Ho visto (J’ai vu)

di Mauro Acquaroni

€12.00

Mauro Acquaroni

Ho visto (J’ai vu)

ISBN 978-88-6867-419-9, pp. 176, prezzo di copertina € 12,00, Collana di narrativa ANUNNAKI

 

J’ai vu… rien; tout juste sorti de l’obscurité, rien que du blanc, si le blanc n’est rien; autour du monde bougeait, je le sentais, mais je ne pouvais pas le voir. Le monde Rien.

J’ai vu des fourmis frénétiques et dévouées à l’oeuvre pour laquelle elles sont nées, courir sans trébucher sur des pistes imaginaires, imparables, insensibles à la chaleur, au froid, à la peur, à tout ce qui n’était pas leur mission.

 

Vite diverse che scorrono sotto gli occhi di un ciliegio, il cui germoglio sbuca sulla Butte di Montmartre nel 1885 e che nulla può fare se non registrare quanto accade.

22 recensioni per Ho visto (J’ai vu)

  1. Valutato 5 su 5

    Antonella Castaldello –

    GLI AVVENIMENTI RACCONTATI DA UN PROTAGONISTA PARTICOLARE

    Bellissimo! Intriga l’idea di un racconto fatto da un protagonista particolare e si legge con estrema facilità perché gli avvenimenti ti incuriosiscono minuto dopo minuto. È un racconto malinconico e realista sulla vita di persone che spesso godono di poca o nulla considerazione. Lascia un po’ di amaro in bocca e di malinconia perché fino all’ultima pagina fa riflettere. Da leggere!

  2. Valutato 5 su 5

    Gabriele Loddo –

    “Vale la pena d’esser vissuta questa vita?”

    Ho provato a ragionare sulla domanda che rappresenta la chiusura amara di “Ho visto”, un romanzo moderno e originale che fa riflettere anche dopo aver girato l’ultima pagina.

    La storia descrive delle difficili vicissitudini di una intera generazione di uomini e donne vissuta in una Parigi che, dal 1885 ai giorni nostri, ha visto trasformare e adeguare le proprie abitudini sociali e politiche all’evolversi dei propri tempi verso un’impegnativa modernità.

    Sì, sarebbe la risposta più logica da dare al quesito se non si fosse degli innati pessimisti. Sì, se solo tutto scorresse al meglio nel breve arco di tempo che il destino ci ha donato. Se la salute, le economie, gli amori, il lavoro o la nostra propensione a combattere, collabisse con la volontà del fato. Certo c’è da dire che, questa, andrebbe ricercata e aiutata, ma quante volte abbiamo ascoltato storie dall’esito infausto nonostante gli sforzi e gli impegni profusi da chi ha affrontato le avversità?

    È una domanda che forse ci siamo già posti, ma la particolarità del romanzo è che a farsela è il protagonista principale: un albero. Un albero che è anche l’io narrante, l’osservatore, il giudice inerme alle fatiche e agli affanni di vite che nascono e maturano in prossimità delle sue fronde. Esistenze a cui si affeziona, che ama e con cui soffre, come fosse un padre, un fratello, un parente stretto. Ed è qui che il romanzo diverge, che sboccia come un fiore. Che intrecciando storie di fantasia alla reale cronaca della recente storia francese ci dona la sua morale: la vita non va e non è mai sprecata. Anche quando sembra che nulla abbia un senso, quando è dura e tutto sembra remarti contro, a qualcuno può aiutare o far piacere la nostra presenza.

