De La Tour

€12.00

Mauro Acquaroni

De La Tour

ISBN 978-88-6867-067-2, pp. 224, prezzo di copertina € 10,00, collana di narrativa ANUNNAKI

 

Edmond Darrel nemmeno sapeva chi fosse Edmond Dantés eppure, oltre all’assonanza del nome, aveva molte cose in comune con il Conte di Montecristo. È stato però Denzel Washington a spiegargli cosa doveva fare, dopo quello che gli era successo. Non è giustizia, non è vendetta, non è piacere, è solo la vita. Non è un noir, non è un giallo, non è un romanzo rosa, nessuno di questi colori, è solo una storia… raccontata da Mauro Acquaroni.

19 recensioni per De La Tour

  1. Valutato 5 su 5

    Gabriele Loddo –

    Edmund è un importante giudice. È un uomo fiero, è incorruttibile, ha sentimenti e valori forti sui quali ha eretto la propria esistenza.
    È soddisfatto di quello che possiede, della famiglia, del lavoro e delle poche amicizie. Poi, una notte, il destino gli entra in casa.
    Nelle vesti di quattro furfanti, gli ruba un quadro antico, origine dei mali suoi e di chi in precedenza sembra averne avuto rapporti, e insieme a questo gli porta via le certezze di una vita.
    Edmund potrebbe morire, ma il destino ha deciso di voler giocare a lungo con lui. Così, come gli ha tolto le convinzioni, goccia a goccia, gli restituisce piccole opportunità. Ma, se le vuole sfruttare, Edmund deve cambiare. E Edmund non ci pensa due volte, Edmund cambia.
    La trama principale del romanzo vede il giudice, e insieme a lui il lettore, muoversi nell’oblio, in un mondo velato da situazioni angoscianti. Perde la pietà e il senso di giustizia, ma non è detto che quella umana debba combaciare con quella divina, tanto che, quest’ultima, sembra influenzarne le azioni per tutto il romanzo, mettendo in atto un disegno inatteso.
    Sebbene la trama non appaia nuova, risulta originale l’approccio stilistico e le inquadrature narrative elaborate dall’autore. Interessante.

  2. Valutato 4 su 5

    Alessia Paini –

    La scrittura è diretta ed efficace. La trama nel suo insieme forse non è così originale, ma la costruzione a salti temporali la rende avvincente e interessante.
    I capitoli si rincorrono con protagonisti diversi, legati da un filo conduttore che solo alla fine del libro diventa chiaro.
    Apprezzabile anche il fatto che l’autore utilizzi uno stile diverso per ogni personaggio che parla in prima persona, e questo consente di “sentire” ancora di più il vissuto del momento.
    Scorrendo le pagine il lettore si trova sempre più immerso in un vortice di colpi di scena, vivendo scene dolorose, sorprendenti, talvolta raggelanti che lo tengono incollato alla storia fino all’ultima pagina.
    Decisamente consigliato.

  3. Valutato 5 su 5

    Ilenia Ballerani –

    Che dire è da parecchio tempo che non leggo un thriller così. Ti prende e ti cattura fin dalle prime righe e nonostante delle descrizioni piuttosto cruente (almeno x me) ti invoglia ad andare avanti e scoprire il colpevole. Un vero colpo di scena che ovviamente non svelerò. Mi sono anche appassionata alla storia del maestro De La Tour e ai suoi meravigliosi quadri. Un libro eccellente.

  4. Valutato 5 su 5

    Primula Galantucci –

    Questo romanzo é un triller avvincente che cattura il lettore dall’inizio alla fine.
    Nella vita integerrima del giudice Edmund avviene un fatto importante che lo porterà a sconvolgere tutti i suoi principi esistenziali.
    Romanzo dai toni noir, che affronta vari temi e con vari colpi di scena.
    Originale e ben scritto.

  5. Valutato 4 su 5

    Claudia Valletta –

    Thriller ben costruito, ottimo il ritmo dei salti temporali e della narrazione.
    i personaggi e la ricostruzione storica della vita di De La Tour sono ben
    delineati.
    Da leggere assolutamente

  6. Valutato 4 su 5

    Barbara –

    Mi sono sentita sulle montagne russe…

    A volte poco scorrevole ….a volte mi sono trovata immersa …ma la storia tutto sommato é piacevole belle le descrizioni iniziali
    Angosciante il dolore del protagonista e il modo con cui pensa di lenire la sua disperazione
    Originale il ruolo della racchetta da tennis
    Passato e presente viaggiano parallelamente nel mondo dell arte

  7. Valutato 4 su 5

    Cristina Pivirotto –

    Leggere di due epoche diverse, contemporaneamente, che si riuniscono in un unico motivo, quello del dolore, con una casualità miscredente è, di per sé avvincente e frastornante. Una soluzione ingegnosa quella della doppia confessione a un sacerdote che ascolta, ma non compare, quasi che la confessione fosse fatta dal protagonista a se stesso, una sorta di confessionale da Grande Fratello.

