Il Giallo del Giallo

di Fausto Bertolini

15.00

Fausto Bertolini

Il Giallo del Giallo

ISBN 978-88-6867-632-2, pp. 152, prezzo di copertina € 15,00, Collana di narrativa ANUNNAKI

 

Un altro caso per il commissario Codilupo, chiamato Lupo per accorciare i tempi d’azione, e per il suo fidato vice Caruso. Già protagonisti dei precedenti tre gialli di Fausto Bertolini (Il caso Satanas, Giulietta deve morire e Gli omicidi del Colosseo, tutti editi dalla casa editrice Gilgamesh), questa volta i due sono chiamati a sbrogliare una matassa davvero intricata.

Un giorno, nel bel mezzo di un pomeriggio romano, alla Centrale arriva una chiamata: una certa Ada Sinatra – la quale, come tutti ci tengono a sottolineare, non è parente del noto Frank – denuncia l’omicidio del famosissimo Professore, un uomo conosciuto in tutto il mondo per le sue traduzioni dal greco e dal latino. La vittima, però, ha anche un’altra passione: egli è, infatti, un entusiasta divoratore di libri gialli, tanto da far parte persino di una confraternita. Ed è grazie a questo suo amore per la classicità e il genere poliziesco che il Professore è venuto in possesso del più antico giallo di tutti i tempi. È forse per questo che è stato ucciso?

Il giallo del giallo è un meta-racconto, in cui personaggi e autore dialogano tra loro pagina dopo pagina. È un libro stravagante, a tratti delirante, fuori dagli schemi. Come agirà il commissario Lupo per scovare l’assassino?

16 recensioni per Il Giallo del Giallo

  1. Valutato 5 su 5

    Sabrina Budicin

    E’ il primo giallo dell’autore che leggo, devo ammetterlo. E l’unica parola per descriverlo, a parer mio, è caleidoscopico. C’è il morto, l’intricata storia dietro alla morte, del morto. Ci sono le indagini del poliziotto veterano, del suo vice, del medico della Morgue, ci sono le intuizioni della moglie del vice e sopra a tutti aleggia l’autore, a ingarbugliare ancora di più le vicende.

    Da leggere, con spirito investigativo!

  2. Valutato 4 su 5

    Laura Caterini

    Difficile commentare questo libro che presenta molte sfaccettature:
    – eccellente e originale l’idea di far partecipare alla stesura del libro i personaggi, che infatti sono ben consapevoli di stare dentro una storia scritta e ne commentano lo svolgimento – 5 stelle (perché di più non ce ne sono)
    – ironico e leggero il modo di scrivere, dietro al quale comunque si intravede grande cultura e perfetto stile linguistico – 5 stelle
    – meno convincente, anche se insolito, lo sviluppo dell’indagine e la sua conclusione – 3 stelle

    In conclusione, una media di 4 stelle abbondanti

  3. Valutato 5 su 5

    Michela Cenci

    Di ispirazione barda, o forse piu pirandelliana, nel “Giallo del giallo” , l’autore Fausto Bertolini sceglie la
    tecnica narrativa del “meta”.
    Stavolta però i personaggi non sono in cerca di autore( quello lo conoscono!), ma vanno alla ricerca, di un
    assassino.
    Il morto? Un Professore a cui hanno spaccato la testa con un posacenere e fatto una puntura letale in un
    punto del corpo che si scoprirà leggendo il racconto.
    Diversi gli indiziati ; Lupo( il commissario ) e Caruso (il vice) alla ricerca del giallo rubato e di chi ha
    commesso il pasticciaccio e ovviamente l’assassino che silente per quasi tutto il racconto , sarà l’epilogo
    finale della storia.
    Tutti i partecipanti al giallo del giallo li percepirete come “ lettere stampate che parlano”, consapevoli loro
    stessi di non essere reali se non nella mente dell’autore con il quale tentano l’interazione durante il
    racconto
    Il romanzo si percepisce quasi come una piece teatrale, con un palco d’eccezione : Roma bella, mai
    descritta veramente se non nell’entusiasmo dei tramonti. ( Ma Roma non ha bisogno di essere descritta)!
    Utilizzare la metaletteratura, significa cercare mondi all’interno di mondi, storie all’interno di storie;
    significa squarciare la quarta parete, quella che esiste tra il lettore e il racconto. Chi legge ha la sensazione
    quasi di parlare con i personaggi, come se fossero amici che stanno raccontando una storia. Si è così in
    interazione con i protagonisti che quasi il racconto passa in secondo piano.
    A proposito, quando l’autore del fattaccio confesserà, ricordatevi del posacenere!
    Un complimento personale all’autore che è riuscito con ironia ad utilizzare una tecnica narrativa affatto
    semplice. Non ho letto il libro, l’ho vissuto!