  3. Valutato 5 su 5

    Loretta Connery –

    Un libro originale, soprattutto per la scelta dell’io narrante, certamente inconsueto. Nato nell’inverno del 1885 a Parigi, nella zona di Montmartre, osservatore attento e partecipe, diviene presto spettatore muto delle vicende di vita che si svolgono intorno a lui, fino ai giorni nostri. E’ un ciliegio che, quasi come un padre premuroso, segue e conforta, con la sua ombra ed i suoi frutti¸ le difficili esistenze e gli affanni degli uomini e le donne che si susseguono nelle sue vicinanze. Quante volte mi sono chiesta cosa racconterebbero, gli alberi, le panchine o i luoghi che hanno visto scorrere tante vite, spettatori muti di sentimenti, gioie, dolori, rancori… Questo libro me lo ha rivelato. E’ un romanzo malinconico, a volte crudo, ma anche poetico ,a tratti commovente, con punte di ironia. Ogni esistenza non scorre mai lineare, ci sono momenti di sofferenza ed a volte di miseria, anche interiore, alternati ad attimi di timida felicità o di intimo godimento, ma ogni vita, anche la più miserabile o la più sfortunata, vale la pena di essere vissuta, perché si riesce sempre ad essere utili o di conforto a qualcun’altro, spesso anche inconsapevolmente. Ed è lì la gioia più grande, che ci gratifica e ci consola, nonostante le sofferenze vissute.

  4. Valutato 5 su 5

    Marika Tommaseo –

    Questo libro ti conquista l’anima. Un viaggio lungo più di un secolo vissuto attraverso gli “occhi” Di uno spettatore Silente, inaspettato. Un albero. La vita di povera gente semplice intrecciata ai fatti storici salienti, il tutto raccontato magistralmente. Ti si stringe il cuore per le delusioni e gli affanni dei protagonisti, ti senti parte integrante, come se fossi tu a dire HO VISTO.

  5. Valutato 5 su 5

    Michela –

    Un libro da leggere assolutamente, un racconto che si respira ad ogni pagina, una storia che scorre
    attraverso gli “occhi “di un albero.
    Una narrazione completamente in soggettiva che permette al lettore di vivere più di 100 anni di storia
    francese grazie ad un ciliegio, il cui germoglio sbuca sulla Butte di Montmartre nel 1885. Un germoglio,
    poi diventato albero che racconta le vite di alcuni abitanti della città che inevitabilmente si scontrano e si
    incontrano con i fatti della Francia e del mondo.
    Una scrittura vivace che caratterizza ogni protagonista del romanzo e che lascerà al lettore la piacevole
    sensazione di aver quasi toccato con mano ogni storia, ogni perdita, ogni emozione, ogni delusione, ogni
    vittoria di tutti coloro che passando davanti a quel ciliegio hanno contribuito a rendere il racconto
    estremamente coinvolgente ,come la vita!
    Non anticipo nulla sugli attori del racconto ma alla fine della lettura alcuni di loro vi rimarranno impressi
    nel cuore.
    Consigliatissimo!

  6. Valutato 5 su 5

    Alessia –

    L’idea interessante è che la voce narrante è un ciliegio, che attraversa diversi decenni della storia di Parigi. L’elemento che non ho particolarmente apprezzato è che i personaggi sono descritti nelle azioni e meno nelle loro intime caratteristiche.
    In certi momenti ho avuto l’impressione che l’autore avesse fretta di raccontare per arrivare ai giorni nostri a discapito dell’approfondimento di emozioni, sensazioni e caratteri dei personaggi
    In ogni caso, lo stile è vivace e diretto e tiene il lettore attento e incollato alla lettura.
    Certamente consigliato.

  7. Valutato 5 su 5

    Teresa Tigno –

    Un libro straordinario, che fa davvero riflettere su tanti aspetti della vita. Raccontata dal punto di vista di un protagonista decisamente diverso dal solito; un albero.

    Dal 1800 fino al 2019 la voce narrante di questo albero ci accompagna lungo la vita di un gruppo di persone tutte legate tra di loro.

    Le loro scelte di vita, giuste o sbagliate, fino alla loro fine.

    Certo fa riflettere molto, specialmente una tra le ultime frasi: “vale la pena di essere vissuta, questa vita?”

    Ed allora io lo chiedo a voi, visto che siamo anche all’inizio dell’anno nuovo, siete contenti di come le vostre scelte stiano influenzando la vostra vita?

    Grazie sempre alla @gilgameshedizioni per la possibilità di leggere questo libro.

