pettegolezzo. Ne risulta dunque non solo un fine thriller psicologico di prim’ordine, caratterizzato da una scrittura sobria e acuta, ma anche una sottile critica della società benpensante dell’epoca in cui fu scritto.
Michela Cenci –
Una Londra gotica e misteriosa fa da palcoscenico ad un giallo,” Il Pensionante”,grande successo
editoriale,che dalla penna di Marie Belloc Lowndes passò all’abile regia del maestro del Brivido Alfred
Hitchcock segnando il cammino del suo successo.
Un giallo dalla narrazione quasi fiabesca muove i protagonisti del racconto; i coniugi Bunting, lui ex
maggiordomo e sua moglie Elena, in una situazione economica disastrosa, accolgono in casa un
pensionante,il Sig Sleuth. Un uomo magro,alto con strane abitudini e un sorriso dolce ma inquietante ,che
paga in anticipo la sua pensione con grande sollievo per i Bunting.
A sconvolgere la tetra Londra un atroce assassino “ Il Vendicatore” che nelle nebbiose notti uccide
violentemente donne ubriache con la squadra di polizia che brancola nel buio.
Fin dall’inizio il racconto sparge indizi, sospetti, presentimenti, timori,dubbi su questo strano personaggio
che occupa la tranquilla casa londinese. Le sue uscite notturne nelle notti di nebbia, i suoi misteriosi
esperimenti, quei versetti della Bibbia recitati a voce alta: un crescendo di emozioni e sensazioni che
tengono il lettore ancorato al libro.
Un momento qualunque , una situazione di paura che coinvolge persone qualsiasi : la formula segreta che
incute spavento in chi legge ,perché potrebbe capitare a chiunque . E’ questo il contesto nel quale il
lettore si trova : cammina con Elena nelle stanze della casa, vede con i suoi occhi il pericolo, avverte la
sua angoscia.
Hitchcock diceva che la paura è necessariamente legata alla suspense; filo conduttore di tutto il racconto
dove si intuisce l’evento finale, tragico o violento, ma il risultato è un coinvolgimento emotivo totale del
lettore!
Assolutamente da leggere!
Primula Galantucci –
I coniugi Bunting, dopo avere lavorato per anni come domestici, decidono di gestire la propria casa da affittare ma una serie di avvenimenti negativi li fa cadere in rovina restando con pochi soldi e parecchie spese da affrontare.
Un giorno un personaggio misterioso arriva e chiede di avere una stanza in affitto, disposto a pagare subito, ma non vuole che gli si facciano domande in merito alla sua vita.
Nel paese c’è un assassino che uccide tutte le donne alcoliste.
Piano piano il sospetto cade su di lui e quindi i proprietari di casa, i coniugi Bunting, cercano di indagare rovistando tra i suoi effetti personali, durante la sua assenza.
Vengono così a crearsi delle perplessità: indagare? Denunciarlo? Perdere l’unico inquilino?
Il pensionante è un libro ricco di suspence, scorrevole, avvincente e mozzafiato.
Giulia Lombardo –
Onestamente non affitterei mai casa agli sconosciuti perchè con la fortuna che ho mi troverei ospite Hannibal Lecter, ma in questo caso i protagonisti affittano camere per professione e il pensionante li salva dall’orlo del fallimento. Solo che ad un certo punto la padrona di casa si trova a realizzare che gli omicidi avvengono sempre quando il suo pensionante esce, quindi che fare denunciare e rinunciare all’affitto per sopravvivere o cercare prove dell’innocenza del pensionante? Ogni capitolo aggiunge un tassello alla storia, ogni capitolo è un crescendo di indizi e colpi di scena, in più le immagini al termine di ogni capitolo aggiungono qualcosa, ma per sapere se realmente colpevole o meno occorre leggere il libro!
Adriana Montanari –
GIALLO CHE NON RIESCI A SMETTERE DI LEGGERE!