  4. Valutato 5 su 5

    Marika Tommaseo

    Se vi aspettate il solito giallo a narrazione classica, di sicuro non è questo. Un racconto in chiave ironica, divertente, dissacrante. Non mancano di certo i riferimenti alla meraviglie di Roma, ai filosofi greci e latini, il tutto ben mischiato al dipanarsi alternativo della vicenda. L’indizio clou è ben in evidenza e, il nostro amato autore, lo mette il bella mostra, prestate attenzione. Inoltre è carinissimo ed esilarante il pseudo rapporto tra l’autore, costantemente menzionato e, i personaggi. Che dire, divertitevi a leggerlo.

  5. Valutato 5 su 5

    Danilo Minello

    Ho trovato l’ideazione di questo romanzo molto originale e ben congegnata: la trama è di per sè già intricata e, per di più, i personaggi stessi dialogano con l’autore e quest’ultimo invita sapientemente il lettore a partecipare alle indagini, creando così un gioco di specchi in cui si finisce per essere intrappolati da una narrazione dallo stile impeccabile e dalla voglia di dipanare la matassa nella quale ci si trova coinvolti. Non mancheranno i momenti divertenti e le trovate eccentriche, in modo da rendere quest’opera di difficile definizione ma di sicura soddisfazione nell’arrivare all’ultima pagina e, chi lo sa, magari aver anche indovinato la soluzione del giallo!

  6. Valutato 5 su 5

    Barbara Astorri

    Estasiata a dir poco per la scrittura che definirei teatrale la narrazione originale ironica e unica
    I protagonisti e l autore del libro si fronteggiano in continuazione
    Ho amato fin dalle prime righe tutti i personaggi tanto che andrò a leggermi tutti i casi del commissario Lupo ma c è una parola che difficilmente dimenticherò e sorridero’ al pronunciarla …quisquiglie!!!