  8. Valutato 5 su 5

    Michela Cenci –

    Un libro da leggere assolutamente, un racconto che si respira ad ogni pagina, una storia che scorre attraverso gli “occhi “di un albero.
    Una narrazione completamente in soggettiva che permette al lettore di vivere più di 100 anni di storia francese grazie ad un ciliegio, il cui germoglio sbuca sulla Butte di Montmartre nel 1885. Un germoglio, poi diventato albero che racconta le vite di alcuni abitanti della città che inevitabilmente si scontrano e si incontrano con i fatti della Francia e del mondo.
    Una scrittura vivace che caratterizza ogni protagonista del romanzo e che lascerà al lettore la piacevole sensazione di aver quasi toccato con mano ogni storia, ogni perdita, ogni emozione, ogni delusione, ogni vittoria di tutti coloro che passando davanti a quel ciliegio hanno contribuito a rendere il racconto estremamente coinvolgente ,come la vita!
    Non anticipo nulla sugli attori del racconto ma alla fine della lettura alcuni di loro vi rimarranno impressi nel cuore.

  9. Valutato 5 su 5

    Daniela Rossi –

    Quando la voce narrante è un albero.

    Più di un secolo di vita narrata da un albero, un ciliegio per l’esattezza, dalla persona che si prende cura di lui quando non è altro che un piccolo germoglio sulla Butte di Montmartre, lo vede lavorare duro, innamorarsi, diventare padre e purtroppo soccombere troppo presto. Osserva i figli dell’uomo che si è preso cura di lui, li vede crescere, innamorarsi, andare a servire la Patria, diventare padri e morire…il ciclo si ripete fino a quando anche per la voce narrante è giunta la fine ma, prima di soccombere vede un piccolo germoglio, un figlio che prende vita…

  10. Valutato 5 su 5

    Nicola Fusco –

    Originale, intenso e di impatto. Narra le vicissitudini della vita umana viste dall’occhio esterno di un albero che, da spettatore, racconta in prima persona le avventure di diverse generazioni che si succedono in un susseguirsi di avvenimenti spesso amari e tragici. Ma alla fine, nonostante tutto, è sempre la vita a vincere.

  11. Valutato 5 su 5

    Sandra –

    È il 1885 quando un germoglio spunta sulla Butte di Montmartre e darà vita ad uno splendido ciliegio, che sarà il narratore della nostra storia. E attraverso lui conosceremo la storia di Olivier, Jean, Pierre, Odette, Janpierrette, Marcel ed Eugene. Un racconto che abbraccia un periodo che va dal 1885 al 2019, più di 100 anni di storia.
    Il ciliegio osserverà la vita dell’uomo che si è preso cura di lui e della sua famiglia nel susseguirsi di cicli che contraddistinguono la nostra vita. Vedrà bambini crescere sotto le sue fronde, diventare adolescenti, poi uomini e iniziare nuovi cicli in un cerchio di vita che mai si interrompe, anche per lui, nostro narratore, che, prima di chiudere il suo ciclo avrà tempo per vedere un suo germoglio spuntare. E la vita continua.
    “Valeva la pena di essere vissuta questa vita?” è l’interrogativo che si pone il ciliegio alla fine del romanzo ed è anche l’interrogativo che lascia a noi lettori.
    Un romanzo un po’ malinconico, che fa riflettere e che vale la pena di essere letto.

  12. Valutato 5 su 5

    Anna Sasanelli –

    La prima cosa che mi ha colpito di questo ebook e’ la cover molto.particolare sembra un quadro,chi l’ ha creata ha dato un volto al protagonista affinche’ non rimanesse anonimo. La storia poi leggerla a poco a poco e’ stata molto emozionante mi sentivo partecipe immedesimandomi con le emozioni e le sensazioni dell’ albero,come se mi avesse preso la mano con uno dei suoi rami. Molto molto toccante.

  13. Valutato 5 su 5

    Diana Borghi –

    Un pezzo di storia raccontato da un ciliegio in modo molto coinvolgente. Ci lascia con un domanda cui è molto difficile rispondere: valeva la pena d’essere vissuta questa vita? Da leggere con un fazzoletto in mano ma quando tutto sembra finito ecco uno spiraglio di speranza.

