Alberto Costantini
Donne ai confini dell’Impero: Un romanzo storico ai tempi dell’Antica Roma
ISBN 978-88-6867-554-7, pp. 368, prezzo di copertina € 15,00, Collana di narrativa ANUNNAKI
Velia è figlia unica di un padre amante della filosofia e dell’osservazione delle stelle, che l’ha fatta crescere in una casa dove si respira la cultura e la raffinatezza della Roma del IV secolo d. C. Il suo matrimonio con il giovane ufficiale semibarbaro Vindicio la porterà nelle diverse guarnigioni ai margini dell’Impero, sul limes del Danubio e sul confine mesopotamico, a contatto col mondo barbarico e con antichissime civiltà, fra genti, lingue e religioni esotiche. Per sopravvivere, la giovane sposa dovrà aggrapparsi alla sua capacità di adattamento, ai consigli del buon padre e al suo inguaribile ottimismo, imparando a conoscere e amare il mondo femminile che gravita attorno ai soldati posti a difesa dell’ultima romanità. Intanto, la sua amica d’infanzia, la bellissima e inquieta cugina Valeria, tra Roma e la nuova capitale, Costantinopoli, sta percorrendo strade diverse e opposte.
Alberto Costantini è nato a Vicenza nel 1953, ma da sempre vive a Montagnana (Padova). Dopo la maturità, ha frequentato la Facoltà di Lettere dell’Università di Padova, seguendo studi di tipo storico. Laureato in lettere antiche, con tesi in storia greca, si è dedicato all’insegnamento, e fino al 2016 è stato docente di ruolo nei Licei. Autore di numerosi volumi, opuscoli e articoli, ha tenuto e continua a tenere conferenze e corsi di formazione ed aggiornamento su argomenti legati ai suoi interessi, in particolare di storia e letteratura. Ha curato testi e sceneggiature per diversi avvenimenti teatrali, oltre a svariati documentari turistici. La sua produzione si suddivide fra la fantascienza, il romanzo storico e la ricerca storica. Tra le opere di narrativa edite: Romanzi storici “Ai confini di Roma”: A ovest di Thule; La donna del tribuno; Donne ai confini dell’Impero, La schiava dei libri, L’ultima amazzone, Oltre l’ultimo limes, Attila il Principe delle Locuste, Le quattro morti di Postumia Sabina Gilgamesh Edizioni. Romanzi storici “Storia veneta”: Lo stradiotto; Sotto l’aquila bicipite; I Figli del Leone, F.lli Corradin Editori. Romanzi di fantascienza: Terre accanto, vincitore del Premio Urania 2002; Stella cadente, Premio Urania 2005, Mondadori. Gli eredi del tempo, F.lli Corradin Editori, Le astronavi di Cesare; L’undicesima persecuzione, La guerra dei Multimondi. L’infiltrato, Gilgamesh Edizioni. L’Eresia del Multiverso, L’Inquisizione di Padre Bertolt, gesuita, Ma Napoleone è morto ad Arcole? Al servizio segreto della Serenissima, CS_libri, Il Capitano Salgari e gli adoratori del Grande Serpente, Delos Digital.






Gabriella Grieco –
L’impero romano da un punto di vista femminile
Ho scelto questo romanzo perché affascinata dall’ambientazione romana. Mi attirava particolarmente la scelta dell’autore di usare il punto di vista di una donna. Temevo che virasse troppo verso il sentimentale, ma con grande piacere non è stato così. E’ un grande affresco di un lungo periodo di storia romana in cui ogni personaggio è tratteggiato benissimo, con la giusta profondità e caratterizzazione. Gli eventi, vissuti per una volta dalla parte delle donne, hanno assunto un sapore e un colore che difficilmente ho trovato in altri romanzi storici, ma senza mai scadere nel cliché dei romanzi rosa. La protagonista è una vera Domina Romana, colta, intelligente e pratica, affronta guerre, difficoltà e persino il disfacimento dell’Impero con la forza che le deriva dall’essere cittadina di Roma e donna abituata a usare il suo cervello, senza mai essere eccessiva. Velia non è una guerriera, ma la moglie di un soldato e come tale agisce e pensa, mostrandosi ai lettori senza esagerazioni.
