Irene Rossi
Delitti imperfetti
ISBN 978-88-6867-620-9, pp. 192, prezzo di copertina € 15,00, Collana di narrativa ANUNNAKI
Mario Rampini, giornalista di nera, si reca in casa di un ispettore in pensione per raccogliere informazioni su un famoso caso di duplice omicidio avvenuto sedici anni prima e di cui il poliziotto si era occupato. Quello che gli interessa conoscere è soprattutto la vicenda dal punto di vista dei risvolti umani e dall’ottica di un uomo delle forze dell’ordine che quella storia, delicata e complessa, l’ha vissuta in prima persona e seguita giorno dopo giorno. L’ex ispettore all’inizio è reticente, ma poi accetta di raccontargli ciò che è accaduto in casa Olivieri, esponenti di spicco della comunità locale. Il giornalista è soddisfatto: adesso conosce bene i protagonisti della vicenda e ha avuto risposta anche alle domande rimaste in sospeso. Immaginiamoci, perciò, la sua sorpresa, quando l’ex poliziotto, mettendo in dubbio l’impalcatura su cui si era retto il processo, fornisce la sua personale versione dei fatti. Chi ci ha visto bene? Al lettore l’ultima parola!
Il romanzo si rifà a un episodio di cronaca nera realmente accaduto a Denver, Colorado, nel 1930.





Laura Caterini –
Ho gradito molto la lettura di questo libro tanto che l’ho finito in due giorni. Perfetto il vecchio investigatore in pensione che si affida al suo sesto senso più che alle prove e ai fatti, e sono ben caratterizzati anche gli altri personaggi (pochi tra l’altro) anche se a volte un po’ troppo stereotipati. La storia è veramente coinvolgente, ognuno potrebbe essere colpevole e avere un movente ma, come in ogni giallo che si rispetti, la verità viene fuori alla fine. Ma poi siamo sicuri che sia la verità?
Fabio Spicuglia –
Il giornalista di cronaca nera Ramponi decide di intervistare Elio Roversi, un ex poliziotto, su un caso avvenuto anni e anni prima riguardante la scomparsa di una ragazzina figlia di un noto industriale della zona. Inizialmente reticente il poliziotto in pensione inizia a raccontare i dettagli della vicenda. Quel che inizialmente sembra un caso di facile soluzione nel giro di poco tempo si complica quando il padre della bambina muore per cause imprecisate. Che fine ha fatto la ragazzina? Perché non riescono a trovarla? Sono passate più di 48 ore e nessuna chiamata è giunta per chiedere il riscatto. La vicenda vede interessati Carla Schneider – la moglie del ricco industriale e matrigna della ragazzina scomparsa – che non è quella che dice di essere ed Enrico Olivieri il fratello dell’industriale che sembra avere qualche segreto da nascondere. Il mosaico si complica di volta in volta perché gli indizi non sono gravi, precisi e concordanti. Fino al momento in cui i tasselli dando una miglior delineazione del quadro porteranno a galla la verità. Ma siamo sicuri che la verità sia una ed una soltanto?
Danilo Minello –
Il libro “Delitti imperfetti” di Irene Rossi si presenta come un manifesto di un genere ormai poco utilizzato, ossia quello del giallo “classico”, privo di colpi di scena telefonati o scene splatter ma capace di attirare il lettore in un intreccio di trama che si dipana lentamente davanti ai suoi occhi. Possiamo così imparare ad apprezzare o ad odiare i personaggi che ci vengono descritti fino all’apice finale, in cui tutto può venire ribaltato…oppure no. Ma, sicuramente, rimarrete senza parole: assolutamente consigliato!