  14. Valutato 5 su 5

    Giovannella Gattini –

    Molte volte vedendo un albero antico, mi sono chiesta quanti avvenimenti visto nel corso della sua lunga esistenza, quante persone si fossero sedute sotto i suoi rami a godere della sua ombra, di quanti dolori e gioie, lacrime e sorrisi, nascite e morti fosse stato testimone.
    Questa suggestione l’ho ritrovata nel leggere l’originale libro di Mauro Acquaroni, Ho Visto (J’ai vu), pubblicato da Gilgamesh Edizioni, la cui voce narrante è quella di un ciliegio che ci racconta la sua secolare vita con un linguaggio semplice e diretto quale si addice ad un albero selvatico nato non in un frutteto, ma spontaneamente da un seme arrivato lì chissà come.
    Con una visione agli antipodi di quella leopardiana in cui la natura è indifferente alle vicissitudini umane, a tratti matrigna, in questo libro l’albero e gli uomini sono legati in modo indissolubile da un afflato di reciproco amore.
    Il ciliegio, sin dal primo incerto germogliare allo sciogliersi della neve, svetta ogni anno più alto alto e rigoglioso su un’altura osservando le persone che vivono nelle modeste case che gli sorgono attorno e guarda, titubante, l’altro albero scheletrico e ferroso che si sta elevando
    un poco più in là. Senza invidia, ma un poco sbigottito, si chiede perché attiri tante persone sotto di sé.
    Ha visto, il ciliegio, tre ragazzi parlare, scherzare ridere, arrampicarsi sui suoi rami e affettuosamente ne ha sopportato il peso perché gradiva la loro allegria. Non gli facevano male e anzi gli è sempre piaciuto vedere il rispetto e la cura con cui veniva protetto dagli
    uomini perché, in cambio, potesse continuare a donare, anno dopo anno, ombra, fiori bianchi e frutti rossi.
    Ha visto in una pagina di giornale che si era impigliata nei suoi rami, la promessa che i due ragazzi sarebbero tornati dalla guerra prima che le sue foglie fossero cadute.
    Ha visto lacrime, ha sopportato nella sua carne viva, nel suo tronco, la lacerazione di una pallottola, ha bevuto il sangue che bagnava le sue radici, ha sopportato l’intaglio della promessa di un amore infelice ed ha sentito un ramo tendersi sotto il peso di un uomo disperato.
    Ormai diventato alto, l’albero è riuscito a vedere in un cortile “che sarebbe andato stretto ad un gatto” un ragazzo senza amore subire vessazioni e ciò che non ha potuto vedere della sua storia lo ha appreso dai racconti di quelli che venivano a riposare alla sua ombra.
    Ha visto un altro ragazzo amato come un figlio da chi non gli era padre tornare alla piccola casa da cui tutto ha avuto origine e alla pace della sua ombra, stanco del ruolo di involontario leader, quasi un Forrest Gump.
    Generazione dopo generazione, l’albero ha continuato a donare tenerezza e amore e ricorda tutto, inciso nella sua corteccia, filtrato dalle sue radici, ma come ogni cosa passa nella vita degli uomini, sembra che un giorno sia arrivata anche la fine della sua lunga esistenza.
    Ho visto (J’ai vu) è un libro che dona ore di piacevole lettura e si consiglia non soltanto a coloro che già sanno percepire il pulsare della vita che tutto pervade, che ascoltano il respiro di un bosco, che accarezzano le piante per trarne e donare energia, ma anche a chi sente
    germogliare in sé un sentimento panico del rapporto tra natura e uomo che, mai come ora, è sul punto di fratturarsi.