In sostanza, il romanzo è appassionante, concreto e molto cinematografico. Unico piccolo appunto, ci sono un po’ troppi refusi, specialmente verso la fine. Ma forse è comprensibile, in un testo così ampio.
Barbara Astorri –
Non conoscevo questo autore finché nn mi sono trovata il suo libro tra le mani. Scrittore straordinario che con grande maestria è riuscito a descrivere il mondo femminile
In queste pagine lo scrittore ha colto l essenza di una donna trascrivendo quelli che sono i pensieri tipici femminili.la sensibilità che spesso solo le donne hanno nei confronti del prossimo e la solidarietà verso lo stesso sesso
Romanzo storico di guerriglie e conquiste tra romani e barbari narrato in prima persona dalla giovane Velia
Fanciulla cresciuta dall’amato padre filosofo e astronomo tra ricchezze e cultura nell antica roma nel IV secolo dc
Di animo buono pacata coraggiosa e audace sposa l ufficiale Vindicio uomo semi barbaro dalla corazza d acciaio ma dal cuore tenero. Decide di seguirlo abbandonando ogni lusso e raffinatezza. Adattandosi a quella vita inconsapevolmente diventa il suo braccio destro
Ottima mediatrice riuscirà a interagire con le varie etnie
Storia di donne antiche con pensieri e atteggiamenti moderni
Valentina Matruzzi –
Libro storico ambientato nella Roma ormai in decadimento, Donne ai confini dell’impero di Alberto Costantini ci descrive, attraverso la voce di Velia, la vita al di là del limes, nei territori ai confini dell’impero romano, fra continue battaglie e incursioni, violenze, sconfitte e resistenze. Il tutto ci viene narrato da Velia, donna al seguito del marito soldato che trascorrerà quasi tutta la vita in questi territori e verrà in contatto con popolazioni germaniche e non, apprenderà lingue nuove e tradizioni diverse, avrà per compagne di avventura mogli di ufficiali romani così come schiave e prostitute. E proprio questo è uno degli aspetti che più ho apprezzato in questo libro, raccontare la vita delle donne in quel momento storico, donne al seguito dei mariti, donne rese schiave e vendute al pari di merce di scambio, donne sfruttate o abbandonate o private di tutto, compresa la dignità. Velia è una donna ironica, forte, con una capacità di adattamento straordinaria, e attraverso i suoi occhi anche gli episodi più tragici sembrano rientrare nella normalità. Sullo sfondo dello sfacelo dell’impero, delle lotte intestine e degli omicidi per il potere, vedremo trascorrere la sua vita, crescere i suoi figli, e vedremo Velia, così come le altre donne, combattere come i guerrieri e i soldati romani per l’onore di Roma. Quell’onore che non sarà poi riconosciuto agli stessi servitori della caput mundi. Bello anche il confronto con la cugina Valeria, bellissima donna che, guidata da una famiglia poco interessata ai valori, si ritrova ben presto sposata, risposata, con figli che non la apprezzeranno, annoiata e non soddisfatta delle tante ricchezze che gli vengono dalla vita di donna abbiente: l’esatto opposto di quelle donne che ogni giorno combattono e assistono gli uomini e i loro figli sul confine. Donne ai confini dell’impero è un bel libro, scritto in modo vivace, descrittivo, ma con quel tocco di ironia che lo rende molto godibile. Consigliato!