    La narrazione obbliga a un’immersione in due storie che hanno come trait d’union una terza storia, che è quella del dipinto che acquisisce così una definizione da personaggio.

    Claude semplice, assertivo, capace di provare un forte senso di colpa che, per una serie di vicissitudini impreviste, lo porterà a salvare il quadro del maestro d’arte.

    Passeranno gli anni, le epoche, la vita e quel quadro che, sorprendentemente, non si è mai allontanato dalla terra della sua origine, arriverà fino ad Edmond uomo di legge con un’esistenza perfetta, felice, realizzata.

    Il dipinto di de La Tour porta il fuoco con sé. Per due volte lo sfiora e si salva, lasciando ad altri la lotta e il dolore.

    Così Edmond, nuovo proprietario di quella pregiata tela, cade in un girone da dannato.

    Edmond capace di trovare parole che avvolgono come una carta-regalo un concetto, un sentimento profondo e impossibile da definire con parole consuete: la paura che genere dolore, che genera odio, che genera, in un tourbillon drammatico, la mancanza della paura.

    Un percorso di sofferenza che invoca una fine prematura e liberatoria. Il simbolo di una legge terrena diventa il simbolo delle non-legge che guida gli umani.

    Edmond è ingegnoso e il dolore lo rende ancora più acuto nella sua ideazione di vendetta. Per lui cambierà la concezione di giustizia che ha guidato la sua vita e il suo lavoro, fino ad arrivare a un atto di animalesca reattività.

    Un vendicatore punito dalla vita che lo trascina due volte alla soglia della morte prima di riprenderlo e lasciarlo vivo, ma incapace di fare alcunché, in balia di nuovi mostri che ne fanno il bersaglio della loro cattiveria. La vita punirà anche loro, giudice al di sopra dei giudici. Ma il povero Edmond, immerso nell’oblio di un embrione, il suo ultimo castigo, riuscirà a capire?

    Un racconto scritto così bene da farci scivolare nella storia come visitatori senza una parte assegnata, ma anche senza dover emettere giudizi di colpevolezza.

  8. Valutato 5 su 5

    Eleonora Concina –

    Un urlo di dolore che attraversa tutto il romanzo: ecco come si potrebbe descrivere la trama di questo libro. Una storia di perdita, dolore e profonda meschinità, che non lascia indifferente il lettore, che lo trascina in questa atmosfera in cui emerge in tutta la sua forza quella che si potrebbe definire, prendendo una citazione a prestito, la “banalità del male”. Si riesce ad avvertire in modo nitido la sofferenza del protagonista, Edmond, che colpito in modo terribile dagli eventi, scivola sempre di più in un baratro in cui da vittima diventa carnefice. Una rappresentazione delle molteplici facce del dolore e della vendetta.
    Ho trovato questo romanzo davvero coinvolgente e terribilmente realistico nella sua descrizione della malvagità e cinismo umano. Una lettura forte e di grande effetto.

  9. Valutato 5 su 5

    Giovannella Gattini –

    Mauro Acquaroni, ha pubblicato con Gilgamesh Edizioni il libro “De La Tour – Il peccato del tennista”, che fino all’ultima pagina tiene legato il lettore alla storia di due uomini, Claude ed Edmond, vissuti a quattro secoli di distanza, l’uno in Lorena e l’altro a Parigi.

    Nel segreto del confessionale, separati dagli attoniti preti solo da una grata i cui forellini non permettono di accertarne l’identità, essi cercano il sollievo per la loro anima tormentata o, invece, vogliono giustificare e spiegare razionalmente il concatenarsi degli avvenimenti che li hanno portati fino a lì.

    Talmente vivo è il racconto che ci si immedesima nei personaggi condividendo empaticamente questa sofferenza che gocciola dalle pagine.

    Chi legge diviene il depositario dei ricordi che rotolano come pietre, trascinati da un fiume inarrestabile di parole, un vero e proprio flusso di coscienza che lo scrittore utilizza come strategia narrativa, affidando ai due protagonisti il compito di raccontare e raccontarsi con immediatezza, senza il filtro e le regole del periodare della scrittura letteraria.