  15. Valutato 5 su 5

    Giovannella Gattini –

    Molte volte vedendo un albero antico, mi sono chiesta quanti avvenimenti visto nel corso della sua lunga esistenza, quante persone si fossero sedute sotto i suoi rami a godere della sua ombra, di quanti dolori e gioie, lacrime e sorrisi, nascite e morti fosse stato testimone.
    Questa suggestione l’ho ritrovata nel leggere l’originale libro di Mauro Acquaroni, Ho Visto (J’ai vu), pubblicato da Gilgamesh Edizioni, la cui voce narrante è quella di un ciliegio che ci racconta la sua secolare vita con un linguaggio semplice e diretto quale si addice ad un albero selvatico nato non in un frutteto, ma spontaneamente da un seme arrivato lì chissà come.
    Con una visione agli antipodi di quella leopardiana in cui la natura è indifferente alle vicissitudini umane, a tratti matrigna, in questo libro l’albero e gli uomini sono legati in modo indissolubile da un afflato di reciproco amore.
    Il ciliegio, sin dal primo incerto germogliare allo sciogliersi della neve, svetta ogni anno più alto alto e rigoglioso su un’altura osservando le persone che vivono nelle modeste case che gli sorgono attorno e guarda, titubante, l’altro albero scheletrico e ferroso che si sta elevando un poco più in là. Senza invidia, ma un poco sbigottito, si chiede perché attiri tante persone sotto di sé.
    Ha visto, il ciliegio, tre ragazzi parlare, scherzare ridere, arrampicarsi sui suoi rami e affettuosamente ne ha sopportato il peso perché gradiva la loro allegria. Non gli facevano male e anzi gli è sempre piaciuto vedere il rispetto e la cura con cui veniva protetto dagli uomini perché, in cambio, potesse continuare a donare, anno dopo anno, ombra, fiori bianchi e frutti rossi.
    Ha visto in una pagina di giornale che si era impigliata nei suoi rami, la promessa che i due ragazzi sarebbero tornati dalla guerra prima che le sue foglie fossero cadute.
    Ha visto lacrime, ha sopportato nella sua carne viva, nel suo tronco, la lacerazione di una pallottola, ha bevuto il sangue che bagnava le sue radici, ha sopportato l’intaglio della promessa di un amore infelice ed ha sentito un ramo tendersi sotto il peso di un uomo disperato.
    Ormai diventato alto, l’albero è riuscito a vedere in un cortile “che sarebbe andato stretto ad un gatto” un ragazzo senza amore subire vessazioni e ciò che non ha potuto vedere della sua storia lo ha appreso dai racconti di quelli che venivano a riposare alla sua ombra.
    Ha visto un altro ragazzo amato come un figlio da chi non gli era padre tornare alla piccola casa da cui tutto ha avuto origine e alla pace della sua ombra, stanco del ruolo di involontario leader, quasi un Forrest Gump.
    Generazione dopo generazione, l’albero ha continuato a donare tenerezza e amore e ricorda tutto, inciso nella sua corteccia, filtrato dalle sue radici, ma come ogni cosa passa nella vita degli uomini, sembra che un giorno sia arrivata anche la fine della sua lunga esistenza.
    Ho visto (J’ai vu) è un libro che dona ore di piacevole lettura e si consiglia non soltanto a coloro che già sanno percepire il pulsare della vita che tutto pervade, che ascoltano il respiro di un bosco, che accarezzano le piante per trarne e donare energia, ma anche a chi sente germogliare in sé un sentimento panico del rapporto tra natura e uomo che, mai come ora, è sul punto di fratturarsi.

  16. Valutato 5 su 5

    Sebastiano –

    Gli alberi non hanno la stessa percezione del tempo dell’essere umano e vivono quasi sospesi nel fiume del tempo, osservando senza giudicare la vita delle persone che lo circondano. Ed è questo l’espediente narrativo usato dall’autore di questo romanzo, piacevole scoperta nel mare di opere che si trovano nello store Amazon.
    “Ho visto” di Mauro Acquaroni è un opera che va vissuta esattamente come l’Io narrante, l’albero che osserva il quartiere parigino di Montmartre dalla fine dell’800 fino ai giorni nostri, e quindi con pazienza, capacità di osservare le vite degli altri senza giudicare, assorbendo placidamente tutti quegli sprazzi di vita che passeranno tra i rami di quest’albero.
    E mentre il suo tronco cresce piano piano in altezza, permettendogli di vedere sempre di più della città francese, il narratore si lascia distrarre da quello che succede in questo piccolo quartiere, cogliendone non solo singole vite, ma proprio il procedere delle generazioni, in questo placido scorrere del tempo. Molti dei personaggi nasceranno vicino alle sue radici, lo vivranno come un loro rifugio dai controsensi della città e gli confideranno i loro sogni, le loro promesse, i loro segreti per sempre al sicuro grazie al loro silenzioso interlocutore.
    La storia ci accompagnerà lungo la vita di 3 ragazzi all’inizio del secolo scorso, sino ai cambiamenti radicali che portarono le due guerre mondiali. Storie di nascite, di vite che si trascineranno avanti appigliandosi a ciò che la vita offrirà loro, storie spesso dolorose e crude, di personaggi al limite della società di cui rappresenteranno simbolicamente i controsensi. E via via che le generazioni si susseguiranno, seguiremo i nuovi arrivati all’alba del nostro tempo, con i suoi cambiamenti rapidi e drastici, con le sue assurdità, ansie e pressioni.
    E proprio al lettore di oggi consiglio la lettura di questo testo, ma sempre con l’atteggiamento che avrebbe il narratore della storia: pazientemente, senza giudicare, accogliendo dolcemente le storie che scorreranno lungo le pagine.