Maya Elizabeth D’Souza –
o viaggiato volentieri con Velia, la protagonista di questo affascinante romanzo, che attraverso un vero e proprio excursus storico, mi ha accompagnata praticamente lungo tutto l’arco della sua vita. Dall’inizio di ragazzina della nobiltà della Roma imperiale, passando, ancora sedicenne, per un matrimonio un po’ affrettato con Vindicio (l’uomo che le resterà accanto tutta la vita), e ancora attraverso la nascita dei figli e la maturità, ma tutto ciò vissuto da moglie di militare romano di stanza ai confini del glorioso Impero, ormai in declino. Il confine, o limes non è certo un posto per famiglie, coi barbari che premono, causando continue scaramucce e le comodità della civile e organizzata Capitale completamente assenti. Ma Velia sarà capace di affrontare tutte le vicissitudini che la capiteranno con forza, intelligenza, prontezza di riflessi e soprattutto capacità di adattamento. Non è una donna fuori dall’ordinario Velia, ma una moglie e madre che potremmo definire comune (anche se privilegiata), solo perspicace quanto basta da riuscire ad affrontare le situazioni volgendole, per quanto possibile, al meglio. Ciò, allora come ora, mostra come l’essere umano e in questo caso specifico, una donna, sia in grado di contrastare anche l’impensabile, esibendo quell’incomparabile forza intrinseca che normalmente giace sopita e/o spesso dimenticata. Ho apprezzato molto che a scrivere questo bel romanzo sia stato un uomo, che mi pare abbia saputo descrivere e cogliere perfettamente le sfumature caratteriali femminili, senza svilirle, ridicolizzarle e volgerle in farsa. Encomiabile anche l’estrema accuratezza e la ricerca storica che trapela da ogni parola del racconto.
Sabrina Budicin –
L’impero Romano narrato da una Domina / cinque stelle
Mi complimento con l’autore per aver miscelato con maestria storia e fantasia.
I romanzi storici mi appassionano, mi aiutano a capire com’era la vita in quel momento storico preciso. E sentirmelo raccontare da una donna romana, dalla Domina Velia è stato un vero piacere. Figlia di un padre astrologo, moglie di un’ufficiale dell’Impero di Costantino, madre e nonna. E’ intelligente, pratica e colta, tanto da poter affrontare la vita nel limes, le complessità causate dalle guerre con le popolazioni “barbare”, la voglia di espansione dei vari Imperatori che si sono susseguiti, in un periodo, ormai destinato al declino.
Katia Aquilotti –
Donne ai confini dell’impero è un romanzo storico ambientato nell’antica Roma durante il IV sec d.c.
Il romanzo è raccontato, in prima persona, da Velia una giovane romana altolocata sposata all’ufficiale Vindicio un semibarbaro che racconta le sue vicissitudini nelle diverse guarnigioni ai confini dell’impero, entrando in confidenza con il popolo barbaro e le sue tradizioni, con le schiave, prostituite e militari . Una storia ricca di emozioni e spirito d adattamento, che tengono il lettore incollato fino all’ultima pagina.
Simona Contardi –
Era da parecchio tempo che non riuscivo ad appassionarmi a una lettura ma “Donne ai confini dell’impero” è un libro che è stato in grado di catturarmi completamente sin dalle prime pagine. È una storia appassionante e ben scritta, coinvolgente e mai pesante. Il punto di vista femminile per me è una novità piacevole soprattutto perché non stiamo parlando solo di amori o tradimenti ma di donne forti, vite stravolte, battaglie, problemi personali e non. La protagonista e gli altri personaggi crescono, cambiano, si vedono costretti ad adattarsi a un mondo che cambia assieme a loro, a volte sbagliano e pagano le conseguenze delle proprie azioni. Mi è piaciuta molto la protagonista, Velia, giovane donna che impara ad essere forte e coraggiosa nonostante le tante difficoltà e le situazioni in cui si trova. Credo sia un buon esempio da seguire e nonostante io sia molto più vecchia di lei sento che la sua storia mi ha arricchita e ha saputo insegnarmi qualcosa. Libro davvero consigliatissimo
Erika Frattali –
Un’appassionante viaggio nelle lontane province della Roma imperiale. Proprio ai confini del mondo ci accompagna la protagonista Velia. Una donna forte, intelligente, temeraria che racconta la sua vita, le sue avventure, dalla centralissima, capitale Roma fino ai confini più estremi del Limes. Scritto in maniera fluida e accattivante. Mi è piaciuto perché l’autore riesce a raccontare eventi dell’antica Roma (intrighi politici, complotti, tradimenti ecc) con estrema facilità. Non vedevo l’ora che arrivasse la sera per prendermi quel momento di pace dedicato alla lettura di questo fantastico libro. Bellissimo romanzo storico.
