Fausto Bertolini
Gli omicidi del Colosseo
ISBN 978-88-6867-425-0, pp. 176, prezzo di copertina € 14,00, Collana di narrativa ANUNNAKI
Stavolta il commissario Lupo è alle perse con una situazione enigmatica, strana e intricata, che terrà col fiato sospeso il lettore fino all’inatteso colpo di scena finale che conclude la narrazione. In una Roma sempre affascinante e misteriosa, si compie la trilogia dei galli del commissario Codilupo, detto Lupo (in precedenza Il caso Satanas e Giulietta deve morire, entrambi editi da Gilgamesh Edizioni). Un furbissimo serial killer si aggira, scaltro e spietato, in una via della capitale, lasciando accanto ai cadaveri degli enigmatici foulards che evocano il contesto affascinante e licenzioso di un noto locale notturno romano, “Il Colosseo”, dove si esibisce una star dello spogliarello, la “Dolce Susanna”, la quale, con la propria fascinosa e scaltra avvenenza, fa innamorare tutti i presenti. Il commissario Lupo, assieme al suo vice Caruso, è chiamato a risolvere un caso senza precedenti, dove il mistero si intreccia alla sorpresa e la sorpresa si conclude con un vero colpo di scena. Un giallo avvincente che tiene il lettore legato al racconto dall’inizio alla fine.






Nancy –
Ultimo libro della trilogia dei gialli del commissario Codilupo, chiamato con il diminutivo Lupo. Una serie di delitti viene compiuta all’interno della capitale. Tutti a poca distanza l’uno dall’altro e sempre con lo stesso rituale. Abbandonato vicino al corpo viene trovato ogni volta un foulard di colore diverso. Tutto sembra riportare a un noto locale notturno di Roma chiamato il "Il Colosseo".
È qui che si esibiscono tante ragazze facendo degli striptease, tra cui anche una giovane di nome Susanna che fra le altre sembra essere quella più attraente. E così che Il commissario Lupo, assieme al suo vice Caruso, è chiamato ad indagare sulla morte di tre pensionati.
La trama a prima vista sembra essere semplice e leggera, anche se ha saltare subito all’occhio è l’utilizzo di uno stile particolare. A far da cornice a tutto è Roma, che con il suo fascino ci porta all’interno di alcune strade e alla descrizione affascinante dei suoi paesaggi e dei suoi famosi monumenti, tutto questo riuscirà a trasmettere un po’ piu’ di mistero a tutto il racconto. Lo stile utilizzato sembra un po’ richiamare quello di Montalbano, fatto di ironia e con una impronta teatrale. Nelle ultime pagine c’è stato un po’ di brio in più, con vari rimandi a quadri e pittori, che hanno portato la storia ad avere una svolta interessante.
Alisea Zamboni –
Premetto che non ho letto gli altri due libri della serie. Non avevo neanche mai sentito parlare di Fausto Bertolini, quindi non sapevo proprio cosa aspettarmi… Di conseguenza il linguaggio e lo stile di scrittura mi hanno preso molto in contropiede.
L'Autore scrive in un modo originale, come se fosse un testo teatrale (cosa perfettamente comprensibile, del resto, visto che Bertolini è uno sceneggiatore teatrale).
Quello che colpisce di più non è tanto il fatto che i personaggi sembrino sapere di essere in un romanzo e interagiscano con l’Autore, cosa che comunque si rivela anche divertente; la cosa che mi ha colpita di più, almeno personalmente, è stato il tempo della narrazione che continuava a cambiare, anche se questo crea un sacco di confusione, soprattutto verso la fine.
Per il resto la storia è originale, con citazioni colte che bilanciano i personaggi e il loro dialetto romano. Tutte le “coincidenze” si incastrano alla perfezione. I colpi di scena arrivano sempre al momento giusto per risvegliare l’attenzione.
Anche la Nota dell’Autore finale non manca di ironia.
Mina Papasidero –
Non conoscevo questo autore e mi ha molto incuriosito il suo modo di scrivere e descrivere i vari personaggi. Un giallo giallastro (rubata all’autore) insolito e semplice (almeno per me amante dei gialli) che divertendoti ti fa venir voglia di finirlo e rileggerlo. Complimenti, perché non sempre un giallo ti diverte.
Noemi –
Irriverente e politicamente scorretto come solo il mondo romano sa essere, il libro, con la scusa di un giallo tutto sommato prevedibile a dispetto del colpo di scena finale, dipinge la Capitale con tutta la sua autolesionistica pigrizia. Il lettore viene tirato per i capelli nella storia e non può sottrarsi dal partecipare.
Carla Daverio –
Non conoscevo l’autore di questo libro, leggere questo giallo è stata una piacevole sorpresa, il racconto ambientato a Roma, che è scritto in modo leggero e scorrevole, si legge tutto in un fiato spaziando tra gli innumerevoli colpi di scena alla ricerca di un inaspettato finale. Consiglio la lettura di questo libro a tutti gli amanti dei gialli!
Luana Ciaralli –
Gli elementi principali del romanzo sono la caratterizzazione di ogni personaggio, l’intervento attivo dell’autore che si interfaccia con il lettore e l’ambientazione nella Città Eterna. Tutti questi elementi, uniti ad un linguaggio scorrevole, rendono la lettura avvincente fino all’ultima pagina.
Giusi –
Fausto Bertolini in questo suo nuovo libro, dal titolo “Gli omicidi del Colosseo” l’ultimo della trilogia di gialli polizieschi con protagonista il commissario Codilupo, detto semplicemente Lupo. Per quanto mi riguarda è la prima lettura che affronto di questo autore e posso confermare che mi ha coinvolto molto, in quanto usa un lessico molto ricercato che mi ha portato a curiosare sulla sua biografia.
Il libro è scritto in maniera particolare e coinvolgente a volte anche troppo impegnativo, qualche volta ti sembra che i personaggi si confrontino con il lettore per avere indicazioni su come proseguire con la stesura del romanzo e ti fa credere di essere anche tu un personaggio che si sviluppa con la trama. La Trama è avvolta dal mistero e da dei foulard colorati, che vengono lasciati sulla scena del delitto per forviare l’attenzione dal vero scopo dell’omicidio. Il personaggio del commissario Lupo sembra in contatto diretto con l’autore, capitolo dopo capitolo sembra che chieda il consenso a continuare le indagini, anche a volte a rallentarle per non alleggerire la tensione del lettore. Questo libro mi ha convolto in modo particolare perché descrive Roma con amore e cultura, anche le numerose citazioni, ti portano a sfogliare con la mente libri diversi. Non posso non citare le “Sacre Meringhe” di Caruso, il quale li ha associati a tantissimi personaggi che scoprirete leggendo “Gli omicidi del Colosseo”.
Ultimo mio pensiero, mentre leggevo pensavo che sarebbe una bella trama per una serie TV chissà che Fausto Bartolini non diventi il prossimo Camilleri.
Livia De Amicis –
Questa volta il vice Caruso è stato determinante. Il suo essere poliedrico e capire al volo le persone e le situazioni l’hanno aiutato ad avere il tanto agognato aumento. Senza dire che Lupo l’ha sempre appoggiato ragionando sul da farsi. Assolutamente, per chi ama il genere, da non perdere.