  17. Valutato 5 su 5

    Antonella –

    È veramente un romanzo bello e originale! Una storia lunga più di 100 anni raccontata da un ciliegio che nasce e cresce su una collina francese. Si scopre la vita di diverse persone tutte discendenti di un’unica donna. Sotto il ciliegio si susseguono amori, delusioni, speranze, timori e anche morti. La lettura è scorrevole e l’impostazione letteraria quasi poetica. Lo consiglio!

  18. Valutato 5 su 5

    Barbara –

    La narrazione raccontata da questo albero è talmente viva reale che sembra di veder un film di avvenimenti storici concreti e emozioni contrastanti pagina dopo pagina
    Mauro Acquironi anche con questo libro é stato capace di tenermi concentrata con i suoi personaggi e le loro vicissitudini
    Mi ha lasciato con molti spunti di riflessione e un’amara malinconia per Marcel

  19. Valutato 5 su 5

    Anna Maria Pasquali –

    È una Parigi vista dal punto di vista di un albero, da quando viene piantato a quando muore, diverse generazioni passate sotto i suoi occhi. Si legge piacevolmente e ti trascina sotto l’ombra dei suoi rami.

  20. Valutato 5 su 5

    Donatella Carboni –

    Parigi,fine ‘900
    Dalla sommità di una collina un testimone osserva attento il trascorrere lento della storia; lo fa attraverso le cronache di cinque generazioni di uomini, esistenze legate indissolubilmente alla sua.
    Intrigante la scelta narrativa di dar voce a questo particolare protagonista, gli accadimenti sono espressi senza giudizi, in modo squisitamente descrittivo.
    La lettura risulta piacevole e carica di intensità emotiva.

  21. Valutato 5 su 5

    Primula Galantucci –

    “Ho visto” è un libro che ripercorre un intero secolo di storia francese ma la storia viene narrata da un insolito punto di vista, in un modo originalissimo e da una prospettiva davvero particolare: un ciliegio che da tenero germoglio, fatto nascere sulla Butte di Montmartre da un bambino (che poi diventa adulto, padre, nonno), si vede scivolare sotto gli occhi molteplici eventi e fatti realmente accaduti.
    I personaggi stessi, che si avvicendano passando sotto l’albero, sono tutti descritti benissimo e sanno recitare ottimamente la loro parte tanto che anche il lettore, inevitabilmente, se ne sente partecipe e il bello è che a descriverli è proprio l’albero che si affeziona ad essi, perché fanno parte della sua vita. Fanno parte di una lunga vita che nonostante le perdite, le guerre e le avversità, conserva sempre il sentimento più importante per cui valga la pena essere vissuta: l’amore.
    “Ho visto” di Mauro Acquaroni è un libro davvero bello e originale!

  22. Valutato 5 su 5

    Livia De Amicis –

    L’albero è il vero protagonista della storia. Vede passare il tempo dal 1860 circa fino ai nostri giorni, vede generazioni di uomini e donne che si perdono alla ricerca della tranquillità, di una famiglia e di una vita decorosa, vede nascite e morte… In realtà mi sono sentita molto albero leggendo il libro perché anch’io vedo lo scorrere del tempo e soffro così come soffre l’albero. Je cherche perché in realtà tutti cercano qualcosa o qualcuno, e spesso lo troviamo alla fine della nostra vita in un piccolo esile dolce germoglio. Un libro dove farsi coinvolgere lasciando la mente aperta.

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