Lia Signorati –
Mi è piaciuta la trama ed anche la ricchezza di particolari, nelle descrizioni dei luoghi e della vita vissuta. Leggendo capivo il senso , ma a volte, sono andata a leggere il significato di certi termini. Lettura piacevole e scorrevole, forse un pochino ricercata, appunto nei termini latini.
Nel complesso un libro che mi è piaciuto e da consigliare ad appassionati di storia.
Giuseppina Guerra –
Velia la protagonista di questo romanzo è una ragazza cresciuta nell’antica Roma nel IV secolo d.c. figlia unica, non si evince la figura di una madre, ma quella di un padre filosofo, che vive con la testa costantemente tra gli oracoli e le stelle.
Rimasta incinta di un barbaro, Vindicio, all’età di 16 anni, il padre acconsente al matrimonio e la dolce fanciulla si lega al suo uomo dapprima come unica soluzione alla sua gravidanza, ma successivamente la gentilezza e la dolcezza di Vindicio la conquisteranno, e col tempo l’amore la legherà a lui.
Velia segue Vindicio, comandante di una guarnigione ai confini dell’impero sul limes del Danubio sul confine mesopotamico, fino a Costantinopoli, diventando la donna del capo, che tutti rispettano. Da fanciulla con poche conoscenze se non i rudimenti di latino e greco che userà per fare da interprete, si trasformerà in una donna audace e combattiva al pari di Vindicio, sapendosi adattare alle guarnigioni, ai soldati , alla vita da campo, nell’attesa che lui torni dalle battaglie a difesa dell’impero.
Libro molto interessante, che ripercorre le vicende, gli usi e i costumi di una Roma antica, vista attraverso gli occhi di una ragazza dell’epoca. Scrittura molto fluida, e belle anche le descrizioni dell’accampamento e delle battaglie fatte da Costantini, senza l’ entrare in dettagli crudi delle guerre che non amo molto.
libro consigliato, si legge molto bene e la storia prende un bel ritmo accompagnando il lettore fino all’ultima pagina, lasciando sicuramente un sorriso sul volto di chi legge.
Max –
Amo molto i romanzi storici, soprattutto se trattano la storia di Roma antica della quale sono appassionato. Questo romanzo è ambientato nel IV secolo d.c. durante il regno della dinastia costantiniana, un periodo ricco di cambiamenti epocali, e ha il pregio di raccontare le vicende delle truppe di frontiera a guardia del Limes dal punto di vista delle donne che ne condividono la vita di tutti i giorni, intrecciando abilmente finzione con personaggi ed eventi storici reali. Scritto molto bene, ne consiglio la lettura.
Veronica Biliotti –
Adoro i romanzi storici soprattutto dal punto di vista femminile, non avevo ancora mai letto però un romanzo storico ambientato ai tempi del Sacro Romano Impero, proprio perché in genere vertono su personaggi maschili ed infinite guerre. Questo libro mi è piaciuto, buona la caratterizzazione dei personaggi, ho adorato il papà di Velia, la protagonista stessa e mi è stata antipatica la capricciosa cugina Valeria. Ho avuto una lunga riflessione di come in quell’epoca in cui si affacciava prepotente il cristianesimo ci fosse un melting pot di religioni, fra paganesimo e manicheismo, di come si devono essere sentite le persone in un epoca di così grande stravolgimento ed è forse quello che sta succedendo alla società di oggi con il politically correct portato all’estremo. Non ho capito immediatamente cosa volesse dire Limes, poi ci sono arrivata, era il confine… avrei preferito maggiormente che per le parole in latino, che ho studiato poco e male, ci fossero delle note con la traduzione per non perdermi appunto nessuna parola. Ho fatto fatica a tratti a capire la storia dei vari imperatori ed invasori proprio per una mia ignoranza di base, ma l’autore ha voluto dare per scontato, secondo me, alcune cose che invece potevano essere maggiormente approfondite. Tutto sommato a me non è dispiaciuto affatto come lettura e mi sono appassionata moltissimo alle varie vicissitudini di Velia ed anche di Valeria!