    Per caratterizzare i personaggi ed anche per spezzare il picco dell’emozione, Mauro Acquaroni alterna diversi registri linguistici. Il linguaggio colto – a tratti freddamente tecnico – di Edmond, parigino dei nostri tempi, magistrato, esperto giurista e profondo conoscitore delle strade che la giustizia umana percorre per raggiungere i suoi scopi, è intervallato dal linguaggio semplice, colloquiale di Claude, uomo di una qualche cultura per i suoi tempi, apprendista nella bottega di uno dei più osannati pittori del seicento, Georges de La Tour definito il “pittore del Re”, lacerato tra venerazione e invidia per il suo maestro che sempre ha tentato di emulare senza successo.

    L’alternarsi dei due registri linguistici, nonché alcuni enigmatici intermezzi sono utilizzati infatti come strategie per concedere una pausa al turbamento provocato dalla drammaticità di alcune situazioni.

    Per tutto il libro ci si chiede cosa leghi questi due uomini, quale sia il filo rosso che percorre tutti gli avvenimenti e che significato abbia all’interno del racconto l’uomo invalido con un perenne ghigno sul volto.

    “De La Tour – Il peccato del tennista” è un libro da leggere con attenzione, ponderando tutti i particolari che possano dare un indizio per comprendere e trovare la spiegazione.

    Alla fine, però, la sorpresa è assoluta, spiazzante.

    Per gli appassionati di thriller e noir è un libro da non perdere.

  10. Valutato 5 su 5

    Anna Cattaneo –

    Buon thriller, buona l idea di svilupparlo in storie parallele. La trama coinvolge a livello sentimentale, riesce a descrivere i sentimenti contrastanti molto bene tanto da farti pensare a cosa faresti tu nella medesima situazione. Finale non scontato!

  11. Valutato 5 su 5

    Giovannella –

    Mauro Acquaroni, ha pubblicato con Gilgamesh Edizioni il libro “De La Tour – Il peccato del tennista”, che fino all’ultima pagina tiene legato il lettore alla storia di due uomini, Claude ed Edmond, vissuti a quattro secoli di distanza, l’uno in Lorena e l’altro a Parigi.
    Nel segreto del confessionale, separati dagli attoniti preti solo da una grata i cui forellini non permettono di accertarne l’identità, essi cercano il sollievo per la loro anima tormentata o, forse, vogliono invece giustificare e spiegare razionalmente il concatenarsi degli avvenimenti che li hanno portati fino a lì.
    Talmente vivo è il racconto che ci si immedesima nei personaggi condividendo empaticamente questa sofferenza che gocciola dalle pagine.
    Chi legge diviene il depositario dei ricordi che rotolano come pietre, trascinati da un fiume inarrestabile di parole, un vero e proprio flusso di coscienza che lo scrittore utilizza come strategia narrativa, affidando ai due protagonisti il compito di raccontare e raccontarsi con immediatezza, senza il filtro e le regole del periodare della scrittura letteraria.
    Per caratterizzare i personaggi ed anche per spezzare il picco dell’emozione, Mauro Acquaroni alterna diversi registri linguistici. Il linguaggio colto – a tratti freddamente tecnico – di Edmond, parigino dei nostri tempi, magistrato, esperto giurista e profondo conoscitore delle strade che la giustizia umana percorre per raggiungere i suoi scopi, è intervallato dal linguaggio semplice, colloquiale di Claude, uomo di una qualche cultura per i suoi tempi, apprendista nella bottega di uno dei più osannati pittori del seicento, Georges de La Tour definito il “pittore del Re”, lacerato tra venerazione e invidia per il suo maestro che sempre ha tentato di emulare senza successo.
    L’alternarsi dei due registri linguistici, nonché alcuni enigmatici intermezzi sono utilizzati infatti come strategie per concedere una pausa al turbamento provocato dalla drammaticità di alcune situazioni.
    Per tutto il libro ci si chiede cosa leghi questi due uomini, quale sia il filo rosso che percorre tutti gli avvenimenti e che significato abbia all’interno del racconto l’uomo invalido con un perenne ghigno sul volto.
    “De La Tour – Il peccato del tennista” è un libro da leggere con attenzione, ponderando tutti i particolari che possano dare un indizio per comprendere e trovare la spiegazione.
    Alla fine, però, la sorpresa è assoluta, spiazzante.
    Per gli appassionati di thriller e noir è un libro da non perdere.

  12. Valutato 5 su 5

    Daniela –

    Cosa è vero e cosa è falso? I quadri come le persone. La doppia confessione temporale ad un “padre” che sembra un “io” interiore converge piano piano sullo stesso “oggetto”, vero protagonista del romanzo.
    Altro pernio del libro è la vendetta che sostituisce la giustizia ma che alla fine soccombe ad una mano più grande. La giustizia terrena e la giustizia divina che sembrano rincorrersi. Ottimo!