  7. Valutato 5 su 5

    Giovannella Gattini

    Divertente, a tratti esilarante, IL GIALLO DEL GIALLO – Un romanzo giallo poliziesco ambientato a Roma più pazzo del mondo, di Fausto Bertolini, pubblicato da Gilgamesh Edizioni, si prende gioco della letteratura di genere, pur rispettandone tutti i canoni: suspence (moderata e stemperata dall’ironia), moventi, false piste, tormenti notturni dell’investigatore e una spruzzatina di sesso q.b.
    I personaggi di questo libro non hanno bisogno di affannarsi a salire sul palcoscenico (il riferimento a Pirandello è chiaro) per implorare l’Autore di raccontare la loro storia. Il notissimo filologo e semiologo collega universitario della vittima, sua moglie, odontoiatra ed ex morosa del morto, un granbelpezzodifigliuola, il frate benedettino vecchio amico del professore, il giornalista e critico letterario, l’idraulico, Adalgisa (detta Ada) la signora delle pulizie a ore, il medico legale Costanzo, i due investigatori al terzo caso di omicidio e Adacara, moglie del vicecommissario che appare in alcuni cammei e viene sorpresa ad origliare dietro una pagina o tra le righe, l’autore lo hanno già trovato, per essere precisi è questo che ha trovato (creato) loro consapevoli e rispettosi del ruolo costruito per ciascuno.
    I personaggi dialogano tra loro e molto spesso con l’autore, dando vita ad un esperimento di metaletteratura che rende piacevole la lettura e mette di buonumore strappando spesso un sorriso, con tutto il rispetto per la vittima, rinomato Professore di latino e greco con il daimon della traduzione, costretta in scomode posizioni per tutto il libro, accasciato in posa sconveniente sulla sua scrivania o sul tavolo autoptico.
    Ben consapevoli di essere personaggi legati alla creatività dell’Autore, attenti a non turbarne l’umore e per non perdere la benevolenza dell’Editore stesso, deus ex machina cui devono la loro stessa esistenza e la fortuna del libro, si adeguano a recitare le loro parti rimanendo fedeli al gioco (ancora Pirandello) anche quando, con gli elementi già raccolti, il Commissario Lupo potrebbe correre alla soluzione già a metà del libro e cavare il ragno dal buco, ma è ostacolato “dalle procedure operative che dipendono in toto dalla trama che lo scrittore dipana”.
    In tal senso, il Giallo nel Giallo è un esempio di meta-racconto, “piantala di fare metaletteratura, fai il tuo dovere di personaggio” esclama Lupo rivolto al suo vice, dove l’autore non si limita a scrivere una storia, ma rimane in continuo dialogo con i personaggi che piega al suo volere ed alle sue esigenze letterarie, diventando lui stesso un personaggio del libro, anche se non compare mai di persona, ma “de relato”.
    Il linguaggio “imaginifico” con cui si esprimono i personaggi è, consentitemi la libertà di utilizzare in senso lato questa figura retorica, onomatopeico perché evoca e fa balzare vivi nella nostra mente, la personalità, la professione e le stesse fattezze di ciascuno di loro. I dialoghi assurdi, a tratti surreali, raccontano la storia di un omicidio, anzi due, commessi a distanza di secoli e, forse, il secondo in relazione causa-effetto con il primo.
    Cui prodest? riflette il Commissario Lupo. Il movente? Gelosia, amore, tradimento, denaro, come in ogni giallo ci sono tutti gli elementi perché si compia quel “pasticciaccio brutto” di via delle Vedove n. 8 (per parafrasare il titolo del libro di Carlo Emilio Gadda) che il Commissario Lupo dovrà sbrogliare.

    Il Giallo nel giallo è un libro godibilissimo di cui consiglio la lettura a tutti, non solo ai giallisti, perché pur contenendo tutti gli elementi del genere letterario, non scade nello splatter e non si compiace nel descrivere violenze e perversioni come avviene, ad esempio, nella letteratura del Nord Europa.
    Alla fine, visto che l’ansia non assale chi legge perché stemperata da una buona carica di ironia ed autoironia dell’autore, la scoperta dell’artefice del delitto non costituisce un momento catartico che scioglie la tensione e l’assassino non provoca la nostra riprovazione perché, in fondo, non è cattivo, ma l’ha disegnato così l’autore, come sospira Jessica Rabbit nel film “Chi ha incastrato Roger Rabbit”.

  8. Valutato 4 su 5

    Monica Binotto

    È il primo libro che leggo di Fausto Bertolini e devo dire che mi ha davvero incuriosita. Oltre alla storia, ben costruita e ben scritta, di un delitto del quale il nostro commissario Lupo dovrà scoprire il colpevole, c’è la metastoria altrettanto, se non di più, intrigante. I personaggi, infatti, parlano tra di loro, con l’autore e con il lettore creando una atmosfera davvero particolare per chi legge e si sente, di tanto in tanto, interpellato da questo o quel personaggio. Bisogna prenderci la mano ma, una volta entrati nel meccanismo, ci si diverte davvero. La ricerca dell’assassino viene svolta all’insegna dei tempi lunghi rispetto ai soliti gialli. Il commissario interroga un sospettato al giorno, facendo poche domande che gli servono a costruirsi un’idea di quanto può essere successo al “professore”. Una persona rispettabile con due grandi passioni: le donne e i libri gialli.