Isa Soverino –
Il libro narra la storia della moglie di un condottiero romano di tutta la sua vita attraverso vicende storiche in un turbinio di sentimenti profondi che vanno dall’amore al coraggio ecc.
Sara Mazzotti –
bel romanzo, stile e ambientazioni originali, scrittura leggera ma scorrevole.
Libro piacevole e che si fa leggere volentieri. Il tono della protagonista Velia mi è piaciuto molto, ironico, consapevole, moderno. Ho apprezzato molto, trovandolo originale, il fatto che sembri scritto da una donna dei giorni nostri, che vive però nell’Impero Romano del IV secolo. Questo non solo ha aiutato la mia immedesimazione, ma ha dato alle vicende un taglio molto attuale. Varie le tematiche affrontate: l’adattamento a situazioni di vita diverse, l’incontro con popolazioni straniere e con persone di diversa estrazione sociale e stile di vita, la guerra, la violenza, la paura, la preoccupazione per l’altalenarsi delle vicende politiche (e religiose); sul piano personale l’evolversi del rapporto con il marito e con la cugina Valeria. Proprio questo personaggio, Valeria, così diverso da Velia, ci permette di scoprire un punto di vista diverso. Un personaggio che appare forte e vincente, ma che alla fine è confusa, si rivela meno consapevole di Velia e si lascia trascinare dalla marea degli eventi. Un po’ come l’Impero di quegli anni: in movimento, in bilico tra diverse correnti (sia di pensiero che di popolazioni) e destinato presto a cambiare radicalmente. Grazie a tutto questo, il lettore riesce a viaggiare tra i confini del Danubio e della Mesopotamia e a immergersi in questo melting pot, in questi tempi incerti e di cambiamento. La scrittura semplice e lo stile leggero forse non ne faranno un capolavoro assoluto, ma sicuramente la lettura si rivela scorrevole e non noiosa.
Massimiliano Ciccia –
È stata la curiosità a guidarmi. Cosa avranno a che fare le donne con luoghi potenzialmente pericolosi durante l’epoca del tardo impero romano, quindi in un’era non felice per la donna vista eslusivamente come custode del focolare e fulgido esempio di virtù per l’educazione della prole?? Ovviamente lascio il compito di svelarlo allo scrittore, fine distillatore di fonti, frammenti e fantasia , che riesce a dare la parola ad una donna dell’epoca che verosimilmente potrebbe essere esistita. Ma quello che si sviluppa non è un monologo ma un affresco corale in cui si alternano le voci delle donne di ogni classe matrone, prostitute, sofisticate gaudenti , serve , schiave , liberte. Ognuna di loro con la propria personalità ci negherà a gran voce che l’assunto da cui siamo partiti è frutto della nostra maschile presunzione. Esse ci guideranno con la loro forza, con le loro bassezze e le loro debolezze attraverso un’epoca turbolenta. E mano mano ci affezioneremo a loro arrivando pian piano alla convinzione che la grandezza dell’impero è stata costruita indifferentemente da donne ed uomini. E all’ultima parola ci rimarrà quel senso aspro , come l’abbandono di un amico caro con cui abbiamo fatto un pezzo di strada insieme.
Grazie per aver condiviso con i lettori quest’opera a tratti poetica, dolce ma dura e tenace, solo come una donna sa essere.