Michela Cenci –
Romanzo che si rifà ad un caso di cronaca realmente avvenuto nel 1930 a Denver, negli Stati Uniti. “Delitti imperfetti” altro non è che il racconto avvincente di un caso poliziesco particolarmente complicato raccontato dalla viva voce di chi quel caso lo ha seguito in prima persona. Un racconto a ritroso che l’ex poliziotto Elio Roversi, rivelerà alla penna del giornalista Rampini e al fortunato lettore che rimarrà impigliato tra le maglie intricate della storia. Una storia che inizia in una mattina come tante, in una splendida villa,dove una famiglia è in procinto di fare colazione. Una figlia, un marito malato chiuso in camera da letto che verrà poi trovato morto, e un cognato che bighellona per casa, un figlio di nove anni che dorme ancora, e poi lei…la padrona di casa, la bellissima Carla Schneider sono i protagonisti del racconto. Un racconto che inizia con la sparizione della figlia e che si srotolerà in indizi mancati, dichiarazioni poco chiare,amanti inattesi, sospetti insospettabili. Ma è sulla padrona di casa, che si incaglieranno i sospetti di tutto ciò che nel proseguo della storia accadrà. Ma sarà stata veramente lei a commettere gli atroci delitti? E se non lei, chi? E’ sufficiente farsi coinvolgere dalla lettura per scoprire il colpevole o i colpevoli di questi delitti, è sufficiente leggere attentamente ogni pagina, ascoltare ogni parola, cogliere ogni sfumatura per trovare il bandolo della matassa e quando sul finir delle pagine anche voi sarete giunti alla stessa conclusione, ricominciate da capo… sicuramente qualcosa vi è sfuggito!! Buona lettura!
Maya –
Thriller coinvolgente sin dalle prime battute, si rifà ad un reale fatto di cronaca accaduto nel 1930 a Denver, Colorado. L’autrice però, riporta il tutto ai giorni nostri, in un’imprecisata città italiana, e ci racconta l’intera vicenda attraverso un lunghissimo flashback in cui, il poliziotto che si occupò dell’indagine (pur essendo allora già in pensione) racconta l’accaduto ad un giornalista. L’avvenimento principale è eponimico della banalità del male: la piccola Eva, undicenne benestante, scompare misteriosamente una mattina d’estate. Quando le ricerche degli inquirenti hanno inizio, si scoperchia, man mano, un’agghiacciante vaso di Pandora che getta ombre anche sulla strana, quanto repentina, dipartita del padre della piccola Eva, Matteo Olivieri, avvenuta pochissimo tempo dopo la scomparsa della figlia. A tirare le fila di tutto ciò potrebbe esserci lei, Carla Schneider, la moglie di Olivieri, ma la matrigna di Eva, con cui i rapporti non erano idilliaci. Lei, bellissima e affascinante quanto algida. Lei, che nasconde anche un segreto sulle sue stesse origini. Potrebbe essere stata dunque lei la fredda calcolatrice che ha messo in atto ben due piani criminosi? Carla Schneider è infatti la candidata ideale. Di lei si comincia già a vociferare che avesse un amante, che avesse sposato Olivieri solo per interesse etc. Su queste e mille altre ipotesi, si trova ad indagare l’ex ispettore Roversi, prestatosi come consulente alla polizia, e di questa sua intricata indagine egli stesso racconterà al giornalista, qualche anno dopo. Ma la vicenda, come scoprirà il reporter, non è poi così chiara come sembra. Che ruolo hanno avuto in tutta la storia, ad esempio, Darna la domestica filippina o Enrico Olivieri, fratello minore di Matteo, che all’epoca viveva insieme a lui, a Carla alla piccola Eva e a Davide, l’altro figlio della coppia? A poco a poco, Roversi comincia abilmente a smontare il già noto castello accusatorio e ad instillare dubbi nel giornalista (e di conseguenza anche nel lettore), a proporre ipotesi, più o meno astruse, ma tutte plausibili, conducendolo per mano in una labirintica sequela di sconcertanti mezze verità e segreti sussurrati. Un giallo trascinante, ben scritto e ben strutturato che accompagnerà il lettore con garbo ma determinazione, in un vortice di suspense da cui uscire indenni non è semplice.
Paolo Pisanu –
Consiglio questo romanzo a tutti coloro che amano i gialli e che amano la lingua italiana. La trama è piacevole, non scontata e non banale, ma a mio avviso a farla da padrone è la qualità della scrittura. Purtroppo nei gialli spesso la qualità della scrittura passa in secondo piano rispetto a colpi di scena e misteri a tutto svantaggio del piacere della lettura. In questo romanzo ciò non accade e per questo mi sento di consigliarne assolutamente la lettura.