Premesso che non sono avezza a leggere romanzi gialli, devo onestamente ammettere che non riuscivo a smettere di leggerlo! L’ho letteralmente divoarato! Il tono e lo stile sono molto coinvolgenti e, seguire la signora Bunting nelle sue elucubrazioni mentali, è stato davvero avvincente. La suspence aumenta pagina dopo pagina fino ad arrivare ad un finale inaspettato. Lo consiglio vivamente a tutti coloro che amano i libri da cui è difficile staccarsi!
Livia De Amicis –
TARLO FISSO
Letto in due giorni, il ritmo è incalzante, il pensiero fisso che un orco sia nella casa di Elena è fisso e costante… Eppure nulla di concreto può confermare o smentire quello che ella pensa.. Fino a che…
Mi è piaciuto molto l’incalzare del ritmo, le immagini sono molto ben realizzate ed il romanzo non è mai scontato.
Stefano Tocci –
Piccola perla letteraria ambientata nella Londra vittoriana dal fascino oscuro. Storia chiaramente ispirata alla vicenda di Jack lo Squartatore, narrata con grande scorrevolezza e piacevolezza. Seguendo un percorso narrativo già nobilitato dalle scrittrici coeve, Marie Belloc Lowndes ci rende spettatori dell’inaspettata vicenda in cui si trova coinvolto un piccolo nucleo familiare della piccola borghesia inglese dell’epoca solo per aver accettato, per sbarcare il lunario, uno sconosciuto in pensione. I sospetti che si addensano sul personaggio creano una continua suspense che incolla il lettore sulle pagine del racconto. Il finale è forse un po’ … “veloce”, lasciando irrisolta qualche curiosità, ma la coinvolgente fluidità dello svolgimento della vicenda è appagante. Questa edizione è impreziosita da belle illustrazioni in tinte oscure, molto suggestive e consone all’ambientazione della storia.
Antonella Castaldello –
Ottimo giallo. Ti attrae fin dai primi capitoli, scritti in modo chiaro e scorrevole. La trama si dipana a poco a poco (senza la presenza di particolari cruenti, lasciando spazio al lettore e alla sua Immaginazione) e la suspence cresce a mano a mano che i delitti si accumulano… E poi la fuga del serial killer che ti lascia un po’ di amaro in bocca ma la speranza di un proseguo. Molto bello: l’ho divorato.
Nina –
Libro appassionante che mi ha tenuta coinvolta fino alla fine. Le illustrazioni accompagnano chi legge dentro la storia volendo sapere quello che potrà succedere nel capitolo successivo ma senza indovinarlo… Edizione da consigliare.
Matilde –
Una serie di delitti sconvolge Londra. L’assassino, che si firma “Il Vendicatore”, è introvabile.
Marito e moglie, ex domestici e ora proprietari di una pensione, rischiano di finire in mezzo alla strada quando un gentiluomo decide di affittare una delle loro stanze.
Il miracolo si è compiuto o forse è solo l’inizio di un incubo?
Un giallo magistrale in cui il sospetto la fa da padrone. Il dubbio, che si insinua prima nella moglie e poi nel marito, è amplificato dal silenzio: nessuno dei due fa parola all’altro di questo tarlo che lo divora.
Ma quando gli indizi portano a una sola possibile conclusione prevarrà la lealtà verso uno sconosciuto o l’istinto di sopravvivenza?
Da leggere!
Danilo Minello –
“Il Pensionante” è un capolavoro di nicchia, scritto da una delle prime (ma poco pubblicizzate) regine del giallo inglese: Marie Adelaide Belloc Lowndes. La vicenda narrata è inoltre ispirata agli efferati omicidi di Jack lo Squartatore, il tutto impreziosito da un’edizione arricchita da illustrazioni pregevoli. Il racconto si dipana scorrevolmente capitolo dopo capitolo, e ad ogni passo aumentano gli indizi e i colpi di scena fino al crescendo finale che lascia un finale aperto ad ogni interpretazione. Il tutto scritto senza bisogno di particolari eccessivamente cruenti o con la necessità di stupire sempre, ma con naturalezza e arguzia. Regalatevi la lettura di questo romanzo scritto agli albori del giallo, non ve ne pentirete!