  9. Valutato 5 su 5

    Antonella Angelillo

    Dunque, è un po’ difficile commentare questo romanzo…

    Intanto in tutta sincerità non lo consiglio a chi non ama i gialli o a chi li legge solo “per cambiare” perchè ha una trama abbastanza intricata e a tratti surreale.

    Consigliatissimo invece, al contrario, a chi nei gialli ci sguazza e ama immedesimarsi nei personaggi. Personaggi protagonisti di una sorta di metaverso in cui si ha anche l’impressione di dialogare direttamente con loro.

    La narrazione è ironica e spiazzante.

    E’ un romanzo che non leggi semplicemente, ma vivi come se ci fossi letteralmente dentro.

    Per me 5 stelle meritatissime.

  10. Valutato 5 su 5

    Lib(e)ra_mente

    #recensione #recensionelibro

    Fausto Bertolini, Il giallo del giallo

    Gilgamesh Edizioni

    Una storia che ha il gusto di una piece teatrale in cui si entra realmente nella trama solida e accattivante. La capitale si presenta totalmente tra arte, mondezza, manifestazioni e l’eco glorioso del passato. Sceneggiatura perfetta descritta con attenzione al dettaglio.

    ✒️recensione completa sul blog l
    ibra-mente.com

  11. Valutato 5 su 5

    Antonella Castaldello

    Di questo libro c’è da dire che è particolare. Si legge in fretta grazie alla scrittura scorrevole e semplice; qualche volta ci si perde tra le divagazioni ( che secondo me son inserite apposta per confondere un po’ il lettore… che giallo sarebbe se si capisse subito tutto?), ma l’ho trovato molto piacevole…ma alla fine l’assassino chi è? A voi cercare di capirlo.

  12. Valutato 5 su 5

    Livia De amicis

    Bellissimo, sembra una pièce teatrale. A tratti anche comico e soprattutto è la prima volta che l’autore dialoga con i personaggi proprio come se entrasse in scena il regista.
    Non voglio raccontare la trama ma intricata e… quisquilie…. quisquilie…. quisquilie…capirete solo leggendo, ma in fondo sono solo quisquilie.

  13. Valutato 4 su 5

    Erika Frattali

    È la prima volta che leggo un libro dove i personaggi sanno di essere in un libro. Devo dire che è stato strano ma originale. Tra i generi non prediligo i gialli ma non mi è dispiaciuto affatto. Ambientazione fantastica (sono di parte). Si legge piacevolmente anche se a volte ripetitivo. Consiglio per una lettura non impegnativa e anche umoristica.

  14. Valutato 5 su 5

    Daniela Rocchini

    La trama è forse un po’ scontata, ma del resto è un giallo e come tale se non c’è almeno un morto ammazzato o più di uno non si può definire tale. Ma quello che lo rende unico e divertente è proprio l’interazione dei personaggi fra di loro e di conseguenza anche con lo scrittore, rendendoli reali ed a tratti comici, come ad esempio la moglie del vice commissario, Adacara, che viene sorpresa ad origliare tra le righe. Questo libro non si legge…si vive!

  15. Valutato 5 su 5

    Silvia Turco

    Il giallo del giallo è un libro molto particolare a mio avviso, un cui il lettore viene direttamente coinvolto. Uno stile di scrittura davvero molto originale che non avevo mai trovato prima. La storia l’ho trovata ben strutturata, con momenti divertenti. I personaggi, a loro modo, hanno tutti un lato “umano” più o meno evidente e con esclamazione decisamente originali.

  16. Valutato 5 su 5

    Simona Vacca

    Un bel noir, si legge velocemente e si rimane fino alla fine incerti su chi è l’assassino che si rivela totalmente inaspettato.
    Si fa anche un piacevole ripasso di cultura classica.

Aggiungi una recensione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Carrello