Carla Abilitato –
l punti di forza di questo giallo, sono sicuramente la scrittura scorrevole e le dinamiche investigative molto interessanti. Il ritmo incalzante rende la lettura del romanzo quasi inevitabile. L’autrice ci fornisce continui dettagli che da una parte sembrano creare una pista d’indagine sicura, ma che dall’altra cancellano le convinzioni precedenti riportando il mistero al punto di partenza. Ma d’altra parte il bello del giallo è proprio questo. L’autrice ci presenta i personaggi nella loro attività investigativa ma tenendo d’occhio i loro vissuti, i loro sentimenti e le loro emozioni. La storia è molto coinvolgente, ognuno potrebbe avere un movente per uccidere, ma poi si arriva alla verità? Scopritelo voi.
Valeria –
Un giallo d’impostazione abbastanza classica ma soprattutto di ottima fattura e quel che più conta scorrevolissimo.
Negli anni il genere ha imboccato cosi tante diramazioni che oggi è veramente difficile districarsi, tuttavia è sempre piacevole imbattersi in autori come Irene Rossi che privilegiano la parte investigativa, i dialoghi serrati, l’approfondimento dei personaggi rispetto alle descrizioni violente, allo scorrimento del sangue a fiumi.
Ovvio che se negli anni è sopraggiunta una deriva di questo tipo vuol comunque significare che qualcuno deve apprezzarla, insomma non ci vuole un Nobel per comprenderlo, ma personalmente resto convinto dell’esistenza di un nutrito zoccolo duro di lettori per i quali il thriller sanguinolento non può rappresentare l’unico approdo.
Ma addentriamoci maggiormente nella storia, naturalmente senza spoilerare per non togliere nulla al piacere della lettura:
un ispettore in pensione riceve la visita di un giornalista che vorrebbe ottenere da lui maggiori delucidazioni riguardo un duplice delitto avvenuto anni prima e del quale Roversi (questo il nome del poliziotto) si è occupato personalmente.
L’ispettore inizialmente è indeciso se affrontare o meno l’argomento l ma una volta accettato il colloquio sceglie di raccontare la vicenda secondo il suo personale punto di vista che, come Rampini (il nome del giornalista) comprende presto, non sempre collima con l’esito delle indagini ed anzi getta nuova luce sull’accaduto.
Se apprezzate i gialli tradizionali, nell’accezione migliore del termine, dove la psicologia dei personaggi è sempre al centro dell’attenzione e mai ai margini, avvincenti e senza tempi morti, con dialoghi serrati e non privi di un discreto senso dell’ironia, quei gialli insomma da gustare pagina dopo pagina e che non suscitino nei lettori il desiderio di conoscere subito il finale per toglierseli di torno, beh Delitti imperfetti fa decisamente al caso vostro.
Il romanzo è tratto, o comunque prende spunto, da un episodio realmente accaduto a Denver negli anni trenta, ma tutto ciò ovviamente non va minimamente a scalfire l’eccellente lavoro sui personaggi e sui dialoghi dell’autrice, quando inizi e finisci un libro in un giorno senza quasi accorgertene i meriti di chi lo ha scritto sono talmente solari che non occorre aggiungere altro.
Daniela Rocchini –
Un vecchio caso riguardante un duplice delitto incuriosisce un giornalista il quale, decide di contattare l’ispettore, ormai in pensione, che si è occupato del caso riuscendo a vincere la sua reticenza.
Durante il colloquio il poliziotto inizia a narrare la vicenda secondo il suo personale punto di vista, non sempre in linea con l’esito delle indagini, gettando una nuova luce sulla vicenda.
L’autrice prende spunto da un delitto realmente accaduto a Denver negli anni 30.
Elena Calandra –
Questo romanzo prende spunto da un fatto realmente accaduto nel 1930 a Denver Colorado.
Il giornalista di cronaca nera Rampini va a trovare l’ispettore in pensione per avere piu’ informazioni rigurdo il caso e ognuno ha la sua versione e la sua verità…ma quale sarà quella giusta?
Un libro molto bello.