  13. Valutato 5 su 5

    Laura Sgamma –

    Avvincente, ritmo serrato, la narrazione in prima persona coinvolge in tre piani temporali diversi.
    Bella trama e narrazione non prolissa.
    Tutti requisiti che ne fanno un’ottima lettura.

  14. Valutato 5 su 5

    Dea Marino –

    UN LIBRO MOZZAFIATO CHE TI TIENE CON IL FIATO SOSPESO DALL’INIZIO ALLA FINE. SCRITTURA SFERZANTE A VOLTE TAGLIENTE MA CHE RIESCE A METTERTI NEI PANNI DEI PROTAGONISTI UNA DELLE MIGLIORI LETFURE CHE HO FATTO NEGLI ULTIMI TEMPI.

  15. Valutato 4 su 5

    Ariana Tribaudi –

    INTRIGANTE E AVVINCENTE
    Questo libro narra la triste vicenda di un giudice, uomo tutto di un pezzo, che trovandosi in una delle situazioni peggiori possibili, reagisce a suo modo dando vita ad un romanzo molto intrigante e avvincente, con dettagli anche crudi e che lasciano a volte il lettore, come nel mio caso, sorpreso. Perno e filo conduttore di tutti i capitoli è un quadro, che ci accompagna fino alla fine svelando le reali personalità dei personaggi protagonisti. L’unica nota negativa, a mio avviso, è la velocità con cui l’autore ci fa arrivare, da un certo punto in poi, alla fine, in un susseguirsi rapido di immagini e scene.
    Libro consigliatissimo agli amanti del genere!

  16. Valutato 5 su 5

    Marilena Atzei –

    Nel silenzio del confessionale Edmond e Claude, a centinaia d’anni di distanza l’uno dall’altro, raccontano le loro storie fatte di torti subiti, colpe commesse, pentimento, vendetta. Cosa accomuna Edmond, che insieme alla moglie e al figlio ha perso anche la propria umanità, e il mite Claude, ubbidiente servitore di un pittore dotato e capriccioso? Una scrittura lucida e dettagliata, quasi una sceneggiatura, con continui flashback, ci conduce, attraverso il filo sottilissimo del tempo, ad una verità inaspettata ed amara. Consigliato a chi ama il genere noir e non cerca a tutti i costi un personaggio da amare.

  17. Valutato 5 su 5

    Carla Signorini –

    Un giallo pieno di torture, sevizie, atrocità davvero sconvolgenti, scritto con grande lucidità , talento e precisione. In effetti, questo, più che un giallo , è la descrizione dettagliatissima dello stato d’ animo straziato di un vendicatore(un ex giudice di tribunale) che è stato svuotato di ogni pietà umana dopo aver subito una rapina nel corso della quale ha perso il figlio e la moglie, ridotta ad uno stato comatoso dopo essere stata stuprata e seviziata ad opera di uno dei malviventi che hanno fatto irruzione nel suo appartamento. Una tragedia di vendetta, portata alle estreme conseguenze, ma anche la trascrizione del lucido pensare di colui che non avrà pace finché non si sarà vendicato. E in che modo! Al tema principale si alterna, in uno stile sgrammaticato e molto semplice, la confessione di un apprendista del XVII secolo, che ha lavorato nell’atelier del pittore De la Tour, autore di un quadro, il Neonato, che è poi l’oggetto della rapina . Scritte entrambe in prima persona, le due confessioni (anche il vendicatore rivela la sua storia in confessionale ) si alternano, fino allo sconvolgente finale – Libro indimenticabile.

  18. Valutato 5 su 5

    Angela Barbieri –

    Thriller dai toni iniziali silenti, srotola nel parallelismo tra passato e presente, il perché delle attuali dinamiche dei protagonisti, urlando, via via che ci si avvicini al finale, le conseguenze che tali dinamiche hanno sui protagonisti stessi.
    Ricco di colpi di scena, ha la capacità di tenere incollato il lettore fino alla parola fine.

  19. Valutato 5 su 5

    Antonella Wilhelm –

    All’inizio non mi convinceva molto, due storie parallele con niente in comune se non il sacramento della confessione e un quadro col suo autore (e l’arte), non riuscivo a capirne il senso di queste due storie che andavano avanti di pari passo, palleggiandosi i capitoli come in una partita a tennis…e il riferimento non è casuale…
    Ma quasi subito il libro prende vita e si è catapultati prima nella crudeltà, poi nel dolore e infine nella vendetta. Il libro non solo lo leggi, o meglio, li divori,ma lo vedi. Le descrizioni sono accurate e anche le scene più forti, più cruente, più splatter non danno fastidio al lettore.
    Il finale un po’ spiazza, ma forse ad certo punto lo si inizia a sospettare.
    Consiglio vivamente questo libro che si legge tutto d’un fiato

Aggiungi una recensione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Carrello