Cristina Pivirotto –
Potrebbe sembrare un bel romanzo giallo, ma non è solo questo. Le particolarità sono tante, disegnate come uno schema grafico che contiene gli aspetti della psicologia di tante vite che si incontrano oppure si evitano.
Il primo ambito è la bolla familiare dei coniugi Bunting: solitari, esuli dal mondo che li ha tenuti occupati per una vita, avvolti dall’orgoglio come dalla povertà. Mortificati dalle rinunce a tal punto da non sapere come affrontare il domani.
Il pensionante, il fulcro della storia, il signor Sleuth: lui, da solo, è un’entità viva che si infiltra in casa Bunting con la forza del cambiamento. Sarà la luce che si accende illuminando, con il suo denaro, la povera vita dei Bunting, mantenendone la dignità.
Ci sono anche personaggi e vite che si aggiungono nel corso del racconto: la figlia di Bunting, Daisy; il poliziotto Joe Chandler, l’informatore delle gesta del vendicatore, colui che portava dentro la casa dei Bunting le notizie sui particolari dei delitti che, altrimenti, nessuno avrebbe potuto conoscere.
Tutto il racconto è pervaso dallo stesso grigiore di una città immersa nella nebbia e nel freddo, scenario perfetto per i delitti violenti dell’assassino.
La voce degli strilloni è il campanello d’allarme che sollecita la curiosità del signor Bunting e la preoccupazione, sempre più pesante, di sua moglie. Nessuno, a parte lei, può avere contatti diretti con il pensionante; nessuno, a parte lei, conosce le strane, inquietanti abitudini del signor Sleuth, la sua pervicace ricerca della solitudine, la fissazione per gli scritti della Bibbia, le sua silenziose fughe notturne.
E mentre la signora Bunting sospetta sempre più che il suo pensionante sia l’assassino che terrorizza la città, suo marito ne avrà la certezza nell’unica occasione in cui potrà avvicinarsi più d’appresso all’uomo misterioso.
Mondi separati, vite lontane una dall’altra, ma vicine, rasentando i respiri della quotidianità.
Un finale contratto, velocissimo; una conclusione dal ritmo sorprendente, che non ha nulla a che fare con le particolareggiate, lente descrizione del resto del racconto. Ma è anche un finale che non ha soluzione, un’opportunità lasciata al futuro.
Un racconto da leggere tutto d’un fiato, perché non se ne può perdere il ritmo incalzante. Ottima lettura.
Beatrice De Luca –
Una serie di omicidi (palesemente ispirati ai casi di Jack lo Squartatore) turba la quotidianità della Londra di inizio secolo, e la quiete si casa Bunting. Lì abitano due coniugi che per vivere affittano camere che da tempo sono vuote. Ormai quasi caduti in disgrazia, accolgono come un miracolo l’arrivo del misterioso signor Sleuth, il nuovo pensionante che paga bene e in anticipo e che da così pochi problemi da poter chiudere un occhio sui suoi bizzarri comportamenti. Compreso quello di uscire a tarda notte. Se non fosse che nelle notti in cui il misterioso pensionante è fuori, l’altrettanto misterioso assassino che si aggira per la città colpisce di nuovo.
Un giallo molto “educato”, inglese, vittoriano, dove più che la suspense a fare da padrona è la tensione psicologica dei due poveri ospiti, che si ritroveranno attanagliati tra il dubbio di essere complici e nascondere un possibile assassino o rinunciare alla propria salvezza economica che risiede interamente in quell’uomo stravagante.
Una piccola perla tinta di giallo, una scrittura chiara e lineare, pur capace di tenere attaccati alla storia fino all’ultima pagina, quella di Marie Belloc, che non ha nulla da invidiare alla sua quasi coetanea “rivale” Agata Christie, che pure ha goduto di maggior fortuna.
Questa edizione, illustrata, rende la storia ancora più preziosa.
Maria La Battaglia –
Davvero una splendida lettura, narrazione straordinaria, ritmo incalzante e quel dubbio che per tutto il libro pervade i signori Bunting, poi esplode con un finale degno di un moderno thriller psicologico. Chi si aspetta descrizioni macabre, o un giallo classico con sospetti e indagini rimarrà deluso, qui è la suspense a fare da padrona.
Antonella Angelillo –
Giallo interessante
Questo romanzo è molto coinvolgente, rapisce il lettore senza in realtà far fare o dire ai protagonisti cose eccezionali. L’atmosfera è, se vogliamo, un po’ noir e la descrizione degli ambienti, dei personaggi e dei vari particolari è magistrale.
Manuela Pelosin –
Suspense dalla prima all’ultima pagina
Romanzo datato 1913 che riporta per allusione agli omicidi di Jack lo Squartatore. Per la prima volta però invece di parlare dei delitti la scrittrice si sofferma sull’omicida, o meglio su chi lo circonda, ovvero i signori Bunting che gli affittano la camera. Entrambi i coniugi, lei prima, lui verso la fine, scoprono chi si cela dietro al loro pensionante ma entrambi, un pò per paura, un pò per avidità, restano in silenzio non solo con l’amico poliziotto ma anche tra loro. Un thriller psicologico più che un romanzo, scritto con una maestria che te lo fa divorare, senti la nebbia londinese penetrarti nelle ossa, i passi riecheggiare nella notte, la suspense data dal fatto di sentire il pensionante scendere a tarda ora e la preghiera di non ricevere gli strilloni con notizie di morte. Un libro di primo ordine, assolutamente da leggere
Simona Vacca –
Ottima scelta!
Quando si scorrono le pagine di questo libro sembra di essere seduti nella casa dei signori Bunting, avvolta nella grigia nebbiolina inglese e sembra quasi di percepirne il buio e l’umidità.
Si riesce a vivere il disagio e l’urgenza dei coniugi e a condividere i loro problemi. Insieme alla vicenda “noir” legata agli omicidi scorre parallela in maniera fluida, quasi a diventare assoluta protagonista, la vita e l’inquietudine della signora Bunting, portando a profonde riflessioni.
Davvero un ottimo libro, è stato un dispiacere finirlo!
Giusy Fasino –
Libro ben scritto, con una propensione ad analizzare l’animo umano nella sua motivazione più profonda che ne determina l’azione. Il finale potrebbe essere scontato, eppure per come si susseguono le vicende dei protagonisti e ci si immedesima nelle loro scelte “taciute”, la suspense rimane alta. La parte più macabra è trattata sotto un velo di oscurità, così da non risultare troppo forte ma contribuire comunque a creare trepidazione. Consigliato!
Lamarinda Blog –
Il romanzo è ambientato in una Londra gotica di inizio ‘900 in cui si aggira il misterioso Vendicatore, un serial killer che, sulle orme di Jack lo Squartatore, uccide donne sole per poi scomparire nella nebbia.
La polizia indaga, ma nessuno pare riuscire ad identificare il misterioso assassino.
Gli unici in grado di raccogliere timidi indizi sono i coniugi Bunting, una coppia di domestici in pensione, che nella loro casa ospitano il solitario Mr. Sleuth.
Il pensionante passa il suo tempo in ascetica lettura dei versetti della Bibbia e non esce di casa che a notte fonda, dopo che è calata la nebbia.
Più gli omicidi diventano efferati, più i sospetti dei due coniugi aumentano ma, in un silenzio carico di terrore, nessuno dei due riesce a trovare la forza di confidarsi all’altro.
Per gli amanti del genere, leggere questo romanzo sarà un vero e proprio tuffo nel passato, sia per l’ambientazione che per lo stile un po’ “arsenico e vecchi merletti” che dà un fascino tutto speciale alla lettura.
L’edizione di Gilgamesh poi ha il valore aggiunto delle belle illustrazioni che accompagnano il testo, tanto forse da far preferire l’edizione cartacea all’ebook
Silvia Turco –
Il pensionante è un libro molto coinvolgente, in grado di riportare il lettore nella Londra del 1800. Lo stile di scrittura è molto curato, e, grazie a questo, è in grado di far vedere la storia come se si stesse leggendo un film. Un romanzo che consiglio vivamente, e che merita